L’inaugurazione ufficiale avverrà l’11 dicembre di quest’anno
Pronto per l’apertura il l futuristico Museo Guggenheim di Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti, che è stato progettato dall’archistar Frank Gehry (scomparso proprio di recente, il 5 dicembre 2025, a 96 anni), lo stesso architetto che ha progettato l’iconico Museo Guggenheim di Bilbao. L’inaugurazione ufficiale avverrà l’11 dicembre di quest’anno.
Il museo sorgerà sull’isola dei musei
Il Guggenheim Abu Dhabi Museum (in arabo: غاغينهايم أبو ظبي) sorgerà nello stesso Distretto Culturale di Saadiyat — situato sull’omonima isola dei musei che si trova di fronte alle coste della metropoli emiratina — in cui si è da poco inaugurato lo Zayed National Museum di Norman Foster e che ospita da quasi 10 anni anche il Louvre Abu Dhabi di Jean Nouvel, al momento il più grande museo della penisola arabica. Il Guggenheim Abu Dhabi diventerà il più grande dei quattro musei Guggenheim presenti nel mondo, che sono gestiti dalla Solomon R. Guggenheim Fondation (oltre a quelli di Bilbao e Abu Dhabi, ci sono anche quelli di New York e Venezia). Saadiyat Island è un’isola situata nel Golfo Persico e concepita come polo museale e culturale di rilevanza mondiale.
La rete dei musei Guggenheim
La rete dei musei Guggenheim rappresenta uno dei progetti culturali più significativi del XX e XXI secolo, un’esperienza unica in cui collezionismo privato, ricerca artistica, architettura innovativa e dimensione internazionale si intrecciano in modo coerente. Al centro di questa storia si trova la volontà di rendere l’arte moderna e contemporanea accessibile a un pubblico sempre più ampio, favorendo il dialogo tra culture, linguaggi e contesti geografici differenti.
La storia del progetto in pillole
Annunciato ufficialmente nel 2006 con un contratto tra Abu Dhabi e la Solomon R. Guggenheim Foundation, il progetto avrebbe dovuto aprire tra il 2011 e il 2013. Problemi contrattuali e fiscali determinarono rinvii successivi: prima al 2015, poi al 2017. Solo nel 2019, durante il Culture Summit Abu Dhabi, il direttore della Guggenheim Foundation Richard Armstrong confermò che il progetto era finalmente pronto a entrare in fase costruttiva. Frank Gehry — scomparso nel dicembre 2025 senza riuscire a vedere l’apertura della sua opera più grande — ha firmato un museo che è atteso per il 2026 dopo 20 anni dalla firma del contratto originale.
L’architettura di Frank Gehry
Progettato come un esperimento di museografia del XXI secolo, il Guggenheim Abu Dhabi si inserisce nella rete internazionale della Solomon R. Guggenheim Foundation come il museo più grande dell’intero sistema. L’edificio, alto 88 metri, si estende su una superficie di 30.000 metri quadrati e si distingue per le sue strutture coniche, ciascuna delle quali costituisce uno spazio espositivo autonomo destinato sia ad acquisizioni permanenti sia a commissioni speciali.
I coni asimmetrici sono concepiti per richiamare le antiche torri del vento emiratine, che tradizionalmente garantivano ventilazione e ombra: un dialogo tra tradizione arabica e architettura contemporanea. Queste strutture circondano l’edificio principale e fungono al tempo stesso da ingressi al museo e da spazi espositivi all’aperto. I pannelli di rivestimento in vetroresina e cemento armato rispecchiano il colore della sabbia di Saadiyat Island, radicando profondamente l’edificio nel suo contesto desertico costiero.
Le gallerie sono distribuite su quattro livelli intorno a un atrio centrale, collegati da ponti in vetro. Gli spazi espositivi coprono circa 13.000 metri quadrati, a cui si aggiunge l’area dei coni dove i visitatori possono ammirare opere site-specific di artisti contemporanei di primo piano. Il museo include inoltre un teatro da 350 posti, una biblioteca e un centro di ricerca.
La collezione
Il museo è dedicato all’arte moderna e contemporanea, con opere realizzate dagli anni Sessanta a oggi. La collezione, che conta oltre 970 opere di 429 artisti provenienti da più di 70 paesi, pone un’enfasi specifica sull’arte del Medio Oriente, del Nord Africa e dell’Asia meridionale, con l’ambizione di mostrare come diverse prospettive artistiche abbiano contribuito a plasmare la storia del nostro tempo.
Questo orientamento geografico e culturale distingue il museo rispetto agli altri sedi della Fondazione Guggenheim: là dove il Guggenheim di New York si concentra sul modernismo europeo, Abu Dhabi intende costruire una narrazione alternativa e policentrica della storia dell’arte globale.
