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Turismo: audizione alla Camera con i rappresentanti del settore

da | 5 Giu 2019 | Leggi e regolamenti, Turismo

Ancora audizioni da parte della X Commissione della Camera ieri sulla proposta di legge C. 1698, recante delega al Governo in materia di turismo. Sono stati ascoltati i rappresentanti di Tripadvisor, Enit – Agenzia nazionale del turismo, Agenzia del demanio, Conferenza delle regioni e delle province autonome, Booking, Airbnb, Expedia Group, Assoturismo, Federturismo e Federterme.

Poco meno di un mese fa era stato audito dalla Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, proprie su questo ddl. E ieri 4 giugno, alle ore 14:00, se ne è discusso nuovamente.

Secondo Marina Lalli, vicepresidente di Federturismo, la semplificazione normativa non deve fermarsi al linguaggio, ma c’è bisogno di semplificare anche la burocrazia e le procedure. Auspica, inoltre, l’introduzione del Codice Identificativo Nazionale per le strutture ricettive e per le agenzie di viaggio al fine di contrastare la piaga dell’abusivismo. L’unica «perplessità» sta nell’armonizzazione della normativa nazionale con il diritto europeo sulla classificazione alberghiera, codice identificativo e professioni turistiche. L’Italia ha necessità di guardare standard internazionali, ma non deve esclusivamente far riferimento ai modelli europei poiché non sono condivisi da tutti i Paesi.

Altro punto su cui si è discusso riguarda la regolamentazione degli affitti brevi. Se l’ultima volta Bocca aveva portato all’attenzione l’istituzione di un codice nazionale obbligatorio per gli affitti brevi, questa volta a parlarne è Matteo Frigerio, country manager per l’Italia di Airbnb. «È necessario che ogni tentativo di regolamentazione liberi il potenziale inespresso che oggi sta in ogni area rurale o piccolo borgo dove un albergo non verrà mai costruito». È il turista al centro del viaggio, limitare il fenomeno delle locazioni brevi, potrebbe non essere la scelta giusta. Airbnb è favorevole a «un portale unico» per permettere all’Italia di competere con gli altri Paesi.

Il concetto di semplificazione viene ripreso anche da Alberto Yates, regional manager per l’Italia di Booking. Il ddl deve puntare a semplificare l’inter sia al cliente sia alle strutture ricettive. Un codice unico e nazionale porterebbe sicuramente chiarezza e semplificazione.

Federico Caner, rappresentante della Conferenza delle Regioni e delle Pronvice, ha posto l’attenzione sulla funzione del codice identificativo. Molte delle Regioni, infatti, hanno già provveduto a un sistema di codificazione delle strutture. Altro punto importante riguarda la disciplina sulle professioni: «Laddove peraltro con il termine ‘riordino’ si intende attribuire al legislatore il compito di innovare la disciplina delle professioni, parrebbe obbligatorio delineare i principi e i criteri direttivi, nonché l’elenco delle professioni da normare. In sostanza, con il termine ‘riordino’ avremmo il piacere che fossero elencati meglio i principi e i criteri direttivi». Infine chiede, a nome della Conferenza, diridurre di 1 anno il termine entro il quale è possibile adottare i decreti. Il tempo previsto, infatti, è dai due ai tre anni, tempi di adozioni estremamente eccessivi.

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