Lo scorso 31 marzo il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge per lapprodo delle grandi navi fuori dalla laguna di Venezia. Richiesta avanzata dallUnesco ormai da diversi anni. Nonostante ciò sono sorte diverse perplessità in riferimento allefficacia del piano e alla decisione di spostare temporaneamente a Marghera il terminal per le grandi navi da crociera. Entro 60 giorni verrà avviato il Concorso di Idee per i nuovi progetti di approdo fuori dalla laguna.
Chi ha visitato Venezia ha certamente visto navi lunghe centinaia di metri ed alte come un condominio attraversare luoghi fragili come il Canale della Giudecca o passare davanti al Bacino San Marco, una scena impressionante. Ora lapprodo di queste grandi navi dovrà essere progettato e realizzato fuori dalla Laguna,come chiesto dallUnesco. La linea è chiara: tenere assieme la tutela ambientale e le attività economiche della città attraverso una soluzione definitiva fuori laguna, eppure la politica non sembra aver organizzato un piano adeguato.
Sul decreto legge rimangono dei dubbi in riferimento alla tempistica e alla logistica del piano. Il Governo non ha ancora previsto dei tempi certi per vedere le grandi navi fuori dalla laguna: Prima che il passaggio delle grandi navi nel canale della Giudecca diventi un ricordo, se mai lo diventerà, ne dovrà passare di acqua sotto i ponti: per ora l’unico che è riuscito a rallentare gli inchini dei grattacieli del mare a San Marco è stato un virus, nonostante le tante promesse e le false soluzioni annunciate dalla politica negli ultimi 10 anni dichiarano Arianna Spessotto e Alvise Maniero, deputati della componente parlamentare LAlternativa Cè, riferendosi alla decisione del Governo di spostare temporaneamente a Marghera il terminal per le grandi navi da crociera. Se da un lato la scelta pone fine al passaggio delle grandi navi nel Bacino San Marco e nel Canale della Giudecca, dallaltro però non evita che le stesse navi continuino ad entrare in laguna.
Secondo il sindaco di Venezia,Luigi Brugnaro, il Concorso di Idee per trovare delle soluzioni fuori dalla laguna non porterà a nulla. Si capirà probabilmente tra qualche anno afferma il sindaco che sbarcare i turisti delle navi in mezzo al mare non lo fanno da nessunaltra parte del mondo. Brugnaro ringrazia comunque il governo Draghi: noi avevamo lì dei ministri infervorati per difendere la città: Brunetta, Gelmini, tutti quelli della Lega, evidenzia Brugnaro che hanno cercato di non mettere in difficoltà il governo ma anche di non bloccare il traffico crocieristico. Brugnaro è quindi fiero della scelta di Marghera linea condivisa dal presidente del Veneto,Luca Zaia ma diverse associazioni ambientaliste (Venezia Cambia, Ecoistituto del Veneto e il Caal) insieme a unaltra parte della politica, tra cui la senatrice veneta Orietta Vanin (M5S) temono che quella non sia una decisione transitoria, bensì definitiva che porterà le navi a rimanere nella laguna per lungo tempo con un inaudito sperpero di denaro pubblico, 41 milioni di euro, favorendo le sole scelte economiche a discapito dell’ecosistema della laguna e dei suoi abitanti.
Come spiegano in una nota Spessotto e Maniero: Quella che il Governo spaccia come soluzione transitoria nel Canale Nord/Sponda Nord costerà allo stato almeno 41 milioni di euro di soldi pubblici, come indicato nel bando per il progetto di fattibilità ndr in un momento drammatico per il Paese, con tempi di realizzazione non di certo brevi: non era meglio propongono in attesa dei risultati del Concorso Internazionale di Idee, chiedere finalmente agli armatori di entrare in Laguna solo con navi con un tonnellaggio e una chiglia compatibili e di distribuire arrivi e partenze nell’arco di tutta la settimana?
Riguardo alla decisione del Governo sorgono poi ulteriori dubbi riguardo la svalutazione del patrimonio della Laguna: Come verrà gestita la convivenza con il traffico commerciale con il canale dei Petroli a senso unico alternato? Quando il Mose sarà alzato cosa succederà? Non sono questioni secondarie, visto gli impatti che tutte queste misure avranno su Venezia e la sua laguna, un patrimonio che è del mondo intero e che rischia la declassazione dallUnesco per la riconfermata incapacità della Politica.
Nel frattempo il ministro delle Infrastrutture,Enrico Giovannini, ha garantito la collaborazione nel dare avvio al Concorso di Idee per lelaborazione di proposte e progetti di fattibilità tecnica ed economica per realizzare i punti di approdo fuori dalla laguna, utilizzabili dalle navi adibite al trasporto di passeggeri superiori a 40.000 tonnellate di stazza lorda e dalle navi portacontenitori adibite a trasporti transoceanici. Il bando dovrebbe essere avviato entro 60 giorni.
È chiaro che le proposte dovranno necessariamente rispettare stringenti criteri di sicurezza di compatibilità ambientale e di salvaguardia dell’essenza di homeport di Venezia nel settore crociere, elemento imprescindibile per dare certezze al mercato crocieristico e assicurare la rilevanza economica e occupazionale del settore per la città e il territorio spiega Cinzia Zincone, commissario straordinario dellautorità di sistema portuale dellAdriatico settentrionale, secondo cui il provvedimento preso dal Governo sulle grandi navi da crociera a Venezia è nel complesso in continuità con il Comitatone, che riguarda il riequilibrio idrogeologico dei territori lagunari, il recupero dei beni pubblici e la manutenzione dei sistemi di sicurezza.






