Biglietti ingresso ai monumenti venduti al secondo mercato. Ora interviene l’Antitrust per il Parco del Colosseo

da | 19 Lug 2023 | Arte e Cultura, Leggi e regolamenti

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria nei confronti di Società Cooperativa Culture (CoopCulture), Musement, GetYourGuide, Tiqets e Viator per il servizio di vendita dei biglietti per l’ingresso al Parco Archeologico del Colosseo, che comprende le aree dell’Anfiteatro Flavio-Colosseo, del Palatino, del Foro Romano e della Domus Aurea. Secondo l’Autorità, i consumatori non avrebbero la possibilità di acquistare i biglietti sul sito del rivenditore ufficiale CoopCulture perché verrebbero comprati in massa da rivenditori secondari. In base a quanto riportato da varie fonti di stampa, sin dalla fine del 2022 e nella prima metà del 2023, i biglietti per l’ingresso al Colosseo si sono esauriti subito dopo l’emissione sul sito di CoopCulture, mentre sono rimasti disponibili sulle piattaforme dei grandi operatori di intermediazione (Musement, GetYourGuide, Tiqets e Viator) che presumibilmente li acquistano in massa grazie all’impiego di sistemi automatici di acquisto (i cosiddetti “bot”). In seguito i biglietti vengono rivenduti a prezzo maggiorato sui propri canali, di solito in combinazione con altri servizi, quali ad esempio l’audioguida (in varie lingue oltre all’italiano), il servizio di guida turistica, il prelievo presso l’albergo, il giro turistico della città, la possibilità di “saltare” la fila. Pertanto CoopCulture, in qualità di rivenditore ufficiale, sembra non aver predisposto sistemi idonei ad evitare l’accaparramento dei biglietti messi in vendita da parte di rivenditori alternativi, privando così i consumatori della possibilità di acquistare i titoli di accesso al prezzo ordinario. ieri, i funzionari dell’Autorità hanno svolto ispezioni nelle sedi delle società Cooperativa Culture (CoopCulture) e Musement S.p.A. con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

“Ottima la notizia che arriva dall’Antitrust. Ora il Governo intervenga per debellare questo fenomeno illecito che danneggia l’immagine della nostra città. È inaccettabile che i “bagarini”online speculino sui nostri monumenti più importanti e sui turisti. L’inchiesta dell’Antitrust ci rincuora ma serve immediatamente un intervento del ministro Sangiuliano. Non è possibile che turisti, guide e operatori siano costretti a ricomprare i biglietti rincarati del Colosseo peraltro da società estere. È una vergogna che denunciamo ormai da tempo e che deve essere risolta”. Lo dichiara Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, al Turismo, alla Moda e allo Sport di Roma Capitale.

Il Colosseo, è un monumento ad accesso contingentato per un massimo di tremila visitatori al giorno non sufficiente ad incontrare la domanda notevolmente superiore. Il Parco archeologico del Colosseo ha attuato programma di ingressi per limitare i disagi per la domanda, rendendo disponibili i biglietti sia in vendita sia online che in biglietteria on site.

Esulta la direttrice del Parco archeologico del Colosseo: “Era ora!”, commenta all’ANSA Alfonsina Russo, che l’anno scorso aveva presentato denuncia alla polizia postale. “Da lì poi è partito tutto. Anche l’indagine tuttora in corso della Guardia di Finanza, con cui ci sentiamo periodicamente e teniamo riunioni anche mensili. Credo che questi siano i primi risultati. Penso che esista un modo informatico per arginare questo fenomeno”.

Anche CoopCulture auspica che si faccia presto chiarezza. Fa sapere la direzione che la società adotta sistemi per contrastare fenomeni di acquisti massivi, bloccando un numero altissimo di accessi alla piattaforma di vendita e sospendendo anche diversi contratti con tour operator.

Massimiliano Dona, presidente di Unione nazionale consumatori, parla di “una vergogna” e sollecita “l’intervento del ministro Sangiuliano”.