Green pass Dal 6 agosto è necessario anche per entrare nei musei

da | 2 Ago 2021 | Arte e Cultura, Leggi e regolamenti

L’ha annunciato il Capo di Gabinetto del Ministero italiano, Lorenzo Casini, a margine delle sessioni di lavoro, del summit dei venti Ministri della Cultura a Palazzo Barberini. Spiega Lorenzo Casini: “Secondo l’ultimo decreto, dal 6 agosto servirà il green pass per entrare anche nei musei salvo che non ci siano altre valutazioni la prossima settimana, visto che la situazione è talmente complessa che ogni giorno, direi anzi ogni ora, bisogna comunque tornare a quello che si è deciso». L’obbligo del certificato previsto per cinema e teatri viene esteso anche ai musei. La misura anticipata nell’ambito dei lavori del G20, ha avuto la piena condivisione tra i rappresentanti delle nazioni partecipati sul fatto che il green pass sia uno strumento utile per spingere e favorire la vaccinazione.

La stessa misura, in sintonia con le norme italiane e con l’evidente posizione pro vax di Papa Bergoglio, verrà adottata anche dai Musei Vaticani che hanno annunciato l’applicazione delle nuove regole per l’accesso dei visitatori a partire dal 6 agosto. “L’accesso ai Musei Vaticani e a tutte le aree di loro pertinenza sarà consentito soltanto a quanti siano in possesso di una Certificazione verde Covid 19 (o equivalente)». «Il personale preposto ai controlli potrà richiedere, oltre all’esibizione del certificato in formato digitale o cartaceo, il documento di identità della persona» si legge in una nota sul sito dei Musei. Prima dell’emergenza da Covid i Musei Vaticani, con i suoi 6 milioni di visitatori l’anno, erano posizionati, a livello mondiale, in testa alle classifiche mondiali insieme a Louvre e il Met. La pandemia ha stravolto ogni cosa, con chiusure e restrizioni. Ora l’adozione del geen pass per accedere ai Musei non faciliterà la ripresa immediata ma garantirà maggiore sicurezza per i visitatori.

Stesso annuncio dal Museo Egizio di Torino ma sui canali social del museo si è subito scatena la polemica, tra chi è d’accordo sulla misura e chi si scaglia contro l’imposizione della misura accusando i responsabili del museo di “vergognosa dittatura” e augurando il calo dei visitatori.

A parte le contestazioni dei no vax, la situazione mondiale dei musei è drammatica. Ad oggi il 60% dei musei è ancora chiuso. A lanciare l’allarme, durante uno dei focus tematici del G20 della Cultura, è Alberto Garlandini, presidente dell’Icom international Council of Museums: «Dalle nostre ultime indagini internazionali emerge una situazione drammatica: ad oggi oltre il 60% dei musei è ancora chiuso. In Italia la situazione è migliore, ma nel mondo è così». “L’impatto drammatico nei musei – specifica Garlandini – riguarda le persone, la conservazione dei materiali è stata garantita, la sicurezza nei musei è garantita sia per chi ci lavora sia per chi viene in visita. Il 10% dei musei ha ridotto il proprio personale, ma la cosa peggiore riguarda quelli che nel mondo chiamano freelance, sono in gran parte giovani, motivati, competentissimi, entusiasti. Un terzo di loro ha perso il lavoro. Stiamo correndo il rischio di perdere le persone più qualificate e motivate, non è un problema italiano ma dei musei del mondo”.