Palazzo Reale di Napoli rende omaggio a Pino Daniele

da | 26 Feb 2025 | Appuntamenti, Arte e Cultura, Mostre ed Eventi, Persone e Carriere

L’esposizione celebra il grande cantautore a 70 anni dalla sua nascita e a 10 anni dalla sua scomparsa

 

Napoli, dal 20 marzo al 6 luglio la Sala Plebiscito e la Sala Belvedere del Palazzo Reale ospiteranno ‘Pino Daniele. Spiritual’, l’inedita esposizione che celebra il grande cantautore a 70 anni dalla sua nascita (19 marzo 1955) e a 10 anni dalla sua scomparsa (4 gennaio 2015).

Un doppio omaggio a Pino Daniele

Con il logo ‘70/10 anniversary’, Napoli celebra Pino Daniele, uno fra i più importanti protagonisti nel panorama dei cantautori italiani. L’esposizione è curata da Alessandro Daniele – secondogenito di Pino e presidente della Fondazione Pino Daniele ETS – e da Alessandro Nicosia – presidente di C.O.R. Creare Organizzare Realizzare – che ha curato anche l’organizzazione della mostra. La mostra è un progetto culturale che intende rievocare le origini del mondo artistico di Pino Daniele, la sua dimensione trascendente e il suo lascito socio-culturale.

Un viaggio musicale e umano

Per la prima volta, la storia di uno degli artisti più amati della musica italiana viene raccontata attraverso contenuti audiovisivi – pubblici e privati – materiali d’autore e amatoriali, documenti inediti, oggetti personali e strumenti che lo hanno accompagnato nel suo percorso creativo. Tutto contribuisce a delineare il ritratto non solo di un artista ma anche di uomo. Il viaggio musicale e umano di Pino ha attraversato confini geografici e culturali, fondendo tradizioni diverse in un’armonia unica. A partire da una dichiarazione di Pino Daniele, “La musica esprime socialità”, l’obiettivo principale della mostra è anche quello di perseguire il suo impegno e stimolare l’animo delle persone, portarle a guardarsi dentro e a dare una valenza alle proprie azioni, offrire al visitatore un viatico, ripercorrendo la storia di Pino Daniele in modo intenso e toccante.

Pino Daniele e la musica blues

Pino Daniele era ‘spirituale’ per la sua attitudine a dare un significato profondo alle sue azioni. Spiritual è anche la forte connessione con la musica blues, un genere musicale che affonda le sue radici nella musica spirituale africana. Questa connessione si manifesta in vari modi nelle sue opere: nella struttura musicale, nelle tematiche, nell’espressività emotiva e nell’improvvisazione, elemento chiave sia nella musica spiritual africana, sia nel blues, che in quella di Pino che componeva e improvvisava con istintività e per farlo si dedicava a una profonda ricerca musicale e a una disciplina sul suo strumento, la chitarra.

La prima parte della mostra: gli esordi

L’esposizione è inedita.  Installazioni scenografiche, rarità concesse per l’occasione dalla Fondazione Pino Daniele e materiali originali, molti dei quali esposti per la prima volta, documentano l’intera esperienza musicale e umana dell’artista. L’esposizione sarà suddivisa in due parti e in 9 aree tematiche. La prima parte ripercorre la storia di Pino Daniele dal 1955 al 1977, anno di pubblicazione del suo primo album, impreziosita dalle ricostruzioni scenografiche della sala prove (la ‘Grotta’ di tufo, punto di riferimento per suonare e fare ricerca musicale) e di un tipico live club notturno di Napoli degli anni ’70, luoghi che contestualizzano gli esordi del musicista, consentendo ai visitatori di attraversare varie epoche.

La carriera di Pino Daniele in mostra

La seconda parte narra in maniera intima e completa la vita di Pino e la sua carriera dal 1977 al 2014 attraverso un percorso cronologico che intreccia la sua evoluzione musicale e personale con un focus sugli incontri, sulle collaborazioni e sulle produzioni musicali.

Alessandro Daniele: “Mio padre credeva nella forza della condivisione”

Toccanti le parole del curatore e anche figlio di Pino, Alessandro Daniele: “Mio padre ha sempre guardato avanti, non cercava riconoscimenti o celebrazioni, non amava mettersi in vetrina, specchiarsi nel passato ed esaltare ciò che aveva costruito. Per lui contava l’oggi, il presente, farlo con uno sguardo al futuro, su quello che restava da fare, da creare, da condividere. Aveva la consapevolezza dell’importanza delle proprie radici, di avere un’identità, un’integrità, una dignità, delle basi solide su cui costruire certezze attraverso la cultura. Credeva nella forza della condivisione e nel valore dei legami umani, anche se spesso si chiudeva in una dimensione chiamata solitudine, che oserei dire essere un luogo comune, ‘spirituale’ e fondamentale nel quale ritrovarsi, anche insieme agli altri, per rafforzare il concetto di comunità”.