Gli altri musei
Il Solomon R. Guggenheim Museum (New York, Stati Uniti) è il primo museo della Solomon R. Guggenheim Foundation, ospitato nell’iconico edificio a spirale progettato da Frank Lloyd Wright. È la sede permanente di una collezione in continua espansione di opere impressioniste, post-impressioniste, moderniste e contemporanee, ed è anche noto per le sue mostre temporanee di grande rilevanza internazionale. L’edificio aprì le proprie porte al pubblico il 21 ottobre 1959, dieci anni dopo la morte di Solomon Guggenheim e sei mesi dopo la morte dello stesso Wright. Nessuno dei due fece in tempo a vedere il risultato finale. L’inaugurazione fu accolta con reazioni contrastanti: la struttura polarizzò immediatamente la critica architettonica, sebbene oggi sia universalmente celebrata. Alcune critiche riguardavano l’idea che l’edificio finisse per oscurare le opere esposte al suo interno e che le pareti inclinate e concave delle nicchie espositive rendessero difficile appendere correttamente i dipinti. Con il tempo, queste perplessità svanirono e il Guggenheim divenne uno degli edifici più fotografati e riconoscibili al mondo.
L’edificio cilindrico — più largo in cima che alla base — è concepito come un’unica rampa a spirale che sale dal livello stradale lungo i bordi esterni fino a terminare sotto una grande vetrata al soffitto. L’esperienza della visita è così del tutto peculiare: il visitatore sale in ascensore all’ultimo piano e poi scende percorrendo la rampa continua, godendo di un flusso ininterrotto di arte e di scorci sull’atrio centrale illuminato dall’alto. Questo genera quello che gli appassionati chiamano il Rotunda Effect: mentre si scende lungo la spirale, si ha costantemente davanti agli occhi l’arte che si trova sopra e sotto di sé, visibile attraverso il vuoto centrale, creando un gioco di anticipazioni e rimandi visivi del tutto unico. Nel 1992 l’edificio fu ampliato con l’aggiunta di una torre rettangolare più alta della struttura originale — una modifica che generò forti polemiche tra i puristi dell’architettura wrightiana. Nel 2019 il museo è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, insieme ad altre sei opere di Frank Lloyd Wright sparse negli Stati Uniti.
La Peggy Guggenheim Collection (Venezia, Italia) è ospitata presso il settecentesco Palazzo Venier dei Leoni, sul Canal Grande. La Peggy Guggenheim Collection rappresenta il più importante museo in Italia per l’arte europea e americana del XX secolo. Raccogliendo principalmente la collezione personale di Peggy Guggenheim (1898–1979), ex moglie dell’artista Max Ernst e nipote del magnate Solomon R. Guggenheim, questo museo — un tempo abitazione privata della collezionista — custodisce una raccolta per certi versi più contenuta e concentrata rispetto agli altri musei Guggenheim, ma di straordinaria coerenza e qualità. All’interno del luminoso palazzo sono custodite opere di oltre 200 artisti, che riassumono i principali movimenti d’avanguardia novecenteschi: Cubismo, Surrealismo, Espressionismo astratto americano e Futurismo, ma anche Pittura Metafisica, astrazione europea e scultura d’avanguardia. Inoltre, il museo ospita anche una ricca collezione di astrattismo informale italiano, con importanti lavori di Lucio Fontana, Afro Basaldella, Agostino Bonalumi, Pietro Consagra, Toti Scialoja, Giuseppe Santomaso, Tancredi Parmeggiani, Emilio Vedova e Carla Accardi.
Il Guggenheim Museum Bilbao (Bilbao, Spagna) è stato progettato dall’archistar Frank O. Gehry, scomparso proprio di recente. Il Guggenheim Museum Bilbao è un museo di arte moderna e contemporanea situato sulle rive del fiume Nervión, nel cuore dei Paesi Baschi spagnoli. Nato da una straordinaria partnership tra le istituzioni basche e la Solomon R. Guggenheim Foundation, il museo ha aperto le porte nell’ottobre del 1997 e ha ampiamente superato le aspettative artistiche e culturali più ambiziose, contribuendo in modo determinante alla rigenerazione urbana, economica e sociale di Bilbao e del suo territorio. L’edificio del Guggenheim Museum Bilbao rappresenta un magnifico esempio dell’architettura più innovativa del Novecento. Con 24.000 m² complessivi, di cui 9.000 dedicati agli spazi espositivi, il museo è un punto di riferimento architettonico di configurazione audace e design originale, che offre un contesto seducente per le opere d’arte esposte al suo interno. La struttura è rivestita da circa 33.000 sottilissime lastre di titanio che, sotto la luce mutevole dei Paesi Baschi, assumono riflessi sempre diversi, evocando ora la forma di una nave, ora quella di un pesce. L’audace progetto di Gehry non è una bizzarra astrazione, ma un’idea che tiene conto del contesto storico e geografico della città: nelle sue forme, la sede del Guggenheim richiama la posizione di Bilbao sulle rive dell’oceano e l’importanza che il porto e i cantieri navali hanno avuto per la sua economia.
Immagine in evidenza: un plastico del Museo Guggenheim di Abu Dhabi. Titolo originale: “Scale model of Saadiyat Island”. By Jpatokal via Wikivoyage (CC BY-SA 3.0)







