Teatro della Pergola di Firenze declassato? Stop ai contributi

da | 21 Giu 2025 | Arte e Cultura, Istituzioni, Persone e Carriere

Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli: “Depoliticizziamo la questione”.

 

Possibile declassamento del Teatro della Pergola di Firenze da teatro nazionale a teatro della città. Il direttore artistico Stefano Massini in Piazza della Signoria per la presentazione della stagione artistica: “Sono qua e non mi muovo”.  Intanto, tre dei sette componenti della Commissione consultiva per il teatro del Ministero della Cultura hanno rassegnato le loro dimissioni. Alessandro Giuli: “Depoliticizziamo la questione”.

Possibile declassamento del Teatro della Toscana: è polemica

È scoppiata la polemica politica all’indomani della notizia che il Teatro della Toscana – che comprende la Pergola, il Teatro di Rifredi e il Teatro Era – potrebbe essere declassato a teatro della città e perdere il 20 per cento dei finanziamenti statali, circa due milioni di euro. Tre dei sette componenti della Commissione teatri del Ministero della Cultura hanno rassegnato le loro dimissioni in contrasto con la scelta discussa dal resto della Commissione lo scorso 19 giugno di voler declassare la Fondazione Teatro della Toscana da teatro nazionale a teatro della città: Alberto Cassani, Carmelo Grassi e Angelo Pastore, gli unici componenti in rappresentanza degli enti locali. I tre membri hanno scritto nella lettera di dimissioni in merito alla scelta: “Ci trova assolutamente contrari e rende impossibile la prosecuzione del lavoro”.

Stefano Massini ai lavoratori del Teatro: “Non ve lo meritate”

È intervenuto anche sui social il direttore artistico del Teatro della Toscana, Stefano Massini, che scrive in un post pubblico sul profilo Facebook: “Una pagina gravissima, senza precedenti nella storia del teatro italiano. Una pagina che mi vede schifato, lo dico, fino agli urti di vomito. Evidentemente ogni oggettività è tramontata” e “il buon senso del capire la farsa di questa sparatoria da saloon ingaggiata da mesi contro di me, contro il nostro teatro e contro la gente”. E davanti a oltre trecento persone in Piazza della Signoria ha detto: “Grazie a tutti i lavoratori del teatro della Toscana che sono straordinari dal primo all’ultimo e che non se lo meritavano”. Massini si è rivolto direttamente al pubblico: “Non ve lo meritate e dovete essere in questo senso protetti, perché questo non può accadere”. E ancora: “Sono qua a presentarvi la stagione. E non mi muovo”. E ancora con un’amara ironia Massini ha commentato anche ai microfoni dei giornalisti: “Come non togliere 20 punti di qualità quando la stagione apre con Toni Servillo. A me pare una grandissima commedia. La stessa commissione, identica, l’anno scorso dà alla programmazione della Pergola un punteggio di qualità di 29 punti. Per essere declassati bisogna andare sotto 9. Vorrebbe dire che, in un anno, la stessa commissione assegna improvvisamente 20 punti di meno. Cosa è successo in questo anno? Sono arrivato io: il pessimo, l’orrendo”.

Sara Funaro: “Fatto gravissimo”

Accanto a Massini, c’era anche la sindaca di Firenze, Sara Funaro, che ha già annunciato la decisione di voler fare ricorso al TAR. Ha detto la Funaro: “Siamo di fronte a un fatto gravissimo. Non è mai successo nella storia dei teatri di vedere una commissione ministeriale che si spacca e in cui tre membri si dimettono dicendo che le motivazioni del declassamento erano e sono pretestuose. Ovvero non c’è alcuna motivazione di qualità, di programmazione. Mi pare evidente, e lo dico con chiarezza, che il governo abbia deciso di colpire la città di Firenze e il teatro della Toscana. E io questo lo voglio dire come sindaca di Firenze ribadendo che il teatro e la cultura non sono di una parte. Il teatro e la cultura sono di tutti”. Ancora, attraverso le pagine social, la Funaro ha commentato: “È preoccupante e inaccettabile l’idea del declassamento del Teatro della Toscana che leggiamo sulla stampa e che ha portato alle dimissioni di tre commissari su sette della commissione ministeriale. Quello che sta succedendo al nostro Teatro è una situazione anomala e mai vista prima nella storia dei teatri italiani. Chiederò spiegazioni immediate al ministro Giuli e al sottosegretario Mazzi perché si tratta di un atto gravissimo, ripeto, inaccettabile. Se venisse confermata l’intenzione di andare avanti in questa direzione siamo pronti ad agire in tutte le sedi opportune a tutela della nostra città e del prestigio e della storia del nostro Teatro. Non possiamo tollerare questo sfregio a Firenze e al Teatro della Toscana”.

Angelo Pastori: “Impossibilità di costruire un percorso condiviso”

Angelo Pastori, uno dei membri della Commissione che si è dimesso, ha affidato a Facebook un lungo sfogo: “Con un po’ di tristezza e di rabbia che porto come sentimenti personali, io, Alberto Cassani e Carmelo Grassi (rappresentanti degli enti locali – Comuni, Provincie, Regioni) abbiamo presentato le dimissioni da componenti della Commissione Teatro del Mic”. Nel post Pastori ha riportato un passo del comunicato che motiva la scelta: “Avendo constatato l’impossibilità di costruire all’interno della Commissione un percorso condiviso ed equilibrato nella valutazione dei vari organismi richiedenti”. Ancora ha scritto Pastori: “Mi preme precisare che la nostra ulteriore permanenza – di minoranza – all’interno della Commissione avrebbe sortito lo stesso effetto delle nostre dimissioni, non incidendo cioè sulle scelte finali. Ringrazio tutte le persone che hanno manifestato solidarietà e espresso condivisione per la decisione presa. L’unica nota – forse – positiva di queste dimissioni è che potrei tornare a fare teatro e rimango convinto che il teatro è vivo e saprà trovare le giuste reazioni per riaffermare i valori di un servizio pubblico e votato all’arricchimento culturale di questo paese e dei suoi cittadini”.

