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Guide turistiche (Agta) in piazza per una legge di riforma del settore

da | 13 Set 2018 | Leggi e regolamenti, Turismo

Le guide turistiche dell’Agta (associazione guide turistiche abilitate) sono scese in piazza ed indetto lo stato di agitazione per mesi, dopo la richiesta avanzata ieri dalla Regione Lombardia al ministro Centinaio di intraprendere le azioni necessarie per regolamentare l’accesso alla professione di guida turistica. “Confidiamo nella competenza e nella volontà del ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, che conosce bene il nostro settore. Chiediamo di essere ascoltati al più presto per sottoporgli le proposte in merito alla legge e ai provvedimenti più urgenti” è la richiesta di Isabella Ruggiero, presidente dell’Agta.
Le guide di Agta, chiedono un tavolo tecnico che coinvolga i professionisti del settore per una legge che preveda un accesso alla professione tramite corsi “pubblici” che tenga conto della differenza tra guida e accompagnatore, due figure differenziate in Italia, ma anche definite dalle norme europee. Entrambe, però, risultano pesantemente danneggiate dalla legge 97 del 2013, che oltre alla figura della guida sta distruggendo anche il lavoro degli accompagnatori
“Abbiamo chiesto anche noi al ministro di mettere mano a una legge di riordino – chiarisce Ruggiero – l’unica soluzione possibile per uscire dallo stallo in cui versa il settore. Il vuoto legislativo non solo favorisce l’abusivismo, ma sta bloccando l’accesso alla professione di migliaia di giovani. Chi desidera intraprendere questo lavoro non può essere costretto a studiare i monumenti di una regione che non è la sua e in cui non ha alcuna intenzione di lavorare, solo perché è l’unica che indice un concorso; ed ha il diritto di sapere come, con quali prove e con che tempi potrà cercare di accedere alla professione”. “L’urgenza di sbloccare la situazione – avverte la presidente – non giustifica però soluzioni rattoppate, fatte con i piedi. Non accetteremo, come proposto dalla Regione Lombardia, che si riprovi a far passare un testo che ricalcherebbe ‘i punti salienti di una bozza d’intesa’ che già lo scorso anno era stata pesantemente criticata e rigettata dalla maggioranza delle guide: un testo redatto senza mai consultare la categoria e che si voleva imporre dall’alto. Per quella intesa siamo scesi in piazza e indetto lo stato di agitazione per mesi”.

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