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Uffizi, Schmidt: ‘Sulla loggia Isozaki meglio un’opinione ferma che un’indecisione’

da | 30 Nov 2022 | Arte e Cultura, Persone e Carriere

Sulla realizzazione della loggia Isozaki per la nuova uscita degli Uffizi a Firenze, “è meglio un’opinione ferma che un’indecisione. Il rischio è proprio l’indecisione». Così il direttore delle Gallerie, Eike Schmidt, ha risposto a chi gli chiedeva un commento sulla contrarietà del ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano, alla realizzazione del progetto dell’archistar giapponese.
La costruzione dell’avveniristica loggia è ritornata al centro della polemica un paio di settimane fa, in coincidenza con la nomina a sottosegretario di Sgarbi che si è opposto fin da subito all’attuazione del progetto di Isozaki definendo la loggia “una cosa archeologica, del secolo scorso. Gigantesca, contro natura, brutta, sbagliata”. Ciò nonostante, il sottosegretario ha precisato che è comunque “legittimo e giusto” pagare il progettista, in quanto vincitore di un concorso.
Per Schmidt “prima ci vuole la decisione” politica “finché non ci sarà una revisione di quella presa alcuni anni fa da due governi dobbiamo, per norma, proseguire con l’attuale strada. In questo momento non stiamo realizzando un bel niente che riguarda la loggia, quindi, non c’è la furia per quanto riguarda la realizzazione, solo la decisione, ma quella ce l’aspettiamo presto”.
Quanto alla formulazione di un piano B, il direttore ha poi dichiarato: “È chiaro che bisognerebbe da un punto di vista architettonico e urbanistico pensare a una soluzione tutta nuova. Naturalmente non può averla nessuno al momento, sarebbe anche dal punto di vista procedurale molto strano avere già un’idea precisa. Quindi nel momento in cui verrà deciso di non realizzare questa uscita va pensato subito a un’alternativa ma naturalmente da mettere in bando. Di sicuro io non mi metto a disegnare qualcosa, né penso che i vari politici coinvolti si mettano lì a disegnare”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Firenze, Dario Nardella, convinto che si debba dare attuazione a un concorso internazionale per non perdere credibilità: “La mia posizione è nota da sempre, i concorsi internazionali anche se sono molto risalenti nel tempo devono essere rispettati. Siamo per realizzare le opere. Il ministro mi ha fatto presente la propria contrarietà e su questo non voglio sollevare polemica, mi auguro che si possa trovare comunque una soluzione perché l’uscita degli Uffizi e il cantiere non possono rimanere fermi in quelle condizioni”.

La loggia Isozaki

La questione della loggia, introdotta al seguito di un concorso internazionale vinto, nel 1999, dall’architetto Arata Isozaki ha da subito diviso la città. Si tratta, infatti, di un progetto dalla storia molto travagliata più volte recuperato e poi abbandonato.
Dopo la doppia firma dell’archistar giapponese sulla convenzione con il ministero per i Beni culturali per realizzare il progetto esecutivo e con il Comune di Firenze per la progettazione preliminare di piazza Castellani, nel febbraio 2001, si scatenarono gli oppositori del progetto e, nello stesso anno, l’iter venne bloccato.
Nel frattempo, cominciò una campagna di scavi in piazza Castellani che portò alla luce reperti archeologici, identificati come un probabile pezzo della prima cerchia delle mura. Questo ritardò anche i lavori per la ristrutturazione della piazza. Seguirono anni di polemiche infuocate e, nel 2005, ci fu un importante passo avanti per la risoluzione della vicenda: Isozaki, il ministero e il Comune siglarono un accordo per una nuova ipotesi progettuale dell’uscita dei Nuovi Uffizi, la quale avrebbe dovuto valorizzare il tessuto archeologico venuto alla luce in seguito agli scavi.
La battaglia contro l’opera è proseguita anche dopo lo stanziamento di 12 milioni di euro per la realizzazione della loggia nell’ambito del piano strategico “Grandi Progetti Beni Culturali” varato due anni fa dall’allora ministro per i Beni e le attività culturali, Dario Franceschini. Con questo finanziamento, gli Uffizi speravano di concludere per il 2025. Ora, invece, sembra tutto da rifare.
Intanto, la gru per la costruzione della loggia Isozaki è nello skyline di Firenze da oltre sedici anni.

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