MiC ‘Minicifre della cultura’, in Italia la Toscana è la regione con più musei

da | 15 Apr 2025 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

Il Parco archeologico del Colosseo svetta per il numero di accessi nel 2023

Regioni italiane con più musei, spicca la Toscana con ben 530 musei, monumenti e aree archeologiche. La Valle d’Aosta è la Regione che ne vanta di più rispetto alla popolazione residente (39 ogni 100.000 abitanti). Questi i dati del report ‘Minicifre della cultura’, pubblicazione sostenuta dal Ministero della Cultura e realizzata dal Servizio I – Ufficio Studi della Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali, in collaborazione con la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali.

La classifica dei musei in Italia

La Toscana spicca nell’elenco delle Regioni italiane, con ben 530 musei, monumenti e aree archeologiche (valori assoluti, 2022). Al secondo posto svetta l’Emilia-Romagna, con 456 tra musei, monumenti e aree archeologiche, mentre al terzo compare la Lombardia (401). A seguire, il Piemonte (358), il Lazio (302), il Veneto (290), la Sardegna (263), le Marche (258), la Campania (213), la Sicilia (211), il Trentino-Alto Adige (194), la Liguria (165), l’Umbria (156), il Friuli-Venezia Giulia (149), la Puglia (131), la Calabria (127), l’Abruzzo (91), la Valle d’Aosta (48), la Basilicata (38), il Molise (35). La Valle d’Aosta è la Regione che vanta più musei e monumenti rispetto alla popolazione residente (39 ogni 100.000 abitanti).

Le Regioni con più visitatori

Nel 2022 i visitatori sono stati 107.899.952. Le Regioni con il maggior numero di ingressi nel 2022 sono state il Lazio – con circa 25,8 milioni di visitatori – e la Toscana, con circa 18,4 milioni. Medaglia di bronzo perla Campania (circa 11,5 milioni). Nei luoghi statali Nel 2023 si registra un incremento percentuale di oltre il 4%, rispetto al 2018, anno che fece registrare il picco di visitatori in periodo prepandemico (36.372.386 ingressi). Infatti, si contano 57.730.502 ingressi.

I mesi con più visitatori

In analogia con quanto rilevato negli anni precedenti, la distribuzione mensile degli ingressi nei siti culturali statali, nel 2023 mostra un fenomeno di concentrazione delle visite dalla primavera a inizio autunno, con picchi nei mesi di aprile, maggio, agosto e ottobre, mentre la quota più bassa di visitatori si registra nei mesi di gennaio e febbraio.

I primi dieci luoghi della cultura statali con il maggior numero di accessi

I primi dieci luoghi della cultura statali italiani che hanno registrato il maggior numero di accessi nel 2023 sono: il Parco archeologico del Colosseo (12.298.246 visitatori), il Pantheon (5.196.106), le Gallerie degli Uffizi (5.138.588), il Parco archeologico di Pompei (4.087.164), la Galleria dell’Accademia di Firenze (2.013.914), il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo e Passetto di Borgo (1.321.834), la Fondazione del Museo delle Antichità Egizie (1.061.157), la Reggia di Caserta (934.029), Villa Adriana e Villa d’Este (748.656), Vittoriano e Palazzo Venezia (639.744).

Le dieci mostre più visitate nel 2023

La classifica delle mostre con biglietto dedicato più visitate in Italia nel 2023 attribuisce il primato alla mostra ‘Van Gogh. Capolavori dal Kröller-Müller Museum’ a Palazzo Bonaparte, a Roma, con oltre 580mila visitatori complessivi, seguita dalla XVIII Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia con 285mila visitatori. Al terzo posto compare ‘Giuseppe Penone. Gesti universali’, alla galleria Borghese di Roma (202.765 visitatori). A seguire, ‘Leandro Erlich. Oltre la soglia’, a Palazzo Reale di Milano (189.086), ‘Meraviglia senza tempo. Pittura su pietra a Roma nel Seicento’, alla Galleria Borghese di Roma (151.063), ‘Nuova Luce di Pompei a Roma’, ai Musei Capitolini di Roma (131.812), ‘Jago, Banksy, TvBoy e altre storie Controcorrente’, a Palazzo Albergati di Bologna (126.398), ‘Dosso Dossi. Il fregio di Enea’, alla galleria Borghese di Roma (113.606), ‘Bosh e un altro Rinascimento’, a Palazzo Reale di Milano (113.173) e ‘I Macchiaioli’, a Palazzo Blu di Pisa (110.000).

