In una intervista a giugno 2022 a Lbc Radio, George Osborne, ex Cancelliere dello Scacchiere conservatore e presidente del British Museum, aveva affermato che è tempo di trovare un accordo con le autorità elleniche e superare “precondizioni e linee rosse”. Poi la recente notizia dell’incontro, in un hotel di Knightsbridge, tra Osborne e il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, come ricostruito dal quotidiano greco Ta Nea, per discutere della sorte delle sculture del Partenone.
La vicenda
I Marmi di Elgin (dal nome del suo “esportatore” Thomas Bruce, VII conte di Elgin), conosciuti anche come Marmi del Partenone, sono una raccolta di iscrizioni, elementi architettonici e sculture greche di età classica in marmo (per lo più opera di Fidia e dei suoi assistenti), che facevano parte del Partenone. Nel 1811 Thomas Bruce, VII conte di Elgin, ottenne dal sultano dell’Impero Ottomano che dominava la Grecia, il permesso, di “non rimuovere le statue, ma solo quello che avesse scoperto in uno scavo specifico”. Dal 1801 al 1812 gli uomini di Elgin rimossero circa la metà delle sculture superstiti del Partenone insieme ad elementi architettonici e scultorei di un altro tempio ionico greco che si trova sull’Acropoli di Atene. I marmi furono trasportati via mare in Gran Bretagna e nel 1816 vennero acquistati dal governo britannico e trasferiti al British Museum. Nel 1832, divenuta indipendente, la Grecia, chiese immediatamente al governo inglese di restituire le statue e i fregi: la prima petizione ufficiale per la restituzione dei marmi del Partenone risale infatti al 1833
Il prestito permanente ed il rifiuto
Accettando un prestito permanente o a lungo termine, la Grecia riconoscerebbe i termini del museo britannico, ovvero che l’acquisto, nel 1816, fu legale. Un nodo difficile da sciogliere. La restituzione dei Marmi del Partenone ad Atene, secondo il segretario alla cultura Michelle Donelan aprirebbe una strada molto pericolosa, in grado di innescare un’ondata di richieste da vari Paesi per la restituzione dei tanti altri manufatti in Gran Bretagna.