Foto: 1) Il Castello visto dalla piazza del Comune; 2) Il Castello – salone delle feste- parete di fondo; 3) La scala del castello detta “conocchia”; 4) Carbognano-Catasto Gregoriano con fiume 1820.
La protagonista è sempre lei Giulia Farnese (sorella del cardinale Alessandro, futuro Paolo III) così indissolubilmente legata alla storia di Carbognano ed al suo castello dove Giulia la bella, dopo la morte del marito Orsino Orsini nel 1500, si trasferirà e che sarà governatrice per circa un ventennio. Inizia da qui la scoperta di Carbognano (VT) un Borgo piacevole e ricco di preziose testimonianze, ma tuttora pressoché sconosciuto. Alla scoperta del borgo ci conduce l’Associazione Culturale RinascimentiAmo che il 26 marzo 2022, presso la RinascimentiAmo Gallery – Spazio GBE di Viterbo, ha organizzato levento di promozione: Alla scoperta dei beni culturali di Carbognano. Presenti il sindaco di Carbognano Agostino Gasbarri ed un folto ed attento pubblico; sono stati presentati i risultati delle ricerche relative al Castello, ed evidenziate altre risorse storiche e ambientali da riscoprire e valorizzare nel territorio di Carbognano. Levento è stato anche loccasione per annunciare le iniziative preliminari per la costituzione del Comitato nazionale riconosciuto dal Ministero della Cultura, ai sensi della legge 420/97, per le celebrazioni del V Centenario della morte di Giulia Farnese (marzo 2024).
Allapertura del convegno larchitetto Simonetta Valtieri (docente universitario emerito di Storia dell’architettura e di restauro architettonico ) ha sintetizzato i risultati di uno studio condotto sullarchitettura del castello (arricchito dalle ricerche negli archivi romani condotte da Enzo Bentivoglio – docente universitario emerito di Storia dellArchitettura), che hanno permesso di individuare nella torre circolare posizionata allangolo e nel cammino di ronda merlato per le postazioni dartiglieria una fase tardo quattrocentesca di adeguamento della struttura più antica per difesa dalle armi da fuoco, operata dalla Camera Apostolica prima che castello venisse venduto da papa Borgia nel 1494 ad Adriana de Mila, sua parente e madre di Orsino. Quando Giulia intraprese i lavori per risiedervi, allesterno il castello era stato già riadattato nella sua configurazione generale; fu però aggiunta per la difesa verso la valle la torre poligonale, in quanto quella circolare fu inglobata negli spazi ristrutturati ad uso residenziale. Allinterno del castello gli ambienti del piano nobile destinati alla residenza furono coperti con volte lunettate su capitelli pensili, così anche quelli nel piano terreno, che presentano una analoga distribuzione. Agli interventi operati per Giulia va ascritta la decorazione con i graffiti delle pareti cortile, che in origine aveva una profondità doppia; il ridimensionamento è avvenuto con i lavori operati dalla famiglia Colonna a cui la proprietà era pervenuta con il matrimonio della nipote di Giulia, Elena che ha modificato la scala del castello, in origine allaperto, realizzando il corpo di fabbrica che contiene una nuova scala e occupa oltre metà dello spazio del cortile originario. Questa costruzione ha fatto scomparire la visione dei graffiti che chiudevano in alto il finto bugnato, dove è raffigurata una figura femminile, con la scritta IVLIA FARNESIA: lunica immagine certa, seppur sbiadita del volto di Giulia Farnese la bella. In origine laccesso dallattuale piazza del Comune alla piazza superiore del borgo più antico e al castello avveniva attraverso un ponte levatoio, localizzato in corrispondenza dellarcone sul muro collegato alla fortificazione del castello, oggi raggiungibile attraverso una rampa realizzata successivamente, che parte dalla piazza inferiore. Sulle pareti esterne di questo fronte il nome di Giulia compare sulle finestre del piano nobile del castello, mentre le sottostanti sono state ingrandite nel Seicento dai Colonna. Le trasformazioni operate dai Colonna sono chiaramente databili dagli elementi stilistici delle cornici e dai loro stemmi partiti, che hanno consentito di individuare il committente dei lavori in Egidio Colonna, terzo principe di Carbognano, sposato nel 1676 con Maria Anna Vittoria Altieri, parente di papa Clemente X. I Colonna, oltre ad effettuare lavori nel piano terreno, sono intervenuti anche nel piano nobile, ingrandendo le finestre che affacciano verso la valle, sostituendo i portali dei saloni sia del piano nobile che del piano sottostante, effettuandovi decorazioni pittoriche nelle volte e nelle lunette.