In Italia, 4.416 luoghi del patrimonio

Secondo il report – che riporta le rilevazioni dell’Istat con il Ministero della Cultura, le Regioni e le Province autonome – in Italia si contano 4.416 luoghi del patrimonio – pubblici e privati, statali e non – stabilmente aperti e fruibili dal pubblico che, nel 2022, hanno attratto 107,9 milioni di visitatori. Un indicatore della ricchezza del patrimonio italiano emerge osservando la Lista del patrimonio mondiale dell’Unesco, che, al 2023, attribuisce all’Italia un primato globale, con ben 59 siti iscritti su 1.1992. L’Italia può vantare anche l’iscrizione di 18 elementi al patrimonio immateriale Unesco sui 611 riconosciuti nel mondo, e la presenza di 14 città (su 350) nel Creative Cities Network dell’Unesco.

Musei in vetta

A prevalere sono i musei, raccolte e gallerie (77%); i monumenti e complessi monumentali rappresentano il 16% di questi beni e i siti, le aree e i parchi archeologici il 7%. I musei che conservano ed espongono patrimonio archeologico sono 540 (il 12% del totale), i musei di etnografia e antropologia 444 (il 10%), quelli d’arte prodotta dal Medioevo a tutto l’Ottocento 456 (10%), quelli di arte moderna e contemporanea 331 (oltre il 7%), quelli storici 284 (poco più del 6%), quelli di storia naturale/scienze naturali 261 (6%), quelli di religione e culto 237 (5%). Le case della memoria/case museo sono 145 (3%), i musei di scienza e tecnica 97 (2%) e quelli industriali/d’impresa 68 (1,5%).

La distribuzione territoriale

I musei, i monumenti e le aree archeologiche censiti sono localizzati per il 47% nel Nord Italia, per il 28% nel Centro e per il 25% nel Sud e nelle Isole. Nel Centro-Nord si trova il maggior numero di musei, raccolte o gallerie (78%), mentre le aree e i parchi archeologici si concentrano nel Centro-Sud e nelle Isole (79%). Il 65% dei musei, dei monumenti e dei siti archeologici italiani è di proprietà pubblica, con una netta prevalenza di quelli afferenti agli enti locali (in particolare ai Comuni), che sono circa il quintuplo rispetto agli istituti statali (rispettivamente, 1.993 e 478). Nel 2022, il 43% dei luoghi della cultura può essere visitato gratuitamente, dato in calo rispetto al 2021 (44%).

Fra i servizi, spiccano le visite guidate e i percorsi tematici

Quasi la metà delle realtà (44%) dispone di un numero di operatori compreso fra 1 e 5, circa il 34% tra 6 e 15 e solo il 17% delle strutture ha oltre 15 addetti. Fra i servizi offerti da musei, monumenti e siti archeologici italiani spiccano le visite guidate, – garantite dalla quasi totalità degli istituti (nel 2022 il 90%) – e i percorsi tematici o didattici per i bambini (52%). In cinque spazi culturali su dieci si organizzano mostre ed esposizioni temporanee, convegni, conferenze e seminari.

L’accessibilità

Per quanto riguarda l’accessibilità da parte di fruitori con disabilità o mobilità ridotta, al 2022, mediamente sette strutture su dieci sono dotate di servizi igienici a norma e sei su dieci di dispositivi per superare eventuali dislivelli; meno della metà ha predisposto una segnaletica chiara e leggibile e un istituto su dieci offre assistenza dedicata con personale specializzato durante la visita o, in alternativa, percorsi e programmi pensati per persone con disabilità cognitiva. Tali servizi si concentrano al Centro-Nord e la dotazione di servizi per l’accessibilità è più elevata nei musei di titolarità del Ministero della Cultura. Per quasi tutte le categorie considerate, i musei statali registrano performance migliori.

Oltre 80mila i beni immobili di interesse culturale

Nel 2023 sono oltre 80mila i beni immobili di interesse culturale (architettonici, archeologici, parchi e giardini) sottoposti a un regime di tutela attraverso l’emissione di atti amministrativi. Sempre nel 2023, l’Italia ha ricevuto 2.639 richieste di prestito internazionale e 34.964 richieste di esportazione di beni culturali. Nel corso del 2023 sono stati recuperati dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) oltre 105mila elementi tra beni antiquari, archivistici e librari, reperti archeologici e beni paleontologici.