Nellambiente artistico romano è nota come La Trucchi, è sempre stata appellata così, solo per cognome. La Trucchi, Lorenza Trucchi, la più famosa critica darte dagli anni cinquanta ad oggi della capitale, e non solo, è lei. Donna intelligente, brillante, ironica con se stessa anzitutto, con la sua profonda conoscenza del mondo dellarte, è stata una protagonista della società del suo e del nostro tempo. Un riferimento sicuro e affidabile per tutto quel mondo che ruota attorno agli artisti, gallerie, musei, centri culturali, luoghi darte. Una testimonianza dellarte del secolo breve di onestà intellettuale e di cultura vissuta in prima persona. Sempre elegante, i capelli ondulati, freschi di parrucchiere, un acceso velo di rossetto sulle labbra, tacchi e decolleté, è stata una presenza costante in tutte le manifestazioni importanti. Sorridente e cordiale come sempre.
E certamente lo sarà anche oggi, 11 gennaio, quando alle 17.30 nel Salone delle Colonne della Galleria Nazionale dArte Moderna, saranno in molti a farle festa, artisti, estimatori e amici di una vita. Da Carlo Lorenzetti a Giulia Napoleone, Claudio Verna, Ruggero Savinio, Claudio Strinati, al quasi coetaneo grande amico Guido Strazza (cento anni a dicembre), a Maria Teresa Benedetti, alla padrona di casa Cristiana Collu, direttrice della Galleria a cui la Trucchi ha donato La vie pastorale II, quadro che le era stato regalato dallautore Dubuffet. Tutti a salutarla, a renderle quegli onori che merita per qualità e correttezza in una intensa vita dedita alla cultura e allarte.
Come è andata lo ha raccontato anche lei più volte, non negandosi ai colleghi giornalisti, pronti a farsi in quattro pur di ottenere qualche notizia in più di quelle conosciute, qualche indiscrezione con qualche incursione nel privato. Nata nel 22 a Montecarlo dove il padre medico prestava la sua opera, la famiglia è di Bordighera, si è laureata in legge, lavorando per breve tempo nello studio dellavvocato Sette. Ma accorgendosi ben presto che non sarebbe stato quello il suo mondo.Che scopre negli anni 50 quando a Saint- Paul de Vence vede Matisse mentre dipinge la Cappella di Santa Maria del Rosario progettata e decorata dallartista per le suore domenicane . Cera una purezza di bianchi e di blu che mi commosse. Fu da quel momento che decisi di occuparmi di arte, ha confessato in una recente intervista di Antonio Gnoli pubblicata su Robinson.
E da allora non ha più smesso occupandosi degli artisti più importati del Novecento, molti dei quali incontrati direttamente nella vita. Come Jean Dubuffet conosciuto a Parigi, un artista he ha contribuito a cambiare la pittura del 900, dice, di cui ha pubblicato unimportante monografia, come quella dedicata a Bacon scoperto in Francia che le chiese di Firenze, preoccupato per i danni dellalluvione che cera appena stata.
Dal mondo a Roma, la città in cui ha sempre vissuto. Una miniera di ricordi e di testimonianze, di caffè mitici come Rosati e Canova a Piazza del Popolo, di gallerie altrettanto famose e vivacissime. Come LaTartaruga di Ninì Pirandello e Plinio De Martis, come LObelisco di Gaspero del Corso e Irene Brin e soprattutto la Galleria dArte Moderna diretta da Palma Bucarelli. Con un occhio attento, negli anni Settanta, al mutare della sensibilità, alleccesso di politicizzazione della società, alleffimero, alla decadenza.
Lorenza Trucchi precisa di aver raccontato l opera degli artista come può farlo una giornalista, una cronista, non come una storica dellarte o una cattedratica. Usando quindi un linguaggio limpido, diretto, chiaro, bellissimo. Da qui il suo lungo rapporto con riviste e giornali. DallEuropa Letteraria di Giancarlo Vigorelli, alla Voce di Indro Montanelli, alle numerosissime collaborazioni in quotidiani e riviste specializzate. Allimpegno giornalistico di cronista e di critico, si è accompagnato quello in pubblicazioni specifiche e in organizzazioni di mostre. Moltissime: da Palazzo Grassi a Villa Medici, al Centre Pompidou di Parigi, a Palazzo Venezia Trucchi ha ricoperto incarichi importanti. E stata Commissario del Padiglione Italia della Biennale di Venezia e fra gli esperti del Settore Arti Visive, insegnante allAccademia di Belle Arti di LAquila e di Roma e Presidente dellEsposizione Nazionale Quadriennale dArte di Roma a cui andrà il suo archivio-biblioteca.
Carissimi auguri Trucchi!






