Venezia: annunciato decreto per vietare il passaggio delle grandi navi

da | 13 Lug 2021 | Leggi e regolamenti, Turismo

In questi giorni potrebbe essere approvato un decreto interministeriale che vieterà il passaggio alle grandi navi da crociera a Venezia, nel bacino di San Marco e nel canale della Giudecca. Nel frattempo la città potrebbe entrare nella black-list dei siti Unesco.

“Il decreto salva-Venezia” potrebbe essere approvato in questi giorni, probabilmente prima del 16 luglio quando l’assemblea Unesco si riunirà a Fuzhou, in Cina, per discutere sul futuro di Venezia e della possibilità che finisca nella black-list dell’Unesco. Se Venezia entrerà nella lista dei siti patrimonio dell’umanità a rischio, segnando il numero 54, perderà il suo prestigio, al pari di Timbuctù in Mali, Cirene in Libia e molti altri luoghi devastati dalle guerre e inseriti nella black-list dell’Unesco.

Sono molte le criticità che riguardano Venezia: il turismo di massa, il Mose da completare, le fabbriche inquinanti di Porto Marghera da spostare, i grandi progetti edilizi in conflitto con la sostenibilità architettonica e ambientale e, soprattutto, le grandi navi che a nove anni dal decreto Clini Passera continuano a transitare nel bacino di San Marco e nel canale della Giudecca.

Secondo l’Unesco lo Stato italiano non ha fatto abbasta per la città, che non è solo un bene nazionale, ma un patrimonio dell’umanità.

Così negli ultimi giorni, il premier Mario Draghi, sotto la spinta del ministro della Cultura Dario Franceschini – principale sostenitore dello stop immediato – e della minaccia riguardo la black-list, ha accelerato le posizioni sul tema. Il decreto interministeriale per bloccare il passaggio delle grandi navi a San Marco è diventato infatti una priorità per il governo. L’intenzione è probabilmente quella di anticipare l’Unesco e il rischio della black list.

Il decreto dovrebbe vietare il transito nel bacino di San Marco e nel canale della Giudecca a tutte le navi sopra le 15 mila tonnellate. Ma sono molti gli ostacoli che ha trovato finora, a partire dal Pd che, contrario a questa opzione, voleva rimandare la decisione al 2022. Ma davanti alla raccolta firme dei vip e alle pressioni dell’agenzia Onu, Draghi ha scelto di dare un segnale forte, annunciando che questa settimana sarebbe stata decisiva. “Noi abbiamo lavorato per cercare di rimandare lo stop al 2022 – afferma il vicesindaco leghista di Venezia, Andrea Tomaello – spero fino all’ultimo che Draghi ascolti anche la città e i lavoratori”.

Nel caso in cui venisse approvato il decreto, le compagnie crocieristiche interessate potrebbero essere compensate con una somma fino a quando le banchine di Marghera saranno pronte ad accogliere le grandi navi, in attesa della realizzazione del porto off-shore.

Ora si attendono ulteriori sviluppi.