La nota dell’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo

Sulla questione è intervenuta anche L’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo (AGIS), che ha scritto: “L’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo (AGIS) ha appreso delle dimissioni dei tre membri della Commissione consultiva per il teatro al Ministero della Cultura, Alberto Cassani, Carmelo Grassi e Angelo Pastore. Pur nel rispetto delle decisioni individuali, l’Associazione, anche a seguito di un confronto con Federvivo e con le sue associate del settore prosa, confida nel fatto che si possa ristabilire quanto prima un clima di distensione e collaborazione, nell’interesse di tutto il settore. Inoltre, AGIS esprime forte preoccupazione per il clima che si è determinato e per l’inasprimento dei toni che pregiudica la serenità dei lavori della Commissione e auspica che tale situazione non comprometta l’iter di definizione e assegnazione dei contributi destinati allo spettacolo dal vivo, fondamentale per la programmazione e la stabilità delle imprese culturali”.

La lettera di AGIS

ll Presidente di AGIS, Francesco Giambrone, ha inviato una lettera al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, al Presidente della Conferenza Stato-Regioni, Massimiliano Fedriga, al Presidente dell’ANCI, Gaetano Manfredi, e al Presidente dell’UPI, Pasquale Gandolfi, relativa alle dimissioni dei tre membri della Commissione consultiva per il teatro presso il Ministero della Cultura. Nella lettera, AGIS esprime la forte preoccupazione dell’intero settore per il clima che si è determinato a seguito delle dimissioni dei rappresentanti delle autonomie locali all’interno della Commissione prosa. Francesco Giambrone ha sottolineato l’importanza di procedere alla nomina dei membri mancanti della Commissione.

Alessandro Giuli: “Depoliticizziamo la questione”

Come riporta il sito de ‘La Nazione ‘ in un articolo pubblicato da Barbara Berti il 21 giugno 2025, per il Ministro della Cultura Alessandro Giuli non è una mossa politica. “Perfino tra i dimissionari di quella commissione c’è chi ha riconosciuto che i risultati del teatro in questo momento sono estremamente critici per mantenere una caratura nazionale. Le valutazioni tecniche vanno rispettate, ovviamente bisogna misurare passo passo tutto ciò che riguarda un teatro che comunque è importante per la città di Firenze e non è mai caduto dal cuore del Ministero della Cultura. Ma i giudizi tecnici vanno rispettati. Non vogliamo inquilini del privilegio e le commissioni servono a questo. Depoliticizziamo la questione perché c’è chi la sta strumentalizzato, guardiamo ai fatti”.

Marcheschi: “Niente di personale con Massini”

Sempre l’articolo de ‘La Nazione’ ha citato alcune dichiarazioni del senatore Paolo Marcheschi (FdI): “Il sistema Pd della cultura ha generato decenni di posti pubblici distribuiti agli amici, tutto a carico di ‘Pantalone’. Chi oggi si nasconde dietro la visibilità di Massini è lo stesso gruppo che ha prodotto i buchi di bilancio al Maggio Musicale Fiorentino e che ha gravato la Pergola con costi insostenibili. Dispiace che Massini – su cui come professionista, né a livello locale né nazionale, si sono mai levate critiche – si senta attaccato, in realtà è solo rimasto vittima del sistema-Pd, la ‘banda del bucò”.

Lo scorso maggio 2025, Marcheschi ha anche presentato un’interrogazione in Senato e in una nota stampa ha dichiarato: “Massini non è oggetto di un attacco politico, ma di una valutazione tecnico-artistica della sua programmazione, come previsto dalle procedure. La commissione tecnica che valuta i teatri è indipendente dalla politica. Chi firma atti senza conoscere i fatti dovrebbe sapere che la nomina di Massini da parte della Funaro non è stata contestata dal governo, che ha espresso giudizi positivi su di lui. Massini non ha bisogno di solidarietà ma di lavorare al meglio con l’attuale Teatro”.

E ancora: “Questo governo contrasta le ingerenze politiche in tutta Italia, non solo al Teatro della Pergola. Vogliamo una cultura aperta e plurale. Un direttore artistico deve tenere conto della tenuta contabile dell’ente che amministra con soldi pubblici. Lo deve fare in sintonia con il Direttore Generale. Lo sdoppiamento delle figure di direttore artistico e direttore generale, prevista proprio dalla nuova normativa da noi approvata, va in questa direzione. Niente di personale quindi con Massini. Un teatro infatti è teatro nazionale proprio perché deve garantire dei parametri definiti per legge e una pluralità di gusti e sensibilità con un respiro nazionale anche nelle programmazioni artistiche. Proprio per evitare programmazioni univoche e impostazioni anche politiche locali. Si recuperi la giusta dimensione del problema e nessuno faccia la vittima, dato che i problemi semmai sono stati generati da loro stessi prendendo decisioni senza consultarsi con il Ministero socio fondatore della Fondazione. E dato i precedenti fallimentari della gestione del Pd del Maggio Fiorentino, è naturale che l’attenzione sulla gestione culturale di Firenze, trattandosi di soldi pubblici, debba essere massima e faremo di tutto per presidiare questo principio di buona amministrazione”.