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Paestum e Velia. Tomba del Tuffatore in 3D al We Make Future di Bologna

da | 13 Giu 2024 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

 

Al We Make Future (WMF) di Bologna, (13-15 giugno) la Fiera Internazionale su AI, Tech & Digital Innovation, viene presentato il progetto di digitalizzazione in gigapixel e 3D della Tomba del Tuffatore, realizzato da Haltadefinizione su concessione dei Parchi Archeologici di Paestum e Velia.
L’iniziativa propone una modalità di accesso e fruizione virtuale sperimentale e assolutamente innovativa dell’opera raffigurante il tuffo di un giovane in uno specchio d’acqua e dei pannelli laterali con scene di un simposio, attraverso la ricostruzione digitale del capolavoro che costituisce uno straordinario unicum della pittura funeraria in Magna Grecia risalente all’inizio del V sec. a.C.
Presso lo stand del Ministero della Cultura, i visitatori avranno quindi la possibilità di ammirare ed esplorare per la prima volta il digital twin della Tomba del Tuffatore grazie alle tecnologie di realtà aumentata, come Apple Vision Pro e touch screen interattivi.
L’esperienza immersiva offre una visione senza precedenti del reperto, valorizzandone ogni dettaglio.
Su concessione dei Parchi Archeologici di Paestum e Velia, inoltre, la digitalizzazione della Tomba del Tuffatore sarà a breve disponibile anche online sul sito di Haltadefinizione, offrendo a un pubblico ancora più vasto la possibilità di ammirare questa inestimabile testimonianza storica.

Il mistero del dipinto

Il misterioso dipinto nella Tomba del Tuffatore, uno dei reperti più celebri di Paestum, è al centro di interpretazioni. Scoperta nel 1968, antecedente all’epoca lucana e singolare esempio per dimensioni e soggetto di pittura di età greca della Magna Grecia (480/70 a.C.), la tomba del Tuffatore è uno dei più misteriosi reperti dell’area archeologica di Paestum, in Campania. Il dipinto, collocato all’interno, sulla lastra di copertura della tomba, per ‘guardare’ il defunto è, da decenni, al centro di dibattiti e speculazioni tra i massimi esperti. Per molti studiosi rappresenterebbe il passaggio dalla vita alla morte, ma secondo pareri contrastanti, il tuffo consapevole del protagonista non combacia con l’idea di aldilà degli antichi greci del V secolo a.C., ovvero un luogo di tenebra tutt’altro che lieto. In più, non ci sono elementi nell’affresco utili a decifrarlo. La scena è spoglia ed essenziale, senza nessun riferimento a divinità o figure mitologiche.

Tonio Holscher, docente di archeologia classica all’Università di Heidelberg, sostiene, nel libro intitolato “Il nuotatore di Paestum, gioventù, eros e mare nell’antica Grecia“, che la figura del Tuffatore di Paestum rappresenti una scena reale: esattamente quello che tutti noi vediamo, ovvero un giovane che salta in acqua, sul punto di tuffarsi, e non una metafora sul passaggio dalla vita alla morte.

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