Un nuovo welfare per i lavoratori dello spettacolo. Franceschini: “Giornata storica”, ma ci sono dei limiti

da | 25 Mag 2021 | Arte e Cultura, Leggi e regolamenti

Foto: manifestazione dei Bauli in Piazza a Milano lo scorso 10 ottobre

Lo scorso 20 maggio ilministro della Cultura, Dario Franceschini, e il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, hanno presentato al Consiglio dei ministri un pacchetto di norme del decreto Sostegni bis riguardanti un nuovo sistema di welfare per i lavoratori dello spettacolo.

La proposta è arrivata dopo la richiesta di una riforma strutturale del settore da parte dei precari e dei lavoratori dello spettacolo, i quali denunciavano un abbandono del settore da parte del Governo. Ora sembra che il welfare del comparto sia tornato al centro delle operazioni governative.

Le misure proposte hanno l’obiettivo di “assicurare adeguate tutele assistenziali e previdenziali ai lavoratori dello spettacolo e correggere le numerose storture emerse negli ultimi anni e divenute non più sostenibili soprattutto dopo la pandemia” dichiara il Mic in una nota. Norme che garantirebbero le tutele dei lavoratori dello spettacolo, dalle indennità di maternità a quelle per la malattia, dall’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali al sistema pensionistico, fino all’introduzione di una nuova indennità di assicurazione per la disoccupazione involontaria. Viene infatti introdotta, a decorrere dal 1° gennaio 2022, l’indennità di Assicurazione dei lavoratori autonomi dello spettacolo (Alas) per la disoccupazione involontaria.

Diritti costituzionalmente garantiti, ma di cui i lavoratori dello spettacolo non potevano godere a causa della natura discontinua della loro professione. Il nuovo provvedimento considera quindi il rapporto di lavoro naturalmente atipico che caratterizza il settore: strutturalmente discontinuo a causa del carattere della prestazione, non per scelta datoriale o del lavoratore stesso. Finalmente la discontinuità di questo settore verrà riconosciuta dalla normativa italiana come elemento distintivo delle prestazioni lavorative nello spettacolo, così da garantire anche a queste categorie l’accesso ai diritti costituzionali in norma del lavoro.

Le misure hanno però dei limiti secondo i lavoratori del settore, in quanto l’Alas non risponderebbe alla richiesta di “reddito di continuità” per sostenere l’attività intermittente tipica dello spettacolo, ma sarebbe solo un ammortizzatore sociale che si aggiunge ad altri già in vigore e che durerà solo sei mesi. Inoltre il numero delle giornate richieste per il riconoscimento dell’anno contributivo resta ancora alto: 90 giorni e non 60 come ha consigliato l’Inps stesso. Al pari di altri settori professionali, non vi è poi traccia di misure per disincentivare l’abuso dei contratti a termine.

“Aspettiamo di vedere le norme, ora è come giudicare un quadro dalla cornice. Un passo avanti però è stato fatto” dichiara l’associazione Bauli in piazza – We make events.

Alle norme annunciate da Franceschini potranno accedere tutti i soggetti iscritti al Fondo pensioni dei lavoratori dello spettacolo (Fpls) e, per ricomprendere le nuove figure professionali emerse nel settore, il Fondo verrà aggiornato entro 120 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento.