“La vacanza per i disabili non è un lusso, ma un diritto”. È su questo semplice ma fondamentale presupposto che si basa la proposta di legge presentata da FdI che mira a garantire strutture turistiche e trasporti accessibili a tutti: alle persone con disabilità motorie, agli ipovedenti e ipoudenti, ma anche a chi ha problemi di intolleranze alimentari ed è, ad esempio, celiaco.
La proposta mette in serbo 20 milioni di euro per abbattere le barriere architettoniche e un fondo da 25 milioni di euro annui per aiutare, con un contributo pari al 30% della spesa, i turisti disabili ad accedere a strutture che garantiscano requisiti di accessibilità maggiori rispetto a quelle già disciplinate dalla legge.
È prevista, inoltre, una multa per chi “discrimina” i clienti disabili impedendogli di «fruire in modo completo ed in autonomia» dell’offerta turistica: la sanzione va da mille ai 10mila euro.
Il disegno punta anche ad obbligare i tour operator, a fornire dépliant e materiale informativo con “sezioni obbligate, in modo da avere pacchetti già organizzati” per usufruire di servizi ad hoc, come ad esempio l’obbligo di accettare i cani che accompagnano i turisti ipovedenti.
Santanchè: ‘Il turismo deve essere accessibile in tutte le sue declinazioni’
“Fratelli d’Italia ha sempre creduto al fatto che il turismo fosse il petrolio della nostra Nazione, è un settore con tante possibilità di occupazione, può essere immaginato come ascensore sociale. Stiamo parlando di incentivi, su più fronti”. Lo ha detto il Ministro del Turismo Daniela Santanché alla conferenza stampa di presentazione del disegno di legge sul turismo accessibile che si è tenuta alla Camera dei Deputati.
Il ministro ha anche fatto un appello bipartisan affinché il Parlamento voti unito: “Io mi auguro che il Pdl presentato da FdI venga votato all’unanimità- prosegue la ministra- perché nel 2023 sarebbe preoccupante se così non fosse. Ho incontrato il ministro Locatelli, mi sono confrontata con le associazioni di categoria. Un paese democratico deve essere accessibile a tutti. Bisogna dare la libertà alle persone con disabilità di accedere alle strutture, ai trasporti, alle attrazioni turistiche. Devono avere le stesse possibilità e la stessa agibilità di chiunque altro, in tutte le sue declinazioni. In qualsiasi provvedimento in cui c’erano delle risorse a disposizione, abbiamo inserito il turismo accessibile”, ha concluso la Santanché.
Gianluca Caramanna, responsabile turismo del partito e primo firmatario della proposta di legge, ha ricordato che: “Per Fratelli d’Italia questo è un tema su cui c’è tanta sensibilità da tempo, e lo abbiamo dimostrato con i fatti, non a chiacchiere. Su questo tipo di modello di turismo bisogna accendere un faro. Lo scopo è fare in modo che tutte le strutture debbano non solo essere accessibili ma anche promuovere il proprio livello di accessibilità. Quando parliamo di turismo con disabilità non abbiamo persone pronte ad accogliere, quindi dobbiamo puntare anche sulla formazione”.
I numeri
Anche i numeri, intanto, suggeriscono la necessità di garantire un turismo tout court, per tutti. Sono infatti ben 127 milioni le persone in Europa con ‘access limited’: un fattore che va moltiplicato almeno per due, perché questi clienti spesso non vanno soli in vacanza. Solo in Italia ci sono 3,1 milioni di persone con disabilità, il 5%, senza contare l’allargamento legato alla questione alimentare, ricorda Riccardo Zucconi, deputato di FdI in commissione Attività Produttive.
“È un fenomeno sempre più rilevante- aggiunge la Presidente di Federturismo Confindustria, Marina Lalli- basti pensare che in Italia sono 10 milioni le persone con ‘Access Needs’, un numero importante per un mercato che è in grado di generare un potenziale incremento del 20% del fatturato annuale, al quale bisogna dedicare la meritata attenzione. Per questo plaudiamo alla proposta di legge presentata in conferenza stampa da FdI”.







