Dalla tragedia di Villa Pamphili ai 185 accertamenti su finanziamenti al cinema

da | 21 Giu 2025 | Arte e Cultura, Leggi e regolamenti

Le indagini sulla tragedia di Villa Pamphili hanno portato alla luce irregolarità sui finanziamenti al cinema: attivati 185 accertamenti e già 122 opere sono state segnalate alla Gdf.

Il caso di Villa Pamphili ha suscitato sgomento e rabbia per il sistema di finanziamenti facili, specialmente in ambito cinematografico. Se prima, dal 2021, si procedeva con segnalazioni informali da parte della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, ora per le opere su cui si nutrono sospetti ci si muove in virtù di un protocollo siglato con la Guardia di Finanza. La DGCA è al momento impegnata ad approfondire i fascicoli riguardanti 185 opere del periodo 2020-2024, che avevano documentazione valida, ma sospetta per la DGCA, per un totale di 347 milioni di euro: tra queste, sono 122 quelle già segnalate alla Guardia di Finanza. Alla Gdf la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo manda tutta la documentazione in possesso e segnala dove persistono criticità. A destare dubbi, ad esempio, spese per effetti speciali sopra la media del settore, cessioni sospette con nomi che ritornano, costi eccessivi dei servizi”

Il precedente che ha attivato le indagini

Rexal Ford, il nome con cui Francis Kaufmann si fingeva un regista di successo, è al centro della vicenda di nera legata a Villa Pamphili. A seguito delle indagini sugli omicidi di una donna e una bambina nel quale sarebbe coinvolto, è emerso che avrebbe ottenuto quasi un milione di euro dal Ministero della Cultura per la produzione di un progetto cinematografico sulla capitale, Stelle della Notte, tramite una tax credit rilasciata nel novembre del 2020. In particolare, sarebbe di 863.595,90 euro il finanziamento erogato dal MiC per il progetto di un film mai realizzato. L’uomo aveva fatto domanda utilizzando il passaporto al nome fittizio di Rexal Ford seguendo quanto previsto dal decreto 2872 a firma di Nicola Borrelli, che nel 2020 era direttore generale cinema e audiovisivo del Ministero dei beni culturali guidato da Dario Franceschini nel governo Giuseppe Conte bis. Oltre ad utilizzare il suo nome fittizio, Francis Kaufmann, questo il nome con cui l’uomo è iscritto all’anagrafe negli Stati Uniti, avrebbe anche avanzato la domanda tramite una società di produzione di Malta, la Tintagel Film Llc, una delle società fantasma intestate a Rexal Ford, come riporta Open.

Le parole del ministro Giuli

Si è così espresso il ministro della Cultura Alessandro Giuli: “Il fatto che Francis Kaufmann, indagato per il terribile omicidio di una donna e di una bambina di 11 mesi, tramite una società su cui sono in corso accertamenti, abbia beneficiato indirettamente di 863mila euro di tax credit (per il titolo “Stelle della notte” nel 2020), raddoppia lo sgomento e la rabbia di fronte a un sistema di finanziamenti al cinema che ha consentito in passato leggerezze e sprechi. Si tratta di ‘distrazioni’ imperdonabili, un’eredità che i governi precedenti ci hanno lasciato rispetto al tax credit. Siamo già intervenuti e stiamo intervenendo con maggiore decisione per riformare una normativa nelle cui pieghe si sono arricchiti truffatori e forse persone addirittura peggiori. Tutto ciò a danno dei contribuenti italiani e dei numerosi operatori dello spettacolo che lavorano in piena legittimità. Non permetteremo più che questo accada, accerteremo ogni responsabilità e ci comporteremo di conseguenza: con rigore e discernimento, per tutelare l’onorabilità del Cinema italiano e debellare ogni sacca di parassitismo”.

Le parole del Sottosegretario Borgonzoni

Queste le parole del Sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni: “Nuove norme volute da me e dal Ministro Giuli, già applicate, mirate ad alzare sempre più l’asticella dei controlli sull’erogazione dei finanziamenti al cinema, e altre che arriveranno, dove necessario. Grazie ai nuovi decreti abbiamo infatti aperto alla possibilità di effettuare controlli di congruità. Da ora in avanti le forniture non potranno essere più a cascata. Niente più costi sostenuti all’estero e maggiore chiarezza verrà richiesta in merito all’identità del personale impiegato nei service. Sarà inoltre necessario che in ogni fattura ci sia indicato il nome del film. Ma non solo. Sono stati stanziati tre milioni e mezzo di euro per assumere ulteriore personale da destinare alle attività di erogazione e verifica. Un supporto di nuovi mezzi, questo, che il Governo ha deciso di fornire agli Uffici della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e che con i Governi precedenti non era mai stato dato”.