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Il tesoro di Hemingway: svelato il contenuto degli scatoloni che lo scrittore lasciò in un bar

da | 23 Set 2022 | Arte e Cultura, Persone e Carriere

Quattro racconti inediti, bozze di manoscritti, fascicoli di corrispondenza, foto e altri effetti personali: un vero e proprio tesoro per tutti gli appassionati di Ernest Hemingway è stato ritrovato in alcuni scatoloni nel retro dello Sloppy Joe’s il bar di Key West, dove lo scrittore era di casa. C’è la traccia di un romanzo mai scritto: ‘A New Slain Knight’, che segue il protagonista evaso di prigione in una rapina e successivi tradimenti a sfondo noir; c’è un racconto di tre pagine, in cui F. Scott Fitzgerald, amico e rivale degli anni di Parigi, è un pugile (Kid Fitz) che alla fine lascia il ring sfigurato ma vittorioso; c’è la testa di “Doggie”, il pupazzetto di stoffa con cui Hemingway ha dormito fino ai sei anni e mezzo.

 Poi ci sono le fotografie: come quella che lo ritrae trionfante mentre sorregge la testa di un leone durante un safari in Africa nel 1933. C’è una foto di lui, sul patio di casa con un golfino a quadretti e un’altra ancora che lo mostra, giovanissimo, rannicchiato in una trincea durante la Prima Guerra Mondiale con indosso l’uniforme della Croce Rossa americana, anch’essa conservata negli scatoloni scoperti in Florida. Ma il pezzo, forse, più sorprendente della collezione è un taccuino ricco di riflessioni sulla morte, datato 6 marzo 1926, due anni prima che il padre si togliesse la vita e 35 anni prima del suo suicidio: “Quando sono depresso penso alla morte e ai vari modi di morire, penso che se non puoi morire nel sonno il mondo migliore è buttandosi da un transatlantico di notte“.

Secondo Carl Eby, il presidente della Ernest Hemingway Foundation and Society, “c’è abbastanza materiale per dar lavoro a studiosi e critici per anni”. Eppure, carte e cimeli sono rimasti chiusi per decenni in scatole di cartone sopravvivendo a uragani, inondazioni e alluvioni.

Dopo la morte di Hemingway, infatti, la quarta moglie Mary Welsh era entrata nel magazzino di Sloppy Joe per recuperare del materiale, solo quello che le interessava. Il resto era stato consegnato ad una coppia di amici, Betty e Toby Bruce, quest’ultimo vicinissimo allo scrittore.  

Solo nel 2017, Dick, il figlio dei Bruce, ha scoperto il materiale e ha iniziato ad inventariarlo con l’aiuto di uno storico locale e in consultazione con Sandra Spanier, direttrice dell’Hemingway Letters Project e professoressa della Penn University che ha lavorato per far sì che l’archivio fosse acquistato dall’Università, cosa che è avvenuta nel 2021. «Solo da semplice fan, mi dà i brividi toccare la sua uniforme della Prima guerra mondiale o sfogliare le sue lettere», ha detto Spanier al New York Times.

Da qualche giorno questo preziosissimo materiale è stato finalmente aperto al pubblico. L’archivio è, infatti, esposto presso la Penn State University. Il nome tecnico è Toby and Betty Bruce Collection di Ernest Hemingway e per gli esperti questa collezione di materiale così biografico è destinata a rimodellare la percezione pubblica e accademica di un artista la cui vita e il cui lavoro hanno definito un’epoca.

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