Via libera del Senato, la riforma passa ora all’esame della Camera. Tra le novità, anche procedure rapide per prevenzione del rischio e calamità naturali, oltre al rinnovo delle autorizzazioni stagionali o ricorrenti.
L’Aula del Senato ha approvato con 83 voti favorevoli e 55 contrari il Ddl delega per la revisione del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Il provvedimento, che passa ora all’esame della Camera, punta a semplificare le procedure di autorizzazione paesaggistica, coordinandole con la legge 241/1990 e con il Testo unico dell’edilizia.
Le principali novità
La riforma stabilisce che gli interventi di lieve entità saranno decisi direttamente dagli enti locali, senza più il passaggio obbligatorio dalle Soprintendenze, che resteranno invece competenti nei casi previsti dai piani paesaggistici. Per le opere strategiche, il parere spetterà al Ministero della Cultura. Viene inoltre esteso il principio del silenzio-assenso, già previsto dalla legge 241/1990, anche alle procedure paesaggistiche. Sono previsti iter semplificati per misure legate alla prevenzione del rischio e alle calamità naturali, oltre al rinnovo delle autorizzazioni stagionali o ricorrenti.
Ecco nel dettaglio tutte le novità introdotte dal Ddl:
- Decreti attuativi entro 12 mesi: per garantire tempi certi di applicazione.
- Silenzio-assenso esteso: applicazione anche alle procedure paesaggistiche, in linea con la legge 241/1990.
- Interventi di lieve entità: decisione affidata direttamente agli enti territoriali.
- Infrastrutture strategiche: valutazione di competenza della Direzione generale del Ministero della Cultura.
- Calamità naturali e prevenzione del rischio: procedure accelerate per interventi urgenti.
- Autorizzazioni stagionali e ricorrenti: rinnovo automatico senza nuovi passaggi.
- Linee guida nazionali entro 60 giorni: criteri uniformi per distinguere interventi esclusi, semplificati o soggetti ad autorizzazione ordinaria.
Marti: “Più trasparenza e certezza del diritto”
Il presidente della Commissione Cultura del Senato, Roberto Marti, primo firmatario del Ddl, ha commentato con soddisfazione l’approvazione del provvedimento: “Il nostro scopo è assicurare semplificazione, trasparenza e certezza del diritto per tutelare appieno cittadini, imprese e territorio. Abbiamo inteso rappresentare le esigenze degli enti locali e del tessuto produttivo per favorire la crescita del Paese. Auspico che il Governo, entro 12 mesi dall’approvazione del provvedimento, proceda a razionalizzare il sistema delle autorizzazioni, evitando lungaggini burocratiche e mettendo fine alle troppe incertezze interpretative che bloccano opere essenziali allo sviluppo economico e territoriale dell’Italia”.
Borgonzoni: “Tutela sì, ma con meno burocrazia”
Sul provvedimento è intervenuta anche la sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, che ha definito l’approvazione in Senato un passo fondamentale: “Il Senato ha dato il via libera al testo del disegno di legge di delega che ci consentirà di semplificare davvero le procedure di autorizzazione paesaggistica, senza mai abbassare il livello di tutela del nostro patrimonio. Attesa da tempo da enti locali, cittadini e imprese, la riforma poggia su principi chiari: meno burocrazia, maggiori certezze, regole finalmente omogenee in tutta Italia”.
Floridia: “Non è semplificazione, è uno smantellamento”
Di parere avverso, la senatrice Aurora Floridia (Aut), che ha infatti rivolto dure critiche alla riforma del Codice dei beni culturali e del paesaggio: “È una legge contro l’ambiente, il paesaggio, il territorio, la persona. È un regalo alla Lega, alla sua allergia alle regole, a quella cultura del cemento e dello sfruttamento del suolo. Questa delega punta a smontare pezzo dopo pezzo l’ultimo baluardo di tutela: le Soprintendenze. Non è semplificazione, è uno smantellamento. Invece di rafforzare le Soprintendenze con risorse umane ed economiche, si preferisce svuotarle di poteri, minando la tutela di un patrimonio unico al mondo, che rappresenta anche una leva economica straordinaria per il turismo e per interi territori”.







