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Pantheon-chiesa di Santa Maria ad Martyres, ora si paga per la visita ma non per la preghiera

da | 4 Lug 2023 | Arte e Cultura, Istituzioni

Da ieri 3 luglio, come annunciato dal ministro Sangiuliano, per entrare al Pantheon-chiesa di Santa Maria ad Martyres, si paga un biglietto di 5 euro; ma non per tutti, entrano gratis, come già avviene per i musei, i minori di 18 anni, le categorie protette, i docenti che accompagnano le scolaresche mentre i ragazzi fino a 25 anni pagano due euro, che ora sono 3 euro perché c’è il contributo per l’Emilia. Previsto l’accesso gratuito anche per i residenti nella Capitale. Si entra gratuitamente anche per l’esercizio del culto, per la preghiera.
Alla fine della prima giornata risultano venduti 5792 biglietti (3835 in loco + 1957 tramite piattaforma) per un incasso totale di 21.381 euro (14.635 euro in loco + 6746 tramite piattaforma) (fonte MiC, ndr).

Sangiuliano in vista al Pantheon
“Questo è un impegno che io avevo assunto poco dopo il mio arrivo al ministero. In genere le cose in Italia richiedono anni, mentre in pochissimi mesi siamo riusciti a realizzare prima l’impianto amministrativo e poi l’impianto anche tecnico per arrivare a questo punto. I miei tempi non sono i tempi del passato, prima le cose si dicevano per 20 anni e poi non venivano realizzate. Tutti parlavano del Museo della Shoah e noi invece abbiamo portato avanti la sua realizzazione. Lo stesso è stato per il Museo di San Casciano: in otto mesi abbiamo fatto il rogito notarile. Abbiamo acquistato la sede che ospiterà il museo. Consentitemi di avere un po’ di orgoglio”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che ieri mattina ha fatto un sopralluogo al Pantheon.

L’idea del ticket era nata durante il dicastero di Dario Franceschini, che nel 2016 aveva firmato un accordo con il Capitolo della basilica di Santa Maria ad Martyres-Pantheon per l’introduzione del biglietto d’ingresso. L’accordo anche se firmato ed annunciato l’avvio, è rimasto nel cassetto fino all’arrivo al MiC di Sangiuliano che ha ripreso l’accordo dal cassetto e aggiunto qualche integrazione per consentirne l’avvio (ora, la diocesi partecipa alla ripartizione degli incassi per il 30%, ndr).

“Questo- ha aggiunto il ministro- è il sito museale (ma anche un luogo di culto, ndr) più visitato in Italia, con nove milioni di visitatori. Il biglietto è abbastanza modico, appena 5 euro. Basti pensare che a Parigi anche a Les Invalides, dove c’è la tomba di Napoleone, si paga. Quindi non vedo perché noi non dovevamo far pagare”.
Sangiuliano è arrivato con il ticket salvato sul cellulare, “anche se sono a Roma da 35 anni, pago comunque il biglietto”, ha passeggiato all’interno del monumento già affollato di turisti, si è soffermato davanti alla tomba di Raffaello e ha scherzato con i fotografi, mentre all’esterno del Pantheon due file di visitatori attendevano il loro turno di ingresso.
Per quanto riguarda gli incassi, spiega il ministro, “vengono ripartiti tra il ministero della Cultura, che però vincola queste risorse alla tenuta, alla curatela e alla rigenerazione di questo sito. Ad esempio vogliamo adibire a mostre gli spazi che sono in fondo- ha detto- Un altro 30% va alla Curia che si è impegnata a destinare una parte ai poveri di Roma, magari si potrà alimentare una mensa per i poveri con queste risorse. Poi vanno al Comune di Roma, che però deve utilizzare questi fondi per la cura e la pulizia di questa piazza, magari garantendo quello che avviene in altre parti del mondo: una pulizia 24 ore su 24, con qualcuno che stia qui e tenga in ordine la piazza.”. Ma il Comune non è parte dell’accordo, secondo quanto spiegato al nostro giornale nell’articolo del 15 giugno da mons. Daniele Micheletti l’Arciprete Rettore del Capitolo che gestisce oggi la Basilica.
Sembra risolta anche la difficile gestione dell’ingresso al Pantheon per l’esercizio del culto. Durante l’orario di apertura per le visite del Pantheon, si potrà accedere gratuitamente per la preghiera ma si verrà accompagnato nella cappella laterale, non si potrà visitare il Pantheon e si uscirà, terminata la preghierà.
Il Pantheon resterà però chiuso per tutti i visitatori durante le funzioni religiose come avviene già oggi sabato pomeriggio e la domenica mattina ma anche ogni volta che ci sarà l’attività liturgica, senza alcun limite stabilito nell’accordo, a insindacabile decisione della Diocesi.

Guide Federagit: file mostruose sbagliato farlo in alta stagione
“Al Pantheon si entra già arrabbiati, dopo ore di fila sotto il sole e diversi tentativi di pagamento che non vanno a buon fine. Non si può fare questa cosa nel pieno dell’alta stagione”. A parlare con l’agenzia Dire è Liliana Inglessis, guida turistica iscritta alla Federagit Confesercenti Roma. Questa mattina Liliana era davanti al monumento proprio nei minuti in cui il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, inaugurava l’ingresso a pagamento. La guida stava accompagnando un gruppo. “Fino a questa mattina non sapevamo nemmeno come prenotare- ha raccontato- quindi mi sono messa nella fila del pagamento cash e mentre eravamo in fila ho fatto un giro e ho trovato il QR code per registrarsi. Siccome la nostra fila era molto lunga e successivamente avremmo dovuto anche farne un’altra per entrare, con il cellulare del cliente abbiamo provato a fare la prenotazione online, ma non ci siamo riusciti, nonostante i tentativi con tre carte di credito diverse. Al quarto tentativo, ho provato con la mia carta e ci sono riuscita. Ma ho dovuto prepagare per tutti, non è una cosa che si può fare ogni volta. All’ingresso poi mi hanno spiegato che se dovessi arrivare con 25 persone riceverei 25 QR code diversi, e non uno unico.
Ovviamente queste sono cose che allungano la fila”. L’ulteriore paura delle guide, ora, è che “avvenga come è per il Colosseo, con l’accaparramento dei biglietti attraverso le piattaforme che fanno sparire i biglietti appena vengono messi online”, ha aggiunto Francesca Duimich, presidente Federagit Roma. “Il primo giorno può essere comprensivo- ha detto- ma non ci è sembrato un grande inizio”.

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