Inaugurata il 9 ottobre 2026 a Roma, l’esposizione ripercorre la vita e la produzione artistica del pittore fiorentino attraverso oltre 130 opere, tra dipinti, affreschi e disegni provenienti da importanti musei italiani e internazionali
Ha aperto il 9 ottobre alle Scuderie del Quirinale di Roma la prima grande mostra monografica dedicata a Jacopo da Pontormo (1494-1557). Visitabile fino al 7 febbraio 2027, l’esposizione riunisce oltre 130 opere e ripercorre la carriera di uno dei principali protagonisti del Cinquecento fiorentino e della nascita del Manierismo, dagli esordi alle grandi commissioni medicee.
Oltre 130 opere alle Scuderie del Quirinale
La mostra riunisce alcuni dei principali capolavori di Pontormo, offrendo una panoramica della sua produzione artistica che, per ampiezza e importanza delle opere esposte, non aveva precedenti dalla grande retrospettiva organizzata a Palazzo Strozzi a Firenze nel 1956.
Il percorso espositivo comprende oltre 130 opere, di cui 84 di Pontormo, tra dipinti, affreschi staccati e un’ampia selezione di disegni, oltre al manoscritto del Libro mio, il diario dell’artista.
Le opere provengono da importanti musei e collezioni italiani e internazionali, tra cui le Gallerie degli Uffizi, la Galleria dell’Accademia, i Musei del Bargello, la Galleria Borghese, il Louvre di Parigi, la National Gallery e il British Museum di Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York e il Getty Museum di Los Angeles, ai quali si aggiungono i dipinti concessi in prestito dalle diocesi e dalle parrocchie di Firenze e del territorio toscano.
Il percorso espositivo: dagli esordi ai grandi capolavori
La mostra segue un andamento prevalentemente cronologico, affiancato da approfondimenti tematici, e ripercorre la carriera di Pontormo dagli esordi nella Firenze del primo Cinquecento alle opere della maturità.
Ad aprire l’esposizione è la Visitazione del 1514-1516, uno degli affreschi staccati provenienti dal Chiostrino dei Voti della basilica della Santissima Annunziata di Firenze. Seguono gli affreschi della Passione di Cristo (1523-1525), realizzati alla Certosa del Galluzzo, dove Pontormo e il giovane Bronzino si rifugiarono durante un’epidemia di peste, e la Cena in Emmaus del 1525, proveniente dalle Gallerie degli Uffizi.
Tra le opere più conosciute figurano la Pietà, nota anche come Trasporto di Cristo (1525-1528), proveniente dalla cappella Capponi nella chiesa di Santa Felicita a Firenze, e la Visitazione (1528-1532), conservata nella pieve di San Michele Arcangelo di Carmignano, presso Prato, che chiude il percorso espositivo.
Il rapporto con Michelangelo e le nuove scoperte
La mostra approfondisce anche il rapporto tra Pontormo e Michelangelo Buonarroti, che nei primi anni Trenta del Cinquecento avviarono una breve collaborazione, dopo la caduta dell’ultima Repubblica fiorentina e il ritorno definitivo dei Medici. Michelangelo affidò al pittore due cartoni preparatori da tradurre in pittura, dai quali nacquero Venere e Cupido, destinata alla camera di Bartolomeo Bettini, e il Noli me tangere, restaurato per l’esposizione.
Gli interventi di restauro realizzati in occasione della mostra hanno inoltre permesso di approfondire la conoscenza di alcune opere dell’artista. Tra questi figura quello della Madonna Corsini di Firenze, che ha confermato l’attribuzione del dipinto a Pontormo e ha rivelato un particolare nascosto da una pesante ridipintura. La scoperta di un’aletta ha infatti permesso di identificare il fanciullo raffigurato nella parte inferiore della composizione non come san Giovannino, come si riteneva in precedenza, ma come un angioletto.
I ritratti, i disegni e il diario di Pontormo
L’esposizione dedica ampio spazio all’attività di Pontormo come ritrattista, documentando il suo legame con la famiglia Medici, alla quale rimase legato per tutta la vita.
Tra le opere principali figura il celebre Alabardiere, la cui identità resta ancora oggetto di discussione tra gli studiosi, insieme ai ritratti di Cosimo il Vecchio e dei Due amici. A questi si affianca la Dama in rosso di Bronzino, allievo e collaboratore dell’artista.
Un’altra sezione approfondisce la produzione grafica attraverso un’ampia selezione di disegni, dagli studi dal vero della figura umana a quelli preparatori per gli affreschi del coro di San Lorenzo a Firenze. La mostra presenta, inoltre, il Libro mio, il diario tenuto da Pontormo tra il 1554 e il 1556, che raccoglie annotazioni personali e piccoli disegni e del quale il catalogo propone una nuova interpretazione.
Da Pontormo a Bill Viola: The Greeting al Foro Romano
Il progetto espositivo si estende anche al Parco archeologico del Colosseo, dove dall’11 ottobre 2026 al 6 febbraio 2027 la chiesa di Santa Maria Antiqua al Foro Romano ospita The Greeting, una delle più note videoinstallazioni di Bill Viola.
L’opera, presentata alla Biennale di Venezia nel 1995, si ispira alla Visitazione di Pontormo e rielabora attraverso il linguaggio video l’incontro tra Maria, Elisabetta e le altre due figure femminili rappresentate nel dipinto rinascimentale.
L’iniziativa, realizzata da Electa insieme al Parco archeologico del Colosseo, approfondisce il rapporto tra la pittura di Pontormo e la cultura visiva contemporanea, testimoniato anche dall’influenza esercitata dall’artista fiorentino su Pier Paolo Pasolini.
Curatela e organizzazione della mostra
La mostra Pontormo è promossa da Ales – Scuderie del Quirinale in partnership con le Gallerie degli Uffizi ed è prodotta insieme alla casa editrice Electa, che pubblica anche il catalogo. La curatela è affidata a Cristina Acidini, con Elena Capretti, Philippe Costamagna, Bruce Edelstein e Carlo Falciani.
«La mostra è insieme una grande sfida organizzativa, una coraggiosa scommessa curatoriale e una prova di quanto le sinergie istituzionali possano rendere raggiungibili risultati straordinariamente ambiziosi. Ma anche, e prima di tutto, un’occasione irripetibile offerta al grande pubblico per un incontro ‘a tu per tu’ con un artista tra i più seducenti e amati dell’intero Rinascimento», ha dichiarato Matteo Lafranconi, direttore delle Scuderie del Quirinale.







