“Un nuovo rinascimento per la cultura”: Franceschini in parlamento su Recovery, emergenza personale e Piano Nazionale

da | 18 Mar 2021 | Arte e Cultura, Leggi e regolamenti

“La ripresa ci sarà” è quanto ha assicurato Dario Franceschini, ministro della Cultura, durante l’audizione sulle linee programmatiche del suo dicastero, parlando di un “rinascimento della cultura”.

“Sono convinto che, una volta ‘attraversato il deserto’ e finita la crisi, in particolare per il settore della cultura ci sarà una sorta di Rinascimento, un momento di grande voglia di ripresa dei consumi culturali e una spinta verso la richiesta di consumi nuovi” ha affermato Franceschini davanti alla Commissione Cultura della Camera e del Senato presso la nuova Aula dei gruppi parlamentari.

Il ministro ha ribadito il peso della crisi pandemica sul settore della cultura, confermando la necessità di continuare la politica di sostegni per aiutare i lavoratori, le imprese e tutte le istituzioni del settore.

Sottolineando che la priorità del suo ministero è quella di fronteggiare l’emergenza. Ha inoltre chiarito che non ci sarà “nessun calo nelle risorse per la Cultura previste nel Recovery Plan: erano 3 miliardi di euro nella prima bozza, sono diventati oltre 8 miliardi per il Mibact che era il ministero per i Beni culturali e per il turismo. È chiaro che – ha specificato Franceschini – essendo stato diviso il ministero della Cultura dal nuovo ministero del Turismo, i capitoli inerenti sono stati a loro volta divisi, con circa 2 miliardi sul turismo e i quasi 6 miliardi al Mic: ma il totale resta comunque di 8 miliardi di euro”.

A questo proposito, Franceschini ha precisato che le risorse sulla valorizzazione dei borghi minori e dei cammini e sul recupero dell’edilizia rurale e dei casali non saranno trasferite al Turismo, in quanto si tratta di recupero del patrimonio culturale.

Per quanto riguarda le linee programmatiche del ministero, tra gli obiettivi centrali c’è il ruolo internazionale dell’Italia nel settore della cultura: “organizzeremo – annuncia Franceschini – un G20 della cultura attraverso il quale proveremo a portare ai Paesi a documento comune che dia un indirizzo importante per i prossimi anni. C’è poi il progetto di un ‘Recovery Art’ sulle opere d’arte da salvaguardare dopo i danni e i crolli causati dai terremoti, sparsi sul territorio nazionale – spiega Franceschini – anziché nell’unico centro ora ospitato a Spoleto. Tra le priorità ci sono anche quelle di “rafforzare il ministero e completare le riforme che sono in parte conseguenti allo scorporo del turismo, rafforzare gli archivi e le biblioteche” e risolvere il “problema di personale, con 6700 carenze su 18mila, intervenendo su alcuni concorsi bloccati e ragionando su come evitare i mega concorsi”.

Riguardo al problema delle risorse umane Franceschini ha sottolineato che è un tema “davvero prioritario perché con una carenza di organico così forte e un’età media avanzata è davvero difficile tenere il passo”. Ovviamente l’esigenza di riorganizzare il Mic annunciata da Franceschini, è fortemente legata alla scorporazione dal Ministero del Turismo. In relazione ai contenuti del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, verrà rafforzato un collegamento tra il ministero della Cultura e la scuola e l’Università.

“Mi trovo a guidare il ministero economico più importante del Paese” ha detto in conclusione il ministro Mic, ricordando la frase che disse in occasione del suo primo insediamento, una “frase che vale ancora” ha ribadito.

Per ora la riapertura di cinema e teatri prevista per il 27 marzo si applicherà solo alla Sardegna, unica zona bianca d’Italia.