Gli stemmi presenti nel piano nobile del castello, sintetizzano i vari rapporti di parentela dei Fanese nel succedersi delle generazioni, esaltando il loro casato, che con il matrimonio di Laura (figlia di Giulia) e Niccolò Franciotti della Rovere, nipote di papa Giulio II, si imparenta nel 1505 anche con questo pontefice.
Daniela Gallavotti Cavallero (docente universitario emerito di storica dellarte) ha effettuato una descrizione degli stemmi dipinti nel piano nobile del castello, dove, soprattutto nella camera di Giulia, trionfa la presenza degli unicorni, in un complesso programma iconografico che pare sottendere il riscatto di Giulia dalla sua vita giovanile con il nuovo corso di vita da lei intrapreso a Carbognano.
Sono state illustrate immagini relative alla Casa della Comunità, costruita agli inizi del Seicento su progetto dellarchitetto Gaspare Guerra, proveniente da Roma, quando fu realizzata, allinterno della torre dellorologio, una notevole scala a chiocciola che collega i vari piani, partendo dalla sottostante via di Santa Maria e arrivando a piazza Castello, dove si apre lingresso principale delledificio. È stato messo in evidenza il particolare rapporto di Carbognano dove è realizzata la prima chiesa dedicata San Filippo Neri con gli Oratoriani, tramite il cardinale Orazio Giustiniani, che aveva chiamato nel 1630 presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, Fioravante Martinelli autore della prima monografia su Carbognano, edita postuma nel 1694.
Si è parlato delle chiese parrocchiali succedutesi nel tempo, della chiesa di Santa Maria, ricostruita da Giulia Farnese nel 1522 ingrandendo una chiesa preesistente ma rimasta incompiuta alla sua morte (1524), e della chiesa di Santa Maria in Valle, posta lungo un percorso proveniente da Roma. Delle decorazioni che rivestivano le pareti di questa chiesa, finora nota solo per la presenza sopra laltare, dellaffresco attribuito al Pinturicchio, o al Perugino, o al Pastura, coperte da una pitturazione successiva, ma di cui sono visibili alcuni lacerti, e del loro restauro ha parlato Roberto della Porta (esperto di restauro di opere d’arte), come pure della figura a sgraffito presente sulla parete esterna, dietro il vano absidale.
Umberto Laurenti (Vicepresidente dellassociazione Svegliamoci Italici) ha concluso lincontro con un intervento che inizialmente ha evidenziato la grande rilevanza dei beni ambientali presenti nel territorio carbognanese, dove la natura intatta, i boschi di castagno e di querce, la ricchezza dacqua, bilanciano egregiamente la tendenza, pur giustificata dallalta qualità, alla predominanza della monocoltura corilicola. Indubbiamente Carbognano può aspirare a diventare meta di un nuovo turismo consapevole ed amante del bello, delle radici culturali e della natura, grazie a Giulia Farnese, che lì visse per almeno 20 dei suoi 50 anni di vita, mostrando insospettate doti come imprenditrice agricola, riferimento istituzionale dellintero territorio farnesiano della Tuscia, e guida accorta della comunità locale, occupandosi del Castello e delle chiese, e disegnando il Borgo, con la conformazione e le dimensioni che resistono ancora oggi, ed i luoghi della vita comune, quali le strade, i vicoli, le piazze e le fontane, le stalle ed i forni, lacquedotto, conservando anche i beni culturali preesistenti: etruschi, romani, medievali.. Leggendo il racconto della sua vita, depurata del ruolo di amante papale e dei pettegolezzi, ci rendiamo conto che il suo attivismo protofemminista determinò la fortuna della sua famiglia e quindi lesistenza di innumerevoli capolavori a Caprarola, Roma, Parma, Napoli. Queste le motivazioni a sostegno del progetto per le iniziative in vista delle celebrazioni del V° Centenario della morte di Giulia Farnese la Bella (marzo 2024): creazione di un Comitato Scientifico; partenariato con Università, Enti, Associazioni non profit, Imprese locali; creazione di una Rete dei 20 Borghi Farnesiani della Tuscia, per poter interloquire con tutte le città italiane ed europee dove esistono testimonianze monumentali, artistiche, archivistiche e storiche della straordinaria e plurisecolare vicenda della famiglia Farnese.