Stimolare l’animo delle persone

Prosegue Alessandro: “Oggi, con la Fondazione che porta il suo nome, celebriamo il suo percorso artistico e umano, non di certo per fermarci nel ricordo, ma per trasformarlo in un ponte verso il futuro. Ogni iniziativa realizzata ritrova una sintonia con la sua visione: stimolare l’animo delle persone, aiutare i più fragili e lanciare dei messaggi per l’innovazione e il rinnovamento culturale del nostro Paese e della comunità in genere, attraverso una staffetta multigenerazionale. Guardiamo indietro non per nostalgia, ma per innovare, per dare un senso al presente e tracciare nuove strade, proprio come ha fatto lui con la sua musica, che oggi è ancora viva e continua a entrare nella vita delle persone, insieme ai suoi sentimenti e alle sue emozioni. Questa mostra, come tutte le iniziative del progetto ‘70/10 Anniversary’, nasce con questo incipit, per continuare a far vivere il suo messaggio e la sua eredità artistica e umana.

Alessandro Nicosia: “Nel panorama dei grandi cantautori Pino Daniele rappresenta uno dei massimi protagonisti”

Il co-curatore Alessandro Nicosia – che ha firmato negli ultimi 30 anni grandi esposizioni monografiche dedicate a personaggi come Fellini, Sordi, Totò, Gassman, Dalla – in un’intervista pubblicata su ‘Quotidiano Arte’ il 15 febbraio 2025, ha spiegato: “Nel panorama dei grandi cantautori e delle eccellenze artistiche di fine Novecento e dei primi anni del terzo millennio, Pino Daniele rappresenta uno dei massimi protagonisti. Nel decennale della sua scomparsa e nel settantesimo della sua nascita, ho proposto al figlio Alessandro – che ha accolto l’idea con amore, unitamente alla Fondazione Pino Daniele che guida con grande professionalità – un omaggio dedicato al padre che non poteva che partire da Napoli, città di cui ha portato le radici culturali e la voce in tutto ii Paese e nel mondo. Dopa aver lavorato, tra i tanti, con gli eredi di Pavarotti – per la splendida e unica mostra al Vittoriano – o con la Fondazione Lucio Dalla alla mostra dedicata al cantante, che ha toccata quattro grandi città italiane, l’omaggio a Pino Daniele rappresenta una grande testimonianza di una figura che ha certamente lasciato un segno indelebile nella nostra storia musicale recente”.

Ruggero Cappuccio: “Pino Daniele è un moltiplicatore di sogni”

Ruggero Cappuccio, direttore Fondazione Campania dei Festival, dichiara: “Pino Daniele è un moltiplicatore di sogni. La sua arte attinge all’intelligenza segreta che ogni essere umano possiede, quella sensibilità nascosta che sente il dolore e non trova le parole giuste per esprimerlo, quella commozione timidissima che vorrebbe cantare la gioia e non conosce le note ideali per farlo. Pino Daniele è un amplificatore di materia onirica. Nella sua anima si infiamma una visione che fa nascere un pezzo musicale; convoca i suoi musicisti, ma non chiede loro di analizzare il sogno, li invita, invece, a sognarlo per la seconda volta. L’ensemble si presenta al pubblico, ma non gli chiede di analizzare il sogno, lo esorta a sognarlo per la terza volta. La gente non fruisce la musica di Pino Daniele, non la subisce. La gente collabora al sogno. Illuminate dal genio del grande musicista napoletano, le persone scoprono in sé organi segreti che non pensavano di possedere. È questa l’immensità di Daniele. Ed è un’immensità che produce una psicanalisi inversa: una dinamica del creare che non spiega niente all’anima, perché il suo unico scopo è ingrandirla.

Paola Ricciardi: “Mostra che è racconto, memoria, tributo prezioso”

Paola Ricciardi, Direttrice delegata di Palazzo Reale di Napoli, commenta: “Il 6 gennaio 2015, 100.000 persone si sono radunate in Piazza Plebiscito per rendere omaggio a Pino Daniele a due giorni dalla sua scomparsa: una manifestazione di amore, spontanea e struggente, in quel grande luogo simbolico per la città che meglio di qualunque altro si presta a essere riempito di persone e di significati, proprio perché vuoto. Sul ciglio della piazza, Palazzo Reale è stato testimone muto, di questa come di ogni altra vicenda da 400 anni a questa parte. Palazzo Reale, reggia borbonica unica nel suo genere, posta nel cuore della città, non può restare indifferente a tutta la vita che la città gli fa girare intorno e gli riversa dentro; oggi, a 10 anni di distanza da quel 2015, diventa anche luogo di una mostra che è racconto, memoria, tributo prezioso a chi quella città, forse più di chiunque altro in questi nostri anni, l’ha saputa capire e far capire, con tutte le sue complessità e contraddizioni. Capace di trasportarci, attraverso la musica e le parole, in un luogo che è mondo, in cui ognuno si può perdere e poi ritrovare, a prescindere dalle proprie differenze e appartenenze: quello che l’Arte sa fare”.

Gaetano Manfredi: “Pino Daniele è riuscito a dar voce alle emozioni più intime dell’animo umano”

Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, dichiara: “Pino Daniele ha cantato non solo di Napoli, restituendone la vera essenza e la radice più autentica, ma è riuscito a dar voce alle emozioni più intime dell’animo umano, rendendole poesia con i suoi versi, le sue melodie, le sue note. Il tutto ha fatto sorgere uno stile musicale incentrato su sperimentazioni, contaminazioni sonore, tradizione e innovazione insieme, moti di ribellione e percorsi romantici, dando vita a una produzione artistica di immenso valore che è parte del patrimonio musicale italiano e internazionale. La mostra ci conduce in un viaggio di conoscenza verso l’artista ma soprattutto verso l’uomo, la sua spiritualità, la sua capacità di emozionare e far riflettere allo stesso tempo. Vicino al luogo che ha consacrato la sua arte nel lontano 1981, quando si tenne lo storico concerto in Piazza del Plebiscito, questa mostra sembra voler chiudere un cerchio, ripercorrendo l’incredibile percorso artistico e personale compiuto dall’artista con la sua musica, la sua gente, la Napoli che sapeva raccontare in tutte le sue sfaccettature”.

Massimo Osanna: “Scelta significativa ed efficace”

Massimo Osanna, direttore generale Musei – Ministero della Cultura, commenta: “Che Palazzo Reale ospiti una mostra dedicata a Pino Daniele è una scelta significativa e particolarmente efficace, capace di valorizzare il legame profondo tra il grande artista e la sua città. Non solo perché si tratta di uno straordinario artista contemporaneo di fama internazionale, ma perché la sua musica è parte integrante dell’identità napoletana e italiana in genere. Da tempo i musei italiani hanno abbracciato una visione più ampia e inclusiva, in cui il patrimonio culturale si apre a linguaggi molteplici e diventa uno strumento di narrazione e arricchimento per tutti i visitatori. Negli ultimi anni, molti istituti hanno ospitato esposizioni dedicate a grandi protagonisti della musica e del cinema: dalla mostra su Luciano Pavarotti al Vittoriano nel 2007, fino alla recente retrospettiva su Marcello Mastroianni a Castel Sant’Angelo. Proprio qui, a Palazzo Reale, è stato recentemente inaugurato il Museo Enrico Caruso, nel 150° anniversario della nascita del celebre tenore, restituendo alla città un luogo che ne racconta la storia artistica e personale”.

Saper parlare a tutti

Prosegue Osanna: “Non è un caso che la mostra porti il titolo ‘Spiritual’: un tributo alla profondità della sua musica e al legame indissolubile con Napoli, con la sua stratificazione culturale e la sua identità composita. Nei versi di Pino Daniele, la città diventa rappresentazione della sua natura molteplice. Un luogo in cui contrasti e consonanze convivono, definendo una realtà sfaccettata e in continua trasformazione. La mostra ‘Spiritual’, come la musica di Pino Daniele, restituisce questa pluralità di prospettive, componendo un racconto che non è solo quello di un artista, ma di un’intera costruzione culturale, fatta di suoni, immagini e segni identitari. Pino Daniele un artista familiare a tutti, capace di emozionare e di parlare a ogni generazione. La sua musica ha attraversato confini e tempi, lasciando un segno profondo nella cultura collettiva. E, in fondo, è proprio questo il compito di un museo: saper parlare a tutti. Pino Daniele, senz’altro, ci è riuscito”.

L’organizzazione

La mostra ‘Pino Daniele. Spiritual’ è promossa dalla Fondazione Pino Daniele, presieduta da Alessandro Daniele, con il Ministero della Cultura, Palazzo Reale, Regione Campania, Comune di Napoli, prodotta da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, con la media partner di Rai con la collaborazione di Rai Teche, Archivio Luce e con Fondazione Campania dei Festival, curata da Alessandro Daniele e Alessandro Nicosia, che la organizza.

Info. La mostra sarà aperta al pubblico dal 20 marzo tutti i giorni (escluso il mercoledì) dalle ore 9:00 alle ore 20:00, con ultimo ingresso alle ore 19:00. I biglietti sono disponibili sulla piattaforma www.ticketone.it  a partire dal 25 febbraio.