In questi giorni potrebbe essere approvato un decreto interministeriale che vieterà il passaggio alle grandi navi da crociera a Venezia, nel bacino di San Marco e nel canale della Giudecca. Nel frattempo la città potrebbe entrare nella black-list dei siti Unesco.
Il decreto salva-Venezia potrebbe essere approvato in questi giorni, probabilmente prima del 16 luglio quando lassemblea Unesco si riunirà a Fuzhou, in Cina, per discutere sul futuro di Venezia e della possibilità che finisca nella black-list dellUnesco. Se Venezia entrerà nella lista dei siti patrimonio dellumanità a rischio, segnando il numero 54, perderà il suo prestigio, al pari di Timbuctù in Mali, Cirene in Libia e molti altri luoghi devastati dalle guerre e inseriti nella black-list dellUnesco.
Sono molte le criticità che riguardano Venezia: il turismo di massa, il Mose da completare, le fabbriche inquinanti di Porto Marghera da spostare, i grandi progetti edilizi in conflitto con la sostenibilità architettonica e ambientale e, soprattutto, le grandi navi che a nove anni dal decreto Clini Passera continuano a transitare nel bacino di San Marco e nel canale della Giudecca.
Secondo lUnesco lo Stato italiano non ha fatto abbasta per la città, che non è solo un bene nazionale, ma un patrimonio dellumanità.
Così negli ultimi giorni, il premier Mario Draghi, sotto la spinta del ministro della Cultura Dario Franceschini principale sostenitore dello stop immediato e della minaccia riguardo la black-list, ha accelerato le posizioni sul tema. Il decreto interministeriale per bloccare il passaggio delle grandi navi a San Marco è diventato infatti una priorità per il governo. Lintenzione è probabilmente quella di anticipare lUnesco e il rischio della black list.
Il decreto dovrebbe vietare il transito nel bacino di San Marco e nel canale della Giudecca a tutte le navi sopra le 15 mila tonnellate. Ma sono molti gli ostacoli che ha trovato finora, a partire dal Pd che, contrario a questa opzione, voleva rimandare la decisione al 2022. Ma davanti alla raccolta firme dei vip e alle pressioni dellagenzia Onu, Draghi ha scelto di dare un segnale forte, annunciando che questa settimana sarebbe stata decisiva. Noi abbiamo lavorato per cercare di rimandare lo stop al 2022 afferma il vicesindaco leghista di Venezia, Andrea Tomaello spero fino allultimo che Draghi ascolti anche la città e i lavoratori.
Nel caso in cui venisse approvato il decreto, le compagnie crocieristiche interessate potrebbero essere compensate con una somma fino a quando le banchine di Marghera saranno pronte ad accogliere le grandi navi, in attesa della realizzazione del porto off-shore.
Ora si attendono ulteriori sviluppi.






