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Sicilia: gli introiti dei biglietti per pagare i salari accessori dei custodi

da | 9 Nov 2018 | Leggi e regolamenti, Turismo

La Sicilia era afflitta da un problema: l’apertura straordinaria dei suoi Parchi archeologici. Per far fronte a questa difficoltà, Nello Musumeci, Presidente della Regione Sicilia, darà maggiore autonomia ai siti archeologici. Gli introiti dei biglietti di ingresso, infatti, potranno essere utilizzati per pagare i salari accessori (i c.d. straordinari) al personale di custodia.

La Sicilia, come ha recentemente ribadito lo studio di Intesa San Paolo, è piena di potenzialità nel settore turistico: è la seconda regione, dopo la Campania, per arrivi. Questo disegno legge, approvato dal governo Musumeci e proposto dall’assessore ai Beni culturali Sebastiano Tusa, era necessario per superare l’ostacolo monetario che affliggeva la regione. L’obiettivo è semplificare la legge 20 del 2000, eliminando anche le differenze esistenti tra il Parco di Agrigento e le altre strutture.

«Vogliamo adottare – ha dichiarato Musumeci- un modello virtuoso per la fruizione dei Beni culturali nella nostra Isola, con strutture dotate di autonomia scientifica e di ricerca, organizzativa, amministrativa e finanziaria. I numeri ottenuti fino a oggi ci confermano la validità di questo percorso: una gestione snella e autonoma che rappresenta una formula moderna di godimento e tutela, con una costante crescita, sia in termini di qualità dei servizi che di richiamo turistico per un vasto territorio».

Qual era effettivamente il problema? Non c’erano abbastanza soldi per pagare i custodi e di conseguenza i parchi potevano rimanere aperti solo per la mattinata, con una conseguente perdita di introiti. Uno dei casi più emblematici, riportato dal Giornale di Sicilia, è quello del Parco Archeologico di Selinunte e le Cave di Cusa dello scorso anno. In sostanza, i due siti rimanevano aperti nei giorni festivi dalle 9 alle 14, poiché non si aveva personale a sufficienza. «Si tratta – queste le parole di Enrico Caruso, Direttore del Parco – di una vicenda annosa, resa più critica dal fatto che due custodi sono andati recentemente in pensione e non sono stati sostituiti». La mancanza di personale, quindi, ha obbligato i siti a chiudere, perdendo visitatori (nostrani e stranieri) e faccia per eventi che non dovrebbero succedere.

La già citata legge del 2000 prevedeval’istituzione di 21 parchi (al momento siamo a quota 5). Come ha sottolineato Tusa, durante i sei mesi di assessorato, ha istituito il Parco di Segesta e il Parco di Pantelleria, mentrein 18 anni ne sono stati aperti solamente 3. La Sicilia ha la necessità di avere i suoi parchi, sia per i turisti sia per gli stessi siciliani. «Con l’approvazione di questo disegno di legge – ha concluso l’Assessore -da parte della giunta di governo, la Sicilia avrà finalmente quell”impulso in termini di sviluppo culturale che i parchi archeologici, con la loro nuova strutturazione, potranno dare».

Il ddl porta con sé altre novità, tra le quali: la ridefinizione delle modalità di approvazione dei bilanci, la composizione e i compiti del Consiglio del Parco, la sottoposizione degli atti alla vidimazione obbligatoria di un organo di controllo, l’inserimento di tutti gli aggiornamenti e correttivi normativi per procedere a una maggiore funzionalità del sistema dei Parchi archeologici siciliani.

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