Con un ricorso depositato sabato 7 novembre al Tar del Lazio il Codacons chiede la riapertura immediata dei musei in tutta Italia; firmatario dell’impugnativa anche Vittorio Sgarbi.
Secondo quanto annunciato dalla stessa associazione, con il ricorso al Tar, si chiede di sospendere il Dpcm del 3 novembre scorso, nella parte in cui all’art. 1, comma 9, lettera r), prevede che “allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure: sono sospesi le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42″. L’iniziativa legale arriva dopo la vittoria ottenuta dall’associazione dinanzi al Tar di Bari che ha portato alla riapertura delle scuole in Puglia, e mira a raggiungere lo stesso risultato.
Si legge nel ricorso – come riporta l’Adnkronos – l’apertura al pubblico di musei e luoghi della cultura e’ considerato servizio pubblico essenziale, come la scuola, la sanita’ e i trasporti, ai quali si applicano i livelli delle prestazioni essenziali. Il servizio pubblico essenziale e’ quello di cui la collettività non può in nessun caso fare a meno (cfr. Corte Cost. n. 31/1969), difatti lo stesso ordinamento ne vieta l’interruzione (il riferimento è all’art.340 codice penale). E’ evidente pertanto che il Dpcm 3 novembre 2020, che prevede la sospensione delle mostre e dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, contrasti con le disposizioni che qualificano come ‘servizio pubblico essenziale’ l’apertura al pubblico di musei e luoghi della cultura. In alternativa, lo stesso avrebbe dovuto essere regolamentato in base alla suddivisione delle aree (rossa, arancione e gialla), assegnata in relazione al grado di rischio al quale i cittadini sono esposti”. L’associazione in piu’ sottolinea “le gravi disparita’ di trattamento introdotte dal Dpcm, laddove per gli spettacoli televisivi aperti al pubblico non prevede alcuna sospensione, cosi’ come non chiude le scuole che, giustamente, essendo luoghi di produzione di cultura e formazione al pari dei musei, restano aperte nelle classi iniziali pur essendo rischiosissime per i contagi”.






