Foto: la ex sede del “ministro del turismo” (Michela Brambilla) in via della Ferratella in Laterano
Il turismo è uno dei motori propulsori dell’Italia essendo un comparto che rappresenta il 14% del Pil, in tempi normali, prima della pandemia, ha ricordato il presidente Draghi nelle sue dichiarazioni programmatiche, nell’indicare la necessità di un cambio di passo per il ”modello di turismo”.
Sarà un decreto a far nascere il nuovo ministero del Turismo con portafoglio affidato al leghista Massimo Garavaglia.. E’ questa, secondo quanto riferisce l’Adnkronos, la soluzione cui starebbe lavorando il governo per l’istituzione del dicastero. Con il nuovo DL la Direzione generale che oggi ricade nel Ministero dei Beni culturali e del Turismo (Mibact) dovrebbe essere così trasferita nel nuovo ministero. Quanto tempo servirà per ricreare il ministero del Turismo non è dato sapere, l’ultima volta nel passaggio da agricoltura al turismo ci vollero circa 5 mesi. Per istituire il nuovo Dicastero del Turismo occorre introdurre una norma per modificare il numero dei ministeri con Portafoglio, attualmente previsto per legge e questa potrebbe essere prevista nello stesso DL. Inoltre, bisognerà definire la struttura che avrà il nuovo ministero se articolato in Direzioni generali o in Dipartimenti, se avrà un segretario generale o un direttore generale. Poi bisogna individuare quanto prima una sede. Inizialmente sembra che potrebbe trovare accoglienza presso la sede dell’Enit in via Marghera a Roma, dove era stata posizionata la capo dipartimento del Turismo Caterina Cittadino, durante il primo governo Conte quando il turismo passò ad un altro leghista, Gian Marco Centinaio, ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali.
Quando il ministero sarà istituito per decreto si dovranno trasferire i fondi assegnati al Mibact, specifici per il turismo, tra cui tutti i ristori previsti nei bandi per operatori turistici e agenzie di viaggio, tema questo che si porrà subito sul tavolo dell’esecutivo Draghi. La partita del turismo, comunque, si gioca soprattutto nel Recovery Plan che, in base alla bozza del governo Conte II prevede una dote finanziaria di 8 miliardi di euro da dividere addirittura con la Cultura. Un capitolo quindi, tutto da riscrivere e su cui gli operatori del settore sono pronti a contribuire alla stesura di un Piano che tenga in considerazione le problematiche del settore sotto diversi punti di vista e a fronte di una crisi che ha divorato in questo ultimo anno energie e risorse come mai prima.
Il ministero del Turismo venne istituito nel 1959 per la prima volta, era il Ministero del Turismo e dello Spettacolo, sotto il Governo Segni II ed il primo ministro è stato Umberto Tupini. Poi, venne abolito con un referendum promosso da alcuni consigli regionali nel 1993. Poco dopo la sua abolizione, nel 1995, il Turismo andò sotto la Presidenza del Consiglio. Si creò quindi il Dipartimento con un sottosegretario delegato. Da allora è stato sempre abbinato ad altri Dicasteri, a parte la parentesi durante il quarto governo Berlusconi ma senza portafoglio. (AdnKronos)






