fbpx

Sì della Camera: è legge il ddl contro gli “eco vandali”

da | 20 Gen 2024 | Arte e Cultura, Leggi e regolamenti

Previsto un inasprimento delle sanzioni. Sangiuliano esulta: “Chi deturpa, paga”

Il ddl contro i cosidetti “Eco-vandali” è finalmente legge. Con 138 voti a favore, 92 contrari e 10 astenuti, la Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione del decreto che introduce sanzioni più severe per chi imbratta o deturpa beni culturali e paesaggistici.
“Chi deturpa un bene culturale colpisce la nostra Patria. È questo il messaggio che deve passare. La norma che abbiamo approvato oggi non è solo legata al buon senso, vuole essere di più: una forte risposta culturale legata al rispetto del bene comune, a maggior ragione quando questo è un bene culturale”, ha dichiarato Alessandro Amorese, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione.

Attivisti nel mirino

Il testo, già approvato l’11 luglio dal Senato, porta la firma del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e prevede un inasprimento delle sanzioni nei confronti di chi coloro che si rendono responsabili di azioni vandaliche di vario tipo nei confronti dell’arte e dei monumenti nazionali.
Nel mirino gruppi come “Ultima generazione” ed “Extinction Rebellion” che, per contestare le politiche che hanno portato ad un peggioramento dei mutamenti climatici, hanno gettato vernici su monumenti, quadri o nei canali di Venezia.

Sanzioni  e tutela penale

Nel testo si legge che chiunque distrugga, disperda, deteriori, renda in tutto o in parte inservibili o non fruibili beni culturali o paesaggistici è punito con una sanzione che va dai 20.000 ai 60.000 euro. Se si arriva ad “un uso pregiudizievole per la conservazione o integrità” di questi beni o ad un loro “uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico” la sanzione può oscillare da 10.000 a 40.000 euro. L’autorità competente ad occuparsi della materia è il Prefetto e la notifica all’interessato deve avvenire entro 120 giorni dalla commissione del fatto.
Nei casi più gravi si rischia persino la reclusione, grazie alla modifica di due articoli del codice penale: il 635 e il 639.  Sono previsti da 1 a 5 anni di carcere se si distruggono o deteriorano beni mobili o immobili durante le manifestazioni pubbliche.  Se, invece, il danneggiamento avverrà in musei, pinacoteche o gallerie la reclusione potrà andare da 1 a 6 mesi.

Sangiuliano: “Chi arreca danni, pagherà”

I proventi delle sanzioni verranno riassegnati al Ministero della Cultura per il ripristino dei beni danneggiati.
Se la sanzione verrà pagata entro 30 giorni dalla notifica, sarà ridotta. Tranne per chi si sia già avvalso di questo beneficio negli ultimi 5 anni.
E’ stato varato “un principio di rispetto per la cultura nazionale: chi deturpa, danneggia, imbratta un monumento deve risarcire lo stato per le spese sostenute per ripristinare lo stato dei luoghi”, ha dichiarato Sangiuliano, che ha accolto con particolare soddisfazione il semaforo verde alla legge. “Posto che come dimostra un’ampia casistica occorre spendere somme ingenti per il ripristino, è bene che non paghino più gli italiani ma chi si rende responsabile degli atti di danneggiamento”.
“Ringrazio il Parlamento per il lavoro svolto, prima il Senato e oggi la Camera, per essere finalmente riusciti a raggiungere questo fondamentale traguardo. Oggi è una bella giornata per la cultura italiana e, in particolare, per il patrimonio artistico e architettonico della Nazione”, ha concluso il Ministro.

Clicca sul banner per leggere Territori della Cultura