Foto: Monet, Les pecheurs de Poissy.1882 ca. Olio su tela 60 x 81 cm. Collezione privata, Parigi
Ha aperto a Parma a Palazzo Tarasconi, il 14 febbraio la mostra:“Impressionisti: 100 anni di riflessi. Gli Impressionisti da Monet a Bonnard” aperta fino al 31 maggio 2026. L’esposizione esplora l’Impressionismo di metà ‘800, con particolare attenzione a Claude Monet nel centenario della sua morte. Curata da Stefano Oliviero, la mostra presenta oltre 70 opere di più di 30 artisti, provenienti da collezioni private italiane e francesi. Prodotta da Navigare S.r.l. con il patrocinio della Provincia di Parma.
Spiega il curatore:“Questa mostra sul movimento artistico dell’Impressionismo a Parma vuole evidenziare gli aspetti caratteristici della pittura di metà ‘800 e la trasformazione che la luce portò , insieme al tubetto del colore, nel mondo artistico dell’epoca. L’esposizione, divisa in quattro aree, si concentra in particolare con un focus sul lavoro di Claude Monet, proprio nel centenario dalla sua morte, che fu uno degli artefici principali della diffusione di questo nuovo modo di dipingere dove la visione soggettiva della luce, e i suoi riflessi, rappresentano la sintesi estetica delle opere del periodo”.
La mostra celebra i 100 anni di riflessi nell’arte, ispirandosi all’opera di Monet e degli Impressionisti. Esplora l’eredità artistica di Monet, che continua a influenzare il mondo dell’arte.
L’esposizione
L’esposizione presenta dipinti a olio, acquerelli, disegni e incisioni in quattro aree narrative, concentrandosi sulla ricerca della luce, sull’uso del colore e sulla rappresentazione della realtà in diversi ambienti e contesti, con il filtro della percezione personale.
La prima area, “Verso il cambiamento”, illustra il rinnovamento della pittura francese nella prima metà dell’Ottocento, tra accademismo e pittura en plein air della Scuola di Barbizon. Tra gli artisti esposti figurano Theodore Rousseau, Charles-François Daubigny, Jean François Millet, Antoine Guillemet, Eugène Isabey e Narcisse Virgile Diaz De La Peña.
Nella seconda area, “Tra natura osservata e natura percepita”, la pittura rivaluta lo sguardo. L’osservazione dal vero sfida le regole tradizionali. Gli artisti sperimentano l’influenza della percezione sulla rappresentazione, con la luce come elemento centrale e mutevole, capace di trasformare colori e atmosfere.
Questo orientamento culmina nella terza area, “La pittura come esperienza del momento”, che racconta la Belle Époque impressionista e i suoi anticipatori e protagonisti: Eugène Boudin, Alfred Sisley, Paul César Helleu, Johan Barthold Jongkind, Henri Gervex, Giovanni Boldini. La pittura si concentra sulla percezione immediata, la luce naturale diventa il soggetto, la pennellata si frammenta e il colore acquista autonomia. La vita moderna entra nella pittura. Ogni dipinto è un incontro tra occhio, luce e momento vissuto.
L’area “Oltre l’impressione” conduce il visitatore verso il Novecento, dove i riflessi dell’Impressionismo influenzano artisti che cercano di andare oltre la registrazione immediata di luce e attimo. Il colore diventa più intenso e libero, talvolta simbolico, e la luce crea atmosfere interiori ed emozioni, come nell’acquerello di Pierre Bonnard, Vue à Le Cannet (1923).
Info: La mostra sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 19:30 (biglietto intero 13 euro), il sabato e la domenica chiusura alle 20:30 (biglietto intero 15 euro). www.navigaresrl.com







