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Stati generali del Patrimonio immateriale campano. Chiude a Paestum la prima edizione

da | 5 Dic 2023 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

Le pratiche tradizionali connesse a saperi, celebrazioni, espressioni e cultura agro-alimentare sono state protagoniste della Prima Rassegna del Patrimonio Immateriale della Campania, in programma al NEXT di Capaccio Paestum dall’1 al 3 dicembre. Oltre 70 stand espositivi, dibattiti, incontri, laboratori, dimostrazioni, degustazioni e concerti per conoscere il patrimonio culturale immateriale campano iscritto all’IPIC (Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano), con le sue produzioni artistiche e artigianali, riti e feste, musiche e performance artistiche, pratiche rurali, gastronomiche ed enologiche che rendono straordinaria la Campania.

L’evento si è concluso con un incontro dedicato al “Patrimonio Culturale Immateriale a vent’anni dalla Convenzione UNESCO: Scenari internazionali e nazionali”, con la partecipazione – tra gli altri – di Elisabetta Moro, professore di Antropologia culturale all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, Pier Luigi Petrillo, Cattedra UNESCO Unitelma Sapienza, Alfonso Pecoraro Scanio, Fondazione UniVerde, Maurizio Di Stefano, Icomos Italia, Stefano Pisani, sindaco di Pollica, Patrizia Nardi, Referente dell’elemento Rete delle Feste delle Grandi Macchine a spalla Italiane,  Marina Fumo (L’arte dei Muretti a secco), e i rappresentanti di altre comunità emblematiche di beni UNESCO.

“Con la Convenzione sul patrimonio culturale immateriale del 2003 – ha dichiarato il professore Pier Luigi Petrillo Cattedra UNESCO Unitelma Sapienza – l’UNESCO ha chiesto a tutti gli Stati di documentare il patrimonio vivente. L’iniziativa della Regione Campania, avviata nel 2018, di costituire un inventario sul patrimonio culturale immateriale rappresenta una best practice, un esempio oggi per molte altre Regioni. Se si vuole salvaguardare e preservare per le future generazioni il patrimonio vivente, la prima cosa da fare è documentarlo, studiarlo e conoscerlo: l’IPIC, lo strumento dell’Inventario regionale, fa proprio questo. E grazie ad esso la Regione Campania rappresenta un punto di riferimento per tante Regioni italiane, che uno strumento simile non l’hanno adottato.”

A vent’anni dalla Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (Parigi, 17 ottobre 2003), la Regione Campania lancia la candidatura di nuovi beni legati ad antiche tradizioni, come il Caffè espresso italiano, l’Arte dell’incisione a cammeo di Torre del Greco e – in fase di organizzazione per una proposta unitaria – l’Arte presepiale.

Attraverso l’Inventario IPIC e la Rassegna, i beni materiali e immateriali campani dialogano tra loro, si raccontano e soprattutto raccontano l’anima dei territori. E’ stato presentato il Catalogo del Patrimonio Immateriale della Campania (272 pagine, in lingua italiana e inglese), un volume indispensabile per conoscere le circa 100 pratiche tradizionali iscritte all’IPIC.

“Questi beni hanno un valore a prescindere dal riconoscimento UNESCO – ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio –. Dobbiamo stare attenti affinché queste tradizioni siano valorizzate nel rispetto della natura e dell’ambiente, e supportarle con l’utilizzo della digitalizzazione per il monitoraggio e la diffusione della conoscenza, anche semplicemente per la realizzazione di un sistema efficace di prenotazione, al fine di agevolare i flussi turistici.”

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