Dopo il Tar del Lazio che aveva respinto il ricorso di Vittorio Sgarbi e del Codacons contro la chiusura dei musei imposta dal Dpcm del 3 novembre scorso ora anche il più alto grado della giustizia amministrativa il Consiglio di Stato, con decreto pubblicato il 17 dicembre e firmato dal presidente Roberto Garofoli, ha rigettato il ricorso di Sgarbi, eccependo lĀargomento della tutela della salute pubblica. Secondo il Consiglio di Stato, il dpcm che ha imposto la chiusura dei musei ĆØ Āespressione di un alto tasso di discrezionalitĆ perchĆ© frutto di una delicatissima comparazione di interessi pubblici tutti rilevantissimiĀ, e Ānon emerge allo stato la manifesta irragionevolezza della decisione dellĀAutoritĆ di limitare temporalmente la fruizione dei musei e degli altri luoghi di culturaĀ.
Nel rigettare il ricorso, tuttavia, il Consiglio di Stato fissa alcuni importanti principi e traccia una linea di principio per il futuro condividendo, in parte, le motivazioni alla base delle richieste presentate dal Codacons e da Sgarbi rilevando che Āvalutato che, a fronte di tale interesse pubblico rilevantissimo, il disposto sacrificio temporaneo dellĀinteresse antagonista fatto valere dallĀappellante, di cui pure non può essere trascurata la particolare importanza, non appare affetta, sulla base della valutazione sommaria propria della fase cautelare monocratica, da palese irragionevolezza;
Rilevato, peraltro, che sarĆ compito dellĀAutoritĆ di valutare in futuro, di pari passo con il monitoraggio dellĀandamento della situazione pandemica, lĀadottabilitĆ di misure che possano in qualche modo contemperare gli interessi pubblici che vengono in rilievoĀ. Il decreto del Consiglio di Stato non ĆØ appellabile.






