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Due generali dei Carabinieri a capo del Grande Progetto Pompei

da | 2 Mar 2023 | Arte e Cultura, Persone e Carriere


La commissione Cultura del Senato ha accolto la proposta del relatore, il senatore di Fratelli d’Italia Filippo Melchiorre, con 12 voti favorevoli e 2 astenuti ed ha così approvato la proposta di nomina del generale di brigata Giovanni Capasso a vicedirettore della struttura che si occupa del Programma straordinario e urgente di interventi conservativi, di prevenzione, manutenzione e restauro dell’area archeologica di Pompei, il “Grande Progetto Pompei”; il sito archeologico dal 1997 è entrato a far parte dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco è oggi diretto da Gabriel Zuchtriegel già direttore del parco archeologico di Paestum e Velia.
Il generale Capasso affiancherà il generale Giovanni Di Blasio già a capo della struttura del Progetto dal 2021 il cui incarico è stato prorogato al 30 giugno di quest’anno, mentre il generale Capasso resterà fino al 31 dicembre 2023. Probabile quindi per il generale Capasso il cambio di staffetta per la posizione di direttore dato che il completamento del progetto Pompei è stato posticipato di un ulteriore anno con il decreto «Milleproroghe».
II generale Capasso è nato a Napoli nel 1960 e si è arruolato nel1976. Ha frequentato la Scuola militare Nunziatella, l’Accademia militare di Modena e la scuola ufficiale dei carabinieri di Roma. E anche laureato in Giurisprudenza, Scienze politiche e Scienze della sicurezza interna ed esterna. Tantissime poi le onoreficenze, tra cui quella di Cavaliere al merito della Repubblica.
Dopo la stagione più buia per Pompei dove oltre al crollo di alcune struttture di notevole importanza ( Schola Armaturarum, nel novembre del 2010), si sono alternati episodi di cattiva gestione dell’organizzazione delle visite e vendita dei biglietti, l’Unione europea ha stanziato 105 milioni di euro per finanziare la “rinascita” del sito con l’attuazione del “Grande Progetto Pompei” che oggi può orgogliosamente mostrare i risultati tangibili dell’azione di recupero e valorizzazione.
Sono stati appaltati lavori per 157 milioni di euro (52 milioni in più rispetto ai 105 stanziati da Bruxelles). Tra questi 10 milioni di euro per il cosiddetto “intervento M”, che ha portato alla scoperta della reglo V, dove sono venuti alla luce 11 Thermopolium e la domus di Leda e il Cigno; fa sapere il direttore durante un’audizione. Ad oggi sono state bandite 47 gare per 51 interventi dei 55 originariamente previsti.
Massimo Osanna, ex Soprintendente di Pompei, ora a capo della direzione musei del ministero della Cultura elogia i risultati raggiunti: «E fondamentale proteggere Pompei — ha detto —. Si è finalmente creata una squadra di manutenzione programmata, assumendo 5o persone fra operai specializzati e restauratori. Quello di Pompei è ormai un sistema virtuoso».

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