La foresta dell’Amazzonia non è così vergine, scoperti oltre 20mila monumenti

da | 16 Ago 2026 | Flash News

Uno studio su Nature smentisce l’idea dell’Amazzonia come foresta incontaminata. Grazie al tecnologia Lidar le ricognizioni aeree su 4.400 km negli stati brasiliani di Acre e Amazonas hanno permesso di mappare il terreno nascosto individuare oltre 20.000 opere monumentali sotto la vegetazione. L’integrazione dei dati raccolti ha consentito l’dentificazione di 432 siti monumentali, di cui solo 36 noti. L’area studiata è meno del 3% dell’Amazzonia.
Tra il I e il III secolo d.C., l’Amazzonia avrebbe potuto ospitare tra 1,25 e 3 milioni di abitanti, contraddicendo l’idea di una foresta quasi disabitata. 
Secondo José Miguel Pérez-Gómez, archeologo specialista dell’Amazzonia non coinvolto nella ricerca, il valore della scoperta risiede nel superare un’immagine occidentale del concetto di civiltà. L’urbanizzazione amazzonica era policentrica e integrata con corsi d’acqua, coltivazioni e suoli antropici. La monumentalità non era solo nei grandi terrapieni, ma nella trasformazione del paesaggio in infrastruttura politica, spazio rituale e memoria collettiva.