World Press Photo Contest 2026: annunciati i vincitori della 69ª edizione

da | 14 Apr 2026 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi, Persone e Carriere

Il più prestigioso concorso annuale di fotogiornalismo a livello mondiale premia 42 progetti che documentano conflitti armati, crisi umanitarie, emergenze ambientali e trasformazioni sociali: tra i vincitori anche l’italiana Chantal Pinzi

Il World Press Photo ha annunciato i 42 vincitori dell’edizione 2026. I lavori premiati, selezionati tra 57.376 fotografie inviate da 3.747 fotografi provenienti da 141 Paesi, restituiscono una panoramica articolata delle principali dinamiche globali, tra conflitti, crisi climatiche, diritti civili e trasformazioni sociali.

Come è strutturato il World Press Photo Contest 2026

Il World Press Photo Contest 2026 è articolato secondo un modello geografico, introdotto nel 2021, che suddivide la competizione in sei macro-aree: Africa; Asia-Pacifico e Oceania; Europa; Nord e Centro America; Sud America; Asia occidentale, centrale e meridionale.

Per ciascuna area sono premiate tre categorie: Singles, Stories e Long-Term Project. I vincitori sono selezionati inizialmente da sei giurie regionali indipendenti e successivamente da una giuria globale.
L’edizione 2026 ha individuato 42 vincitori complessivi, 31 dei quali provenienti dai territori raccontati nei progetti.  Si registra inoltre un aumento della partecipazione dal Sud America (+11%) e dall’area Asia-Pacifico e Oceania (+14%).

Cosa raccontano i progetti vincitori del World Press Photo Contest 2026

I progetti vincitori del World Press Photo Contest 2026 documentano conflitti armati, crisi umanitarie, emergenze ambientali e trasformazioni sociali in diverse aree del mondo. Tra i lavori premiati emergono reportage sull’Ucraina e sul Sudan, accanto a testimonianze legate all’impatto della crisi climatica e alle condizioni di vita in contesti instabili. “Ho un assoluto rispetto per la profondità del processo che sta dietro ogni storia che premiamo”, ha dichiarato Joumana El Zein Khoury, direttrice del World Press Photo.
Accanto a queste narrazioni, trovano spazio anche progetti più intimi, dedicati alla fragilità della vita umana, tra malattia, lutto e isolamento. Anche la presidente della giuria globale, Kira Pollack, ha evidenziato la rilevanza di queste immagini, definendo quello attuale “un momento cruciale per la democrazia e per la verità”.

I vincitori del World Press Photo Contest 2026: Africa ed Europa

Per l’Africa, nella categoria Singles sono stati premiati When Giants Fall di Halden Krog, Joburg Ballet School di Ihsaan Haffejee e Children Who Do Not Exist di Kiana Hayeri. Nella categoria Stories i riconoscimenti sono andati a Sudan’s War: A Nation Trapped di Abdulmonam Eassa, Farīsāt: Gunpowder’s Daughters di Chantal Pinzi e Madagascar’s Gen Z Protests di Luis Tato. Tra i Long-Term Project emerge, invece,  Dust di Mohamed Mahdy.
Per l’Europa, i Singles vincitori sono Russian Attack on Kyiv di Evgeniy Maloletka, Emma the Social Robot di Paula Hornickel e Polar Bear on Sperm Whale di Roie Galitz. Nella categoria Stories si distinguono Burned Land di Brais Lorenzo, Drone Wars di David Guttenfelder e Engla Louise di Sanna Sjöswärd. Tra i Long-Term Project vince Extramuros di William Keo.

I vincitori del World Press Photo Contest 2026: Americhe

Nel Nord e Centro America, i Singles includono Columbia University Pro-Palestine Protests di Alex Kent, Portland Protests ICE di Jan Sonnenmair e The Trials of the Achi Women di Victor J. Blue. Tra le Stories figurano ICE Arrests at New York Court di Carol Guzy, Los Angeles on Fire di Ethan Swope e Tanner’s Song di Jahi Chikwendiu. Il progetto a lungo termine è Mexico, A Changing Climate di César Rodríguez.
Per il Sud America, i Singles premiati sono A Territory of Hope di Priscila Ribeiro, Funeral for “The Four of Malvinas” di Santiago Arcos e Milei’s Argentina di Tadeo Bourbon. Nella categoria Stories sono stati selezionati Those Who Carry the Dead di Eduardo Anizelli, Manacillos di Ever Andrés Mercado Puentes e Name the Absence di Ferley A. Ospina. Tra i progetti a lungo termine, invece, si distingue The Human Cost of Agrotoxins di Pablo E. Piovano.

I vincitori del World Press Photo Contest 2026: Oceania e Asia

Nell’area Asia-Pacifico e Oceania,  i Singles includono Bondi Beach Terror Attack di Edwina Pickles, Mountain Resident of Wanglang di Rob G. Green e A Desperate Plea di Tyrone Siu. Tra le Stories sono stati premiati Wedding in the Flood di Aaron Favila, Scam Hub Under Siege di Jes Aznar e The Last Dolphin Hunters di Matthew Abbott. Il progetto a lungo termine vincitore è Motherhood at 60 di Wu Fang.
Infine, per l’Asia, tra i Singles figurano Nepal’s Gen Z Uprising di Narendra Shrestha, Aid Emergency in Gaza di Saber Nuraldin e A Daughter’s Grief in Kashmir di Yasir Iqbal. Tra le Stories sono stati premiati “I’m Afraid”: Afghan Women Face US Aid Cuts di Elise Blanchard, A Syrian City Rebuilds, Still Divided di Nicole Tung e Witnessing Gaza di Saher Alghorra. Il Long-Term Project vincitore, invece, è Hijacked Education di Diego Ibarra Sánchez.

L’italiana Chantal Pinzi tra i vincitori del World Press Photo Contest 2026

Tra i vincitori del World Press Photo Contest 2026 c’è anche l’italiana Chantal Pinzi, premiata nella categoria Stories per l’area Africa con il progetto Farīsāt: Gunpowder’s Daughters.
Il lavoro documenta la Tbourida, tradizione equestre marocchina storicamente riservata agli uomini, concentrandosi sulle farīsāt, le cavallerizze che negli ultimi anni hanno conquistato spazio in questa pratica. Oggi si contano sette squadre femminili su circa 300.
Nata nel 1996, Pinzi è una visual activist con base a Berlino. Il suo lavoro esplora le comunità marginalizzate attraverso una fotografia attenta alle storie femminili e alle dinamiche sociali contemporanee.

Mostra e calendario del World Press Photo Contest 2026

Le storie premiate raggiungeranno milioni di visitatori attraverso la mostra itinerante World Press Photo, che toccherà oltre 60 sedi in tutto il mondo. L’esposizione inaugurerà ad Amsterdam, presso De Nieuwe Kerk, dal 24 aprile al 27 settembre 2026.
La mostra proseguirà in città come Bucarest, Rio de Janeiro, Siviglia, Zurigo, Berlino, Roma (Palazzo Esposizioni), Montréal, Vienna e Barcellona, mentre l’organizzazione annuncerà ulteriori destinazioni nel corso dell’anno, aggiornando il calendario ufficiale.
Il 23 aprile 2026, in occasione dell’apertura stampa della mostra ad Amsterdam, la giuria annuncerà il  World Press Photo of the Year e i due finalisti. Il vincitore riceverà un premio di 10.000 euro ed attrezzature per un valore complessivo superiore a 14.000 euro.