Turismo e Cultura priorità per l’Italia ma non per la burocrazia

da | 23 Mag 2021 | Turismo

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Dopo molti mesi di lamentazioni, prospettive nere, elargizioni di bonus e ristori, fughe consolatorie verso le visite virtuali a musei e località turistiche, finalmente con la prospettiva di un ritorno graduale alla normalità, grazie alle vaccinazioni di massa ed alla ripresa della mobilità, il comparto fondamentale per l’economia italiana, costituito dall’offerta turistica e da quella culturale, può guardare verso l’uscita dal tunnel. E per la verità non mancano le iniziative spesso dotate di cospicua dote finanziaria, basta guardare le notizie nella home page di questo giornale, sia di iniziativa governativa che di singole Regioni, mirate a favorire la ripresa.

Ma come spesso accade in Italia, molti buoni programmi e propositi vanno a sbattere sul muro della burocrazia ottusa ed inefficiente. E la citazione di una frase pronunciata da Bismark, che il presidente della Associazione dei Comuni Italiani e sindaco di Bari Antonio Decaro riporta in un appello fortemente critico verso il Ministro Franceschini, apparso su Repubblica del 22 maggio, appare più che appropriata e fin troppo garbata: “con cattive leggi e buoni funzionari si può pur sempre governare, ma con cattivi funzionari le buone leggi non servono a niente”. E la vicenda che qui brevemente vogliamo raccontare meriterebbe anch’essa una più incisiva funzione di guida verso l’attività dei propri funzionari, da parte del ministro Franceschini, e perché no, anche l’avvio di una azione di responsabilità promossa dall’Anci a tutela dei Comuni cui è stato richiesto inutilmente un ingente spreco di risorse, in un periodo peraltro già difficile.

Ecco i fatti. A fine ottobre 2020 il MIBACT pubblica un Bando gestito dalla Direzione Creatività insieme alla Direzione Turismo, denominato BORGHI IN FESTIVAL-COMUNITA’, CULTURA, IMPRESA PER LA RIGENERAZIONE DEI TERRITORI e destinato ai Comuni con popolazione inferiore ai 5mila abitanti, scadenza 15 gennaio 2021 poi prorogata al 29 gennaio. Il budget totale destinato al Bando è di soli 750mila € e l’impegno richiesto ai concorrenti non è indifferente. Infatti si richiede di “presentare progetti con previsione di mostre, eventi, rassegne, laboratori, giornate di formazione, realizzazione di piattaforme o applicativi digitali, con particolare attenzione alla innovatività, alla sostenibilità e alla accessibilità, al coinvolgimento della cittadinanza e all’impatto sul territorio, con attenzione per il rispetto della normativa anti-Covid”. I Sindaci dei piccoli Comuni di tutta la Penisola, si rimboccano le maniche, nonostante siano alle prese con l’emergenza della pandemia oltre che con gli endemici problemi di carenza di personale e di risorse economiche, e si danno da fare per organizzare raggruppamenