Mozia svela la sua “Giovanetta” al Museo Whitaker

da | 6 Ott 2025 | Archeologia, Arte e Cultura

Presentata al Museo Whitaker di Mozia la scultura marmorea del V secolo a.C., nuova testimonianza del patrimonio archeologico dell’isola

È stata presentata questa mattina al Museo Whitaker l’eccezionale scoperta della Giovanetta di Mozia, una scultura marmorea del V secolo a.C. rinvenuta sull’isola durante le campagne di scavo estive. L’opera, mutila nella parte superiore, raffigura una figura femminile incedente del tipo peplophoros. Il ritrovamento arricchisce il quadro delle conoscenze sul ruolo di Mozia come crocevia di culture e punto d’incontro tra mondo greco e civiltà punica. Lo straordinario reperto conferma, inoltre, la vitalità culturale e commerciale che l’isola mantenne per secoli nel cuore del Mediterraneo.

Il ritrovamento della Giovanetta di Mozia

Il rinvenimento della Giovanetta di Mozia è avvenuto lo scorso luglio, all’interno dell’Area K del “Ceramico”, una delle più vaste officine ceramiche puniche del Mediterraneo occidentale. La scoperta è frutto di una forte sinergia tra istituzioni e ricerca. Hanno collaborato l’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, la Soprintendenza di Trapani, la Fondazione Whitaker – responsabile della tutela e valorizzazione dell’isola – e l’Università degli Studi di Palermo, che da decenni conduce regolari campagne di scavo, garantendo continuità scientifica e approfondimento archeologico.
“Le ricerche archeologiche condotte sull’isola dalle missioni universitarie, che da anni operano con grande cura in collaborazione con la Soprintendenza di Trapani, rivestono un’importanza strategica per questa porzione della Sicilia occidentale, terreno prezioso di incontro tra la civiltà punica e quella greca”, ha dichiarato il soprintendente dei Beni culturali di Trapani, Riccardo Guazzelli.

Scarpinato: “Un nuovo tassello per la storia del Mediterraneo”

“Vogliamo ribadire, ancora una volta, l’impegno a preservare e promuovere il patrimonio storico e archeologico siciliano, offrendo al pubblico e alla comunità scientifica un ulteriore tassello di straordinario valore per la conoscenza della storia antica del Mediterraneo – ha dichiarato l’assessore ai Beni culturali e all’Identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato –. L’obiettivo è restituire alla comunità la Giovanetta di Mozia in una cornice museografica moderna, capace di garantire tutela, sicurezza e fruizione ottimale. La sua esposizione definitiva permetterà di ampliare la comprensione della vita artigianale e culturale della città punica e del ruolo centrale di Mozia nei rapporti tra la Sicilia e il mondo greco. Ogni ritrovamento è un filo che ricuce l’identità della Sicilia”, ha concluso l’assessore.

La presentazione e l’esposizione della Giovanetta di Mozia

Alla presentazione ufficiale hanno partecipato, oltre all’assessore Scarpinato, il dirigente generale del Dipartimento dei Beni culturali Mario La Rocca, il soprintendente Riccardo Guazzelli, il rettore dell’Università di Palermo Massimo Midiri, il presidente della Fondazione Whitaker Paolo Matthiae, la direttrice del Dipartimento Culture e Società Valentina Favarò, e i direttori scientifici della missione archeologica Unipa e Mozia, Paola Sconzo e Aurelio Burgio.
La scultura sarà esposta provvisoriamente nella “Sala del plastico” del Museo Whitaker, per poi essere collocata definitivamente nelle sale dedicate al Ceramico. Prima dell’allestimento finale, la statua sarà sottoposta a un accurato intervento di restauro e a una completa documentazione scientifica, passaggi fondamentali per la conservazione e la valorizzazione pubblica di un reperto che arricchisce in modo significativo il patrimonio archeologico dell’isola e dell’intera Sicilia.