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Il Convento di San Bernardino a Ivrea Casa della famiglia Olivetti donato al FAI

da | 28 Giu 2023 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela, Istituzioni, Promozione e valorizzazione, Soft Power italico

 

Il Convento di San Bernardino a Ivrea, che fu Casa della famiglia Olivetti, sarà un nuovo Bene del FAI, grazie agli eredi Olivetti che hanno donato la chiesa e a Tim che ha donato il convento. L’annuncio è stato dato da Marco Magnifico, Presidente del FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano ETS, Beniamino de’ Liguori Carino nipote di Adriano Olivetti e Segretario Generale della Fondazione Adriano Olivetti, Salvatore Rossi Presidente di Tim (videomessaggio) Maria Enrica Danese, Direttrice Institutional Communications, Sustainability Projects & Sponsorship.

Il progetto di restauro
Il convento con la sua chiesa, così riuniti nella proprietà e nella gestione del FAI, saranno oggetto di un grande progetto di restauro e valorizzazione reso possibile dal finanziamento di 6 milioni di euro che il Ministero della cultura ha destinato a questo, riconosciuto tra i “Grandi Progetti Beni Culturali” del suo Piano Strategico. Il cantiere aprirà a metà 2024 e durerà due anni; si procederà per lotti: dapprima sul convento, bisognoso di lavori strutturali e ingenti, poi sulla chiesa. Saranno affrontati il restauro conservativo degli edifici storici, l’adeguamento normativo e impiantistico e il miglioramento sismico e la rifunzionalizzazione degli spazi interni ed esterni, per l’apertura completa e regolare al pubblico e l’offerta di servizi culturali e di accoglienza.
Il recupero complessivo riguarderà oltre 40.000 mq di edifici storici e di verde nel cuore delle architetture della città industriale di Ivrea, riconosciute patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

il progetto di valorizzazione culturale
Si procederà poi ad attivare il progetto di valorizzazione culturale, finanziato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, progetto che il FAI ha concepito ed elaborerà nei contenuti in stretta collaborazione con la Fondazione Adriano Olivetti, l’istituzione di riferimento dell’eredità olivettiana, e che svilupperà grazie al supporto e alla relazione con gli enti e le risorse del territorio: dal Comune e dalla Regione Piemonte, dall’Associazione Archivio Storico Olivetti alle Spille d’Oro, che contribuiranno a garantire l’apertura della chiesa al pubblico in attesa del cantiere di restauro, e alla rete di imprese canavesane ICONA Srl, proprietaria delle adiacenti Officine ICO aperte su Viale Jervis, dove oggi è il Centro Visitatori, che nel progetto potrà divenire anche l’accesso al Convento di San Bernardino, così integrato nel sito UNESCO a beneficio di una proposta culturale e turistica unica, più ricca, varia e attrattiva.

La storia
Il Convento di San Bernardino, che dal 1908 è stato la casa della famiglia Olivetti – di Camillo, di sua moglie Luisa Revel e dei loro sei figli -, dagli anni Cinquanta è divenuto sede del Gruppo Sportivo Ricreativo Olivetti, e tornerà a essere un centro culturale e ricreativo aperto a tutti. Un bene storico da visitare, di cui saranno conservate e valorizzate le testimonianze architettoniche e artistiche quattrocentesche, ma anche un luogo antico che racconta una storia moderna, che qui ancora nessuno racconta: la vicenda umana e familiare, culturale, politica e imprenditoriale di Adriano Olivetti. Un capitolo della storia d’Italia sarà riletto attraverso la vicenda di un indiscusso protagonista come Adriano Olivetti, che sarà raccontato, pur nel contesto delle vicende pubbliche, anche nel suo lato privato e familiare: umano, culturale e perfino spirituale. Il Convento, del resto, si presta perfettamente a questo racconto, poiché incarna appieno lo spirito olivettiano grazie alla sua capacità simbolica di integrare la visione industriale con la componente culturale, la tecnica con l’arte, l’antico con il moderno, ma anche la fabbrica con la famiglia e con l’uomo, la dimensione materiale con quella spirituale. Una storia da considerare in sé un bene culturale, patrimonio immateriale dell’Italia.

Il percorso multimediale di narrazione, l’accoglienza e le attività didattiche
Il racconto si svolgerà all’interno del Convento in un suggestivo percorso multimediale di narrazione tramite proiezioni immersive e attraverso spazi appositamente allestiti con documenti originali, oggetti personali e d’archivio, per rievocare la funzione di casa e lo stile di vita della famiglia, riflesso della cultura e di un rigore morale ed etico di stampo religioso, eppure profondamente laico. Negli altri ambienti saranno realizzati servizi di accoglienza del pubblico, spazi destinati ad attività didattiche, in particolare per le scuole, ma anche luoghi di ricreazione culturale e non: da ambienti multifunzionali per incontri, lezioni, conferenze e piccole mostre temporanee a spazi per lo sport e il gioco, che saranno tutti ripristinati – i tre campi da tennis e gli otto di bocce, la sala biliardo all’interno e all’esterno il percorso vita sul Monte Navale -, da un negozio FAI a un caffè con ristoro.

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