Uffizi, Sgarbi: ‘Incarico di Schmidt non può essere rinnovato. No alla loggia Isozaki’

da | 9 Nov 2022 | Arte e Cultura, Persone e Carriere

La questione Sgarbi-Uffizi sembra essere destinata ad andare avanti. Il neo sottosegretario alla Cultura è entrato, come suo solito, a gamba tesa sulla Galleria degli Uffizi, già finita nel mirino del Ministero della Cultura a causa della chiusura nel giorno di Halloween. Tutto ruota intorno a due temi: la loggia Isozaki, che per Vittorio Sgarbi, non deve essere fatta e la fine dell’esperienza di Eike Schmidt come direttore degli Uffizi.

Ritorna al centro della polemica la questione della costruzione di una loggia avveniristica all’uscita degli Uffizi, introdotta al seguito di un concorso internazionale vinto, nel 1999, dall’architetto giapponese Arata Isozaki e che da subito ha diviso la città. La destra al governo ha boicottato l’opera, i lavori non sono partiti nemmeno coi ministri Pd. Solo un paio d’anni fa sono stati trovati i fondi necessari, con l’allora ministro della Cultura, Dario Franceschini, che ha finanziato l’intera operazione con 12 milioni di euro. Adesso, gli Uffizi speravano di concludere per il 2026. Impossibile, parrebbe: “Non si farà. La loggia è una cosa archeologica, del secolo scorso. È in un’area di vincolo, gigantesca, contro natura, brutta, sbagliata”, ha tuonato Sgarbi. Una tesi che Sangiuliano condivide in buona parte, sebbene si riservi di studiare prima il dossier.

Eppure, il sindaco, Dario Nardella, è convinto che si debba dare attuazione a un concorso internazionale per non perdere credibilità. “Invito il sottosegretario Sgarbi, consapevole della sua intelligenza e della sua sensibilità, a non chiudere le porte del tutto, ma ad accettare un dialogo per trovare una soluzione. Occorre capire quali siano le reali motivazioni per cui questo progetto non è considerato adeguato. La mia posizione, quella della nostra amministrazione – ha aggiunto Nardella – è quella di portare in fondo il progetto, anche perché sono stati stanziati dei soldi dal ministro Franceschini, ci sono quindi degli impegni, c’è stato un concorso internazionale. Rischiamo di dare un messaggio a livello mondiale che l’Italia non rispetta i concorsi internazionali. Ho rispetto e stima del sottosegretario Sgarbi, ho avuto modo di parlare con lui in questi giorni della questione di Isozaki: spero di poterlo incontrare di persona per trovare una soluzione che ci consenta di andare in fondo con il progetto, magari anche con delle modifiche condivise con l’architetto». 

La replica di Sgarbi non si è fatta attendere: “Noi siamo i committenti e decidiamo cosa realizzare, se c’è il vincitore di un concorso è legittimo e giusto che venga pagato, e così faremo. Ma non siamo obbligati a fare un progetto che l’architetto non vuole cambiare. All’interno degli Uffizi -ha continuato il critico d’arte – ci sono validissimi architetti che potranno realizzare un progetto semplice, un’uscita con una piccola pensilina in linea con la tradizione: non si buttano soldi su un progetto vecchio, incredibilmente costoso e invasivo. Li investiamo in progetti utili e per l’assunzione di personale. Ho spiegato al ministro che questa è una battaglia che dobbiamo fare in nome di due grandi fiorentini, Franco Zeffirelli e Oriana Fallaci, anch’essi contrari.” Ha concluso il sottosegretario, mettendo una pietra tombale sul progetto.

Le risorse garantite dall’addio alla loggia, secondo Sgarbi, saranno dirottate nell’assunzione del personale in modo da consentire ai musei di restare aperti anche nei giorni cosiddetti superfestivi. “Gli unici giorni di chiusura previsti sono il 25 dicembre e il primo gennaio. Ma, in previsione, vorremo aprire anche in quelle date, magari con turni straordinari pomeridiani.” Ha affermato il sottosegretario, ritornando sulla polemica scoppiata nei giorni scorsi, quando il ministro Sangiuliano aveva fortemente criticato la chiusura degli Uffizi, uno dei più importanti musei del mondo, il 31 ottobre, nel bel mezzo del ponte di Ognissanti, con le nostre città d’arte gremite di turisti. In quell’occasione, il direttore della Galleria Eike Schmidt aveva fatto presente che la sua linea, sicuramente aperturista, era andata a sbattere contro il taglio degli straordinari al personale imposto dal governo. E proprio su Schmidt, Sgarbi emette il suo pesante verdetto: è alla fine del suo percorso alla guida degli Uffizi: “Il concorso è già stato fatto, lui dopo due mandati non è più rinnovabile”.