1350. Il Giubileo senza papa. Apre la mostra ai Mercati di Traiano

da | 16 Ott 2025 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

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E’ un viaggio nella Roma del Medioevo, tra storia, arte e devozione, la mostra appena aperta ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali dedicato a un evento poco conosciuto accaduto agli albori della storia giubilare. Se molti ricordano la nascita del Giubileo e la figura di Bonifacio VIII Caetani, il Papa che indisse il primo Giubileo nel 1300, ben pochi sanno che il secondo Giubileo, quello del 1350 fu del tutto particolare, senza Papa.
Anzitutto venne celebrato durante la ā€œCattivitĆ  Avignoneseā€, il lungo periodo, 1309 – 1377, durante il quale sette pontefici, tutti francesi, non risiedevano a Roma, ma nello splendido Palais des Papes ad Avignone di cui ĆØ in esposizione un modellino in legno. A chiederne in modo esplicito l’indizione per l’anno 1350 fu il Comune di Roma che qualche anno prima, aveva inviato nel 1342 degli ambasciato al papa Clemente VI appena eletto. Fra i sostenitori dell’iniziativa vi erano personaggi al centro della scena politica e culturale romana, come Cola di Rienzo e il poeta Francesco Petrarca, innamorato di Roma e più volte in cittĆ .
Si tratta certamente di un tema originale, intrigante. La mostra, promossa dall’Assessorato e dalla Soprintendenza capitolina, con l’organizzazione di ZĆØtema ĆØ curata da uno stuolo di studiosi e specialisti di chiara fama come Claudio Parisi Presicce, Nicoletta Bernacchio, Massimiliano Munzi e Simone Pastor.

Il Castello delle Milizie

Particolare ĆØ anche il luogo scelto per l’esposizione: il Castello delle Milizie, con la sua altissima Torre sui Mercati di Traiano che alla fine del Medioevo era di proprietĆ  dei Caetani, la famiglia del Papa che nel 1300 aveva indetto il primo Giubileo della storia.Ā  Dunque il legame diretto con la tradizione giubilare. Inoltre l’area dei Fori nel Medio Evo era importantissima per gli spostamenti tra Laterano e Vaticano, i due poli religiosi più importanti per Roma, attraversati da stuoli di pellegrini e da continue processioni. La mostra ĆØ anche l’occasione per raccontare il fascino della cittĆ  antica e della sua storia. Che Roma senza Papa ricercava proprio nelle sue origini remote: la stessa grandezza che era nelle corde di Cola di Rienzo e di Petrarca a cui sono dedicati due sezioni della rassegna.

Cola di Rienzo, nato a Roma nel 1313, la madre faceva la lavandaia, il padre il taverniere, una cultura non comune, una capacitĆ  oratoria travolgente, fu a capo dell’ambasceria che si recò ad Avignone per chiedere il Giubileo del 1350, facendosi apprezzare da Clemente VI che lo nominò notaio della Camera Capitolina. Un tribuno osannato dal popolo che finƬ tragicamente.
Altro personaggio influente del periodo il poeta aretino Francesco Petrarca, vissuto per alcuni anni in Francia al seguito del padre notaio presso la Curia. Petrarca conobbe il futuro tribuno divenendone amico proprio ad Avignone che avrebbe lasciato per raggiungere Cola a Roma dove nel 1341 venne incoronato poeta laureato in Campidoglio. Nell’ottobre 1350 Petrarca fu di nuovo a Roma pellegrino del Giubileo in quello che egli stesso definƬ il suo soggiorno romano più importante di tutti.

I pellegrini, veriĀ  protagonisti del Giubileo

Ma i veri protagonisti dei Giubilei sono sempre stati i pellegrini. ā€œPellegrinoā€ ĆØ colui che ĆØ straniero, dal latino ā€œperegrinusā€. E a partire dal primo Giubileo ĆØ anche colui che viene a Roma per l’Anno Santo. E cosƬ con Gerusalemme e Santiago de Compostela Roma ĆØ una delle mete principali del pellegrinaggio medievale. E’ la cittĆ  che custodisce le tombe dei Principi degli Apostoli Pietro e Paolo insieme a quelle di venerati martiri come Agnese, Cecilia, Lorenzo, Stefano. E’ la cittĆ  delle reliquie, fra queste la Veronica , la vera icona di Cristo conservata in San Pietro il cui culto diventa palese nel XIII e XIV secolo. E da quel momento sarĆ  il motivo principale del pellegrinaggio romeo, il simbolo del Giubileo del 1350, tanto da venire raffigurato nei ducati battuti dal Comune a partire da quell’anno.
Altra caratteristica dei pellegrini era la riconoscibilitĆ  che garantiva loro protezione e accoglienza negli ospedali diffusi sulle vie di pellegrinaggio. Come quelli in mostra col bordone, la bisaccia a tracolla, le insegne con le immagini dei santi, delle reliquie e delle chiese visitate. Insegne appartenute a pellegrini romani o di passaggio a Roma rinvenute anche negli scavi ai Fori Imperiali.

La mostra

Una mostra complessa, articolata, non comune, documentata da una sessantina di opere di diversa natura: statue, dipinti, monete, epigrafi, sigilli, manoscritti, bassorilievi, oggetti devozionali. Con prestiti da collezioni capitoline, istituzioni nazionali e internazionali e testimonianze storiche e documentarie anche inedite, che offrono uno spaccato di Roma nel Trecento fra storia, arte, politica e fede che raramente si affronta nelle mostre.
Le otto sezioni tematiche allestite negli ambienti a piano terra della Grande Aula danno un’idea a tutto campo della storia del Giubileo. Dal primo Anno Santo del 1300 a quello del 1350, al ritorno del Papa a Roma nel 1377, passando attraverso la peste nera arrivata a Messina nel 1347 che risalƬ la penisola e in pochi mesi si sparse in Europa, uccidendo dal 1347 al 1352 , secondo le stime, 25-30 milioni di persone . A Roma arrivò nell’estate del 1348. E l’anno dopo si aggiunse il terremoto. Esposta la statua in marmo dell’Arcangelo Michele con le ali spiegate nell’atto di uccidere il drago, prestito dell’Ospedale di San Giovanni in Laterano.
La prima sezione ĆØ dedicata alla figura di Bonifacio VIII Caetani e alla sua famiglia a cui apparteneva il Castello delle Milizie costruito fra il XII e il XIII secolo inglobando i Mercati di Traiano. Ed ecco lo stemma di Papa Caetani sulle misure per l’olio e il vino che utilizzava il Comune di Roma istituito nel 1143.
Ecco La pianta di Roma a forma di leone contenuta in un codice di fine Duecento – inizio Trecento. Fra i pezzi esposti un’epigrafe commemorativa da Roccalanzona nel parmense che attesta il primo Giubileo. Nel punto più alto di Monte Mario dove i pellegrini seguendo la via Francigena giungevano a Roma, in occasione del Giubileo del 1350 il vicario papale fece erigere la chiesina di Santa Croce. I pellegrini erano arrivati alla meta: Era quello il ā€Mons gaudiiā€, il monte della gioia che si spalancava sull’urbe cattolica. Una chiesina che sarĆ  demolita alla fine dell’800 per far posto al Forte di Monte Mario.

 

Info:Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali Via Quattro Novembre 94
Orario: tutti i giorni 9.30 – 19.30 fino al 1°febbraio 2026
Info mostra: tel. 060606 www.mercatiditraiano.it www.museiincomumeroma.it