Tre anni di lavori per il restauro, dentro il Palazzo vescovile di Padova, per riscoprire, nella sua struttura originaria, la cappella di San Massimo, voluta dal vescovo Pietro Donato (1390-1447) nel Quattrocento, che restituisce così una parte importante della pittura padovana e veneziana del tempo. Il ciclo di affreschi è databile attorno al 1437, sono opera del pittore Giovanni da Ulma, identificato con Giovanni d’Alemagna, artista di origine tedesca attivo a Venezia.
Il restauro è stato avviato dalla Diocesi in collaborazione con la Soprintendenza e sostenuto dai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica. I saggi avevano confermato la presenza di pitture sotto gli strati di intonaco; il restauro ha rimosso e portato alla luce una parte consistente della decorazione.
A ottobre e novembre la Cappella sarà visitabile ogni domenica alle 16.30, sempre su prenotazione. Il biglietto, di 20 euro, comprende anche l’ingresso al Museo diocesano.







