Le restrizioni adottate dallItalia per contrastare la diffusione dei contagi da Covid-19 stanno mettendo ulteriormente in crisi le aziende del settore del turismo. Lultima misura che entrerà in vigore il 1 febbraio 2022 è la validità del Super green pass (ottenibile solo con vaccino o guarigione) che passa da 9 mesi a 6. Litalia, pur restando tra le prime mete nei desideri dei viaggiatori, ha necessariamente attivato una serie di restrizioni che creano sempre maggiori difficoltà a chi vorrebbe trascorrere le vacanze nel nostro Paese. La validità più ristretta del super green pass “è una anomalia che sta generando migliaia di cancellazioni e dunque è un danno che si aggiunge al danno, in un momento difficilissimo per il Turismo organizzato” afferma Franco Gattinoni, presidente della Federazione Turismo Organizzato, (Fto) che auspica che “il governo e il Parlamento correggano subito lincongruenza: si tratta di norme che, peraltro, compromettono i meccanismi della corretta circolazione delle persone nello spazio europeo. “Siamo l’unico paese in Europa che ha portato la validità del super green pass da 9 mesi a 6 mesi e quindi, un turista francese che si è vaccinato da 7 mesi e non può fare la dose booster in Francia perché non viene autorizzata, non può venire in Italia” dichiara Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi. Alle misure adottate si aggiunge anche il mancato riconoscimento di alcune tipologie di vaccini somministrati da altri paesi ma non riconosciuti validi per lingresso in italia. Ivana Jelinic presidente della Fiavet, in rappresentanza delle agenzie di viaggio, sottolinea che non riconoscere i vaccini in uso in paesi importanti, come ad esempio la Russia, penalizza fortemente il nostro mercato a vantaggio di altri paesi europei che li accettano. Per la presidente Fiavet bisogna trovare una maniera formale e giuridica per riconoscere gli altri vaccini per evitare che la spesa dei turisti stranieri vada in altre nazioni.
Risultato di questi ultimi giorni è la pioggia di cancellazione di prenotazioni dallestero particolarmente da parte di chi aveva scelto come meta le città darte. “Le grandi città, che nel 2019 rappresentavano un quinto delle presenze turistiche registrate in Italia, hanno subito un crollo del 71% nel 2021: è pressoché impossibile sopravvivere con questi dati” dichiara il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca. Non va meglio negli agriturismi situati nella campagna fuori dallassembramento delle città. Secondo Coldiretti, il 2021 si è chiuso con quasi un milione di arrivi in meno rispetto a prima della pandemia e le presenze dei turisti nei mesi estivi trascorsi, non sono state sufficienti a compensare le pesanti assenze negli altri periodi dellanno per le oltre 25 mila strutture agrituristiche. Solo 2,2 milioni di arrivi nel 2021 (-41,3% rispetto al 2019). La composizione degli ospiti rispetto alla nazionalità ha visto la prevalenza degli italiani con 1,5 milioni, in calo di circa mezzo milione rispetto allanno precedente, mentre gli stranieri sono stati poco più di 669 mila, in calo di oltre 1,1 milioni rispetto al 2019.
In questo scenario lunico settore in controtendenza, con una crescita nel 2021rispetto al 2019 di un +12%, è il vacation rental (affitti brevi di residenze di pregio).






