Roma, la stazione Colosseo candidata al Prix Versailles 2026

da | 8 Set 2026 | Promozione e valorizzazione

La fermata-museo della Linea C, inaugurata a dicembre 2025, è stata selezionata dal comitato del prestigioso premio internazionale di architettura. Ma sull’area espositiva pesa il nodo dell’accessibilità, con lavori già avviati per risolverlo.

Nove mesi di vita, due milioni di visitatori e ora una candidatura che arriva da Parigi. La stazione Colosseo – Fori Imperiali della Linea C della metropolitana di Roma parteciperà al Prix Versailles 2026, il premio mondiale di architettura e design che ogni anno mette a confronto le opere più significative realizzate nei diversi continenti. La segnalazione è arrivata lo scorso 18 agosto, quando il Segretario Generale del Prix Versailles, Jérôme Gouadain, ha comunicato l’intenzione del Comitato di Selezione di includere la stazione romana tra le candidate, chiedendo a Roma Capitale di confermare la partecipazione entro il 2 settembre. La conferma, insieme a tutto il materiale richiesto dal regolamento, è arrivata puntualmente dall’Assessorato alla Mobilità Sostenibile e Trasporti.

Un premio nato all’UNESCO

Il Prix Versailles esiste dal 2015 e si assegna ogni anno nella sede dell’UNESCO a Parigi, mettendo a confronto opere provenienti da tutto il mondo in categorie che vanno dagli aeroporti ai musei, dagli hotel ai centri commerciali. La stazione romana concorre nella categoria Passenger Stations, quella dedicata alle stazioni ferroviarie e metropolitane, per entrare nella World’s Most Beautiful Stations List 2026, l’elenco delle stazioni più belle del mondo tra quelle aperte tra il 1° gennaio 2025 e il 30 giugno 2026. Il meccanismo di selezione prevede due fasi: un Comitato, presieduto dallo stesso Gouadain, individua fino a otto stazioni per la lista annuale, dopodiché una Giuria Mondiale di nove componenti assegna tre riconoscimenti tra le opere in lista, il Prix Versailles vero e proprio, il Premio speciale per gli interni e quello per gli esterni.

La prima stazione-museo di Roma

Inaugurata il 16 dicembre 2025, Colosseo – Fori Imperiali è la prima stazione della rete metropolitana romana concepita anche come spazio museale. Si sviluppa su quattro livelli interrati, scende oltre trenta metri di profondità e conta circa 5.500 metri quadrati calpestabili, con un collegamento diretto alla Linea B. Al suo interno è ospitata l’esposizione permanente dei reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi, dai pozzi di epoca arcaica fino all’abitato che sorgeva alle pendici della Velia. Il progetto architettonico porta la firma dello studio Marzullo, mentre gli allestimenti museali sono stati diretti dal Parco Archeologico del Colosseo e progettati dal Dipartimento di Architettura e Progetto della Sapienza Università di Roma, con i professori Grimaldi e Lambertucci.

L’opera è stata realizzata da Roma Capitale attraverso la Stazione appaltante Roma Metropolitane e il Contraente Generale Metro C, guidato da Webuild e Vianini Lavori. Secondo i dati di Atac, dall’apertura la stazione ha portato la frequentazione della Linea C a circa 51.000 validazioni al giorno. “Colosseo – Fori Imperiali è la prova che a Roma si può costruire una metropolitana nel cuore della città antica senza scegliere tra archeologia e trasporto”, ha commentato l’Assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè, sottolineando come i pozzi arcaici trovati durante lo scavo siano diventati “il cuore del progetto, non un ostacolo da rimuovere”.

Il nodo dell’accessibilità

Sulla candidatura pesa però una criticità sollevata nei giorni scorsi: il polo museale al piano intermedio, cuore pulsante della stazione, non è raggiungibile in autonomia dalle persone con disabilità motoria. Gli ascensori collegano regolarmente il piano strada alle banchine, ma non prevedono una fermata al livello dell’area espositiva. Non è un dettaglio da poco, per un concorso che accanto alla qualità architettonica valuta anche i criteri di sostenibilità secondo i principi della “intelligent sustainability” promossi dal Segretariato Generale dell’UNESCO.

Sul caso è intervenuto il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, che ha avviato un confronto con il Campidoglio, mentre Michele Adamo, consigliere della Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie (FISH) e segretario nazionale dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM), ha definito la stazione “un’opera incompiuta”, osservando che uno spazio di grande valore artistico privo di piena fruibilità autonoma rischia di trasformarsi in “una barriera discriminatoria”. Anche l’ipotesi di installare un montascale, secondo quanto emerso, non risolverebbe pienamente il problema, perché richiederebbe comunque l’intervento di un funzionario per l’attivazione, senza garantire alla persona con disabilità una reale autonomia di movimento.

I lavori in corso

Il Campidoglio ha replicato annunciando l’avvio dei lavori per realizzare un nuovo sbarco degli ascensori al piano intermedio del polo museale, un intervento che punta a rendere pienamente accessibili gli spazi espositivi alle persone con disabilità o ridotta mobilità, oltre che alle famiglie con passeggini e a tutti i visitatori con particolari esigenze di accesso. L’opera sarà realizzata dalla società consortile Metro C S.c.p.a., guidata da Webuild e Vianini Lavori insieme a Hitachi Rail e alle cooperative CMB e CCC.

Il coordinamento è affidato all’Alta Sorveglianza di Roma Metropolitane, in raccordo con Atac. I lavori comporteranno modifiche temporanee agli orari della stazione: dal 7 all’11 settembre la fermata chiuderà anticipatamente alle 20, mentre dalle 20 del 18 settembre resterà completamente chiusa fino a domenica 20 settembre. In entrambi i casi la Linea C continuerà a operare fino alla stazione di Porta Metronia.

La lista delle stazioni selezionate per il Prix Versailles 2026 sarà resa nota il 28 settembre, mentre i tre titoli mondiali, il Prix Versailles, il Premio speciale per gli interni e quello per gli esterni, verranno assegnati il 10 dicembre nella sede dell’UNESCO a Parigi.