Pantheon, il biglietto sale a 7 euro per i turisti: la nuova convenzione MiC-Diocesi

da | 13 Apr 2026 | Turismo

Dal 1° luglio 2026 l’ingresso per i non residenti nella Capitale passa da 5 a 7 euro. La modifica si inserisce in un percorso iniziato nel 2016, che ha visto uno dei monumenti più visitati d’Italia al centro di un lungo negoziato tra Stato e Chiesa. I proventi del nuovo aumento finanzieranno le biblioteche di prossimità nelle aree disagiate, nell’ambito del Piano Olivetti.

Quasi duemila anni di storia, e ancora oggi il Pantheon sa sorprendere. Non con nuove scoperte archeologiche, ma con una firma apposta su un documento istituzionale che ridisegna, ancora una volta, le regole del suo accesso. Il 10 aprile 2026, al Ministero della Cultura, è stata sottoscritta la nuova Convenzione tra il MiC e la Diocesi di Roma che disciplina il regolamento d’uso della Basilica di Santa Maria ad Martyres.

La firma del 10 aprile e le nuove tariffe

La Convenzione è stata firmata alla presenza del Ministro Alessandro Giuli, del Vicario Generale per la Diocesi di Roma, Cardinale Baldassarre Reina, dell’Arciprete Rettore del Capitolo di Santa Maria ad Martyres, Monsignor Daniele Micheletti, e del Capo Dipartimento per la Valorizzazione culturale, Alfonsina Russo. La principale novità riguarda il costo del biglietto intero, che passa da 5 a 7 euro a partire dal 1° luglio 2026. Restano invariati il ridotto a 2 euro per i giovani tra i 18 e i 25 anni e tutte le gratuità già previste. Confermata, in forma ora strutturale, la gratuità per i residenti nel Comune di Roma.

A chi vanno i due euro in più

L’incremento non è una misura a sé stante. Secondo quanto comunicato dal MiC, i 2 euro aggiuntivi per ciascun biglietto saranno destinati alle azioni previste nell’ambito del Piano Olivetti per la Cultura, con destinazione specifica al sostegno delle biblioteche di prossimità nelle zone disagiate e nelle aree interne del Paese. Le nuove risorse serviranno a rafforzare l’accesso alla cultura, promuovere la produzione culturale e artistica, valorizzare presìdi culturali diffusi e incentivare progetti di rigenerazione sociale nei territori marginali.

Si tratta, nelle intenzioni del Ministero, di rendere strutturale un sostegno già avviato con il Decreto Cultura, che nei primi mesi del 2026 ha contribuito a generare un incremento di 11,3 milioni di euro e di 569 mila copie nella filiera editoriale italiana rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Come si è arrivati qui: una storia iniziata nel 2016

Per capire la portata dell’accordo occorre fare un passo indietro. La questione del biglietto al Pantheon non è nuova: le prime modifiche alla convenzione disciplinante l’accesso al complesso risalgono al 2016, quando l’allora Direttore generale Musei Antonio Lampis e il camerlengo monsignor Angelo Frigerio firmarono un aggiornamento del regolamento alla presenza del Ministro Dario Franceschini e del vicario per la diocesi di Roma, monsignor Angelo De Donatis. Quella firma aprì la strada a un percorso che sarebbe durato anni.

Il passo decisivo arrivò nel marzo 2023, quando il Ministro Gennaro Sangiuliano sottoscrisse con il Capitolo della Basilica la convenzione , rimasta nel cassetto, che introduceva formalmente il biglietto di ingresso, fissato a 5 euro, ma con ripartizione dei proventi al 70% in favore del MiC e al 30% alla Diocesi di Roma. Il biglietto entrò in vigore il 3 luglio 2023. La gratuità per i residenti romani, prevista fin dall’inizio come principio, fu disciplinata in un primo tempo in forma provvisoria e rinnovata per step successivi, fino alla conferma strutturale avvenuta il 1° aprile 2026, pochi giorni prima della firma della nuova Convenzione.

Un monumento, una doppia natura

Al centro di ogni negoziato, da vent’anni a questa parte, c’è sempre la stessa questione: il Pantheon è contemporaneamente un monumento statale e una basilica aperta al culto. Ogni accordo ha dovuto tenere insieme queste due anime, garantendo la libertà di accesso per i fedeli e le attività religiose da un lato, e la valorizzazione culturale del sito dall’altro.

La nuova Convenzione ribadisce questo equilibrio, definendo, come recita il comunicato del MiC: «un quadro aggiornato di collaborazione tra le due istituzioni per la gestione e la valorizzazione del Monumento, nel rispetto della sua duplice natura di luogo della cultura e di culto». I numeri confermano il peso specifico di questo equilibrio: nel 2025 il Pantheon ha registrato circa 4,5 milioni di visitatori, con un incasso lordo di 14,7 milioni di euro, confermandosi tra i siti più frequentati del patrimonio nazionale.

Grandi mete, nuove regole: Roma ridisegna l’accesso ai suoi simboli

La decisione sul Pantheon non è isolata. A febbraio 2026, il Comune di Roma aveva introdotto il biglietto a pagamento per la visita alla Fontana di Trevi, fissato a 2 euro per i non residenti. I due casi non sono identici per natura giuridica e soggetti coinvolti, ma raccontano una direzione comune: nei luoghi-simbolo della Capitale, la gestione dei flussi turistici e la redistribuzione delle risorse verso la cultura diffusa sono diventate priorità sempre più esplicite. Il Pantheon, con la sua storia di accordi e rinegoziazioni, ne è forse l’esempio più eloquente.