Uffizi, appello Ance-architetti: ‘Sì alla loggia Isozaki, no al muro verde’

da | 23 Gen 2023 | Architettura, Arte e Cultura

È necessario che ci si assuma in maniera definitiva la responsabilità di portare a termine un progetto che attende da troppi anni”. È l’appello rivolto al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e al sindaco Dario Nardella, da Ance Firenze, Ordine degli architetti paesaggisti pianificatori e conservatori di Firenze, Fondazione architetti Firenze e Fondazione Michelucci, in merito all’annoso dibattito sulla Loggia Isozaki, la struttura progettata per l’uscita dalle Gallerie degli Uffizi dall’architetto giapponese Arata Isozaki, recentemente scomparso.
Il progetto, che si aggiudicò nel 1999 il concorso internazionale di architettura, rappresenta, secondo i promotori dell’appello, “la volontà ed il diritto di una città e la sua comunità di esprimere la sua contemporaneità in rapporto alla sua storia, sempre operante, nel rinnovare la propria identità. Oggi realizzare tale progetto, donando a Firenze un’opera d’arte contemporanea, diventa una questione di principio oltre che culturale, e per farlo è necessario dimostrare coerenza nelle scelte per lo sviluppo urbanistico di Firenze, aprendo le porte all’architettura contemporanea”. La lettera esorta dunque a “realizzare un elemento funzionale, destinato a dare anche un senso estetico e contemporaneo alla piazza del Grano, caratterizzando questo importante spazio, in cui transitano ogni anno migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo, chiudendo finalmente quel cantiere, aperto oramai da un tempo infinito, con le gru che ancora spiccano a lato del complesso museale fra i più famosi al mondo”.
La lettera risponde, inoltre, alla proposta di creare un’uscita a forma di galleria nel verde, abbellita da statue e siepi, “poco costosa e bella da vedere”, avanzata da Sgarbi. L’ipotesi del sottosegretario alla Cultura è, si legge nella missiva, “un nuovo passo indietro”.  Il ‘muro verde’ è poco contestualizzato e di difficile manutenzione, come già sperimentato a Firenze nel recupero del complesso delle Murate. Non ci sembra davvero una valida alternativa per Firenze e per il patrimonio architettonico nazionale, nonostante accarezzi l’anima green di tutti noi”.
L’appello si conclude con un invito rivolto ai “custodi e tutori dei beni di questo nostro magnifico Paese” per andare “oltre le polemiche e dopo un quarto di secolo realizzare l’opera senza più ‘se’ e senza più ‘ma’”.

La risposta di Nardella

II sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha promesso di incontrare i firmatari della lettera-appello, convinto che “meritino di essere ascoltati anche a Roma, per trovare un punto di convergenza” e ha lanciato un monito al governo, che si è schierato contro il progetto dell’archistar giapponese: “Ho garantito collaborazione sia al ministro Sangiuliano che a Sgarbi ma ho ribadito che la posizione del nostro Comune è quella di esprimere un giudizio solo quando avremo visto un progetto chiaro – ha dichiarato- Per il momento si parla soltanto di alcuni elementi di decoro, credo che due fioriere e tre piante non bastino a compensare il vuoto che si verrebbe a creare con la rinuncia al progetto Isozaki”. Per Nardella non è percorribile alcuna soluzione che non sia all’altezza del blasone degli Uffizi. “Si vuole sostituirlo? Si faccia un concorso internazionale come quello del 1998, con l’ambizione di realizzare un progetto dello stesso valore”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani chiedendo una scelta rapida. La decisione sul fare o non fare la loggia di Isozaki agli Uffizi “è in capo al ministero. A me basta che venga presa una decisione. Ormai se ne parla da decine di anni e, onestamente, quello da evitare assolutamente è che rimanga così“, ha sottolineato il governatore nel corso di un punto stampa convocato a palazzo Strozzi Sacrati.
Intanto si moltiplicano gli appelli a favore della loggia. A partire da quello dell’assessora all’Urbanistica di Palazzo Vecchio, Cecilia Del Re: “I risultati dei concorsi si rispettano, e Firenze non può e non deve aver timore di realizzare un’architettura contemporanea dentro al suo centro storico – ha dichiarato – Speriamo dunque che il ministero voglia confermare la realizzazione di quest’opera, anche perché laddove rinunciasse formalmente ci sarebbero anche profili economici tra ministero e Comune da affrontare”. Il riferimento è ai due milioni investiti in questi anni da Palazzo Vecchio, soldi che il ministero dovrebbe restituire alla città nel caso di un ripensamento definitivo sull’opera.
Anche l’ex assessore fiorentino all’Urbanistica, Gianni Biagi, ha sottolineato che “l’area dove sorgerà la loggia è in parte di proprietà dello Stato e in parte del Comune di Firenze. Per questo motivo il costo della sua realizzazione era ripartito tra il Ministero e il Comune” E in base a un protocollo firmato 20 anni fa, ha ricordato Biagi, Palazzo Vecchio versò al governo “circa due milioni di euro”.

La storia della loggia e l’opposizione di Sgarbi

Quello della Loggia Isozaki è un progetto dalla storia molto travagliata più volte recuperato e poi abbandonato. Tanto difeso quanto osteggiato.
Il progetto prevede la realizzazione di una nuova uscita sul retro degli Uffizi, verso piazza del Grano. Una struttura in acciaio e pietra che, nelle intenzioni dei progettisti che la immaginarono 25 anni fa, riporterebbe la loggia dei Lanzi in Piazza del Grano con le stesse dimensioni o proporzioni di quella originale.
Rivisitato e migliorato dallo stesso ideatore, il progetto, inizialmente bloccato da scavi archeologici e numerose polemiche, fu rifinanziato con 12 milioni di euro dall’allora ministro della Cultura Dario Franceschini, che lo inserì nell’ambito del piano strategico nazionale ‘Grandi progetti culturali’, lanciato dal MiC.  Eppure, la costruzione dell’avveniristica loggia è ritornata al centro del dibattito lo scorso novembre, in coincidenza con la nomina a sottosegretario di Sgarbi che aveva annunciato di voler interrompere definitivamente l’iter per l’attuazione del progetto di Isozaki definendo la loggia “una cosa archeologica, del secolo scorso. Gigantesca, contro natura, brutta, sbagliata”.
Intanto, la Cmsa, l’azienda edile che sta concludendo i lavori per i Grandi Uffizi, si è rivolta al ministero della Cultura chiedendo se gettare o no le fondamenta per la loggia, visto che da Roma non c’è stato ancora un passo formale per bloccarla, mentre le opere propedeutiche alla pensilina della discordia sarebbero già contenute nel capitolato dell’ultimo lotto dei Grandi Uffizi.
Una situazione di incertezza che è raccontata anche dal destino delle gru di cantiere: quella storica, installata nel piazzale degli Uffizi dal 2004, sarà smontata entro Pasqua. Quella in piazza del Grano, dove sarebbe prevista la loggia, invece resterà, pur non avendo più uno scopo preciso.