Il decreto sulle grandi navi è stato convertito in legge, ok della Camera

da | 19 Set 2021 | Leggi e regolamenti, Turismo

La legge di conversione del decreto legge Draghi sulle misure urgenti per la salvaguardia del porto di Venezia, è passata alla Camera con modifiche che erano già state introdotte durante il voto al Senato.

Il decreto Grandi Navi: riserva il passaggio a San Marco alle unità con stazza inferiore alle 25mila tonnellate; identifica le soluzioni provvisorie e le risorse adeguate per eseguire gli interventi necessari a realizzare gli approdi temporanei; stanzia i ristori a favore delle imprese e dei lavoratori – 35 milioni per il 2021 e 22,5 per il 2022 e 10 milioni per la Cigs tra i12021 e il 2022 – e le risorse per realizzare le opere necessarie – 157 milioni di cui 65 per gli interventi di adeguamento dei canali portuali, in particolare del Malamocco-Marghera – aumentando, inoltre, i poteri al presidente dell?Autorità portuale, che diventa commissario straordinario per la realizzazione di 5 approdi provvisori a Marghera.

“Questo Decreto è l’occasione per scrivere una nuova agenda per la città. Mi riferisco al cosiddetto Dossier Venezia, che significa ripensare le politiche per il turismo, la residenza, la riconversione di Porto Marghera in chiave green” spiega Il deputato Pd Nicola Pellicani “Mi riferisco anzitutto agli interventi di salvaguardia e di tutela dell’ambiente lagunare – continua Pellicani – A tal riguardo, non è più rinviabile l’istituzione dell’Autorità per la laguna, già prevista dal Decreto Agosto 2020 ma non ancora istituita e la chiusura dell’esperienza del Consorzio Venezia Nuova. I cantieri sono fermi da mesi, il Consorzio è sepolto dai debiti ed è in concordato preventivo, con i dipendenti delle aziende collegate in Cassa integrazione e altri che addirittura non percepiscono lo stipendio da mesi. In questo contesto – conclude – il paradosso è che da poco sono stati sbloccati 538 milioni per la conclusione dell’opera e la realizzazione delle opere complementari in laguna. Tutto ciò nonostante attualmente siano addirittura 4 i commissari straordinari al Mose”.