Aumenterà la tassa di soggiorno per i turisti in Italia? A quanto dice il Mibact, no o meglio forse! Saranno solo i comuni capoluoghi di provincia, che hanno avuto un flusso turistico superiore di venti volte al totale dei residenti, a poter avere la possibilità di aumentare fino a 10 la tassa di soggiorno.
Il recente emendamento al decreto fiscale ha introdotto questa possibilità per alcuni dei comuni italiani. Ma andiamo per gradi. Una nota inviata ieri dal Ministero dei beni e delle attività culturali e per il turismo ha cercato di rimuovere tutti i dubbi sorti sullemendamento: solo i comuni che superano la soglia indicata possono aumentare la tassa di soggiorno, ora fissata a 5 , fino a 10 .
Al momento i comuni che hanno questa possibilità non sono indicati, si dovrà aspettare un decreto ministeriale. Nella nota però balzano allocchio due città che avranno questa opportunità: Firenze e Rimini.
È proprio il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, a chiamare questa occasione di aumentare la tassa di soggiorno «una possibilità», durante unintervista a cura di Filippo Graziosi per il Resto del Carlino: «In questo modo ogni città interessata dal provvedimento può decidere se aumentare o meno la tassa di soggiorno. Ogni comune potrà riflettere e fare una scelta in base agli obiettivi. Credo che si tratti davvero di uno strumento di autonomia».
Da un lato dellamministrazione pubblica può sembrare interessante questo aumento, ma dal lato degli albergatori e dei turisti? Secondo Marina Lalli, vicepresidente vicario di Federturismo Confindustria, lemendamento «rappresenta un dannoso modo di procrastinare la soluzione dei problemi». La tassa, spiega Lalli, ha lobiettivo di ridurre il sovraffollamento delle destinazioni turistiche, ma lo fa in modo sbagliato. «Una programmazione intelligente dei flussi» è quello che serve al territorio italiano.
Inoltre, afferma, che solo i turisti che alloggeranno in strutture ricettive verranno toccati da questa tassa, non «toccherà invece quella enorme platea di soggetti che a vario titolo e non sempre legalmente, offre alloggio nelle destinazioni turistiche».
Non era questo quello che serve al turismo. Ne è convinto Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, che avrebbe voluto altri emendamenti, più importanti, magari mirati a combattere labusivismo che «sembrano spariti dai radar». Tutti lo vogliono, ma nessuno lo sa trattare: «dopo tante promesse, siamo alle solite: il turismo viene trattato sempre e soltanto alla stregua di una mucca da mungere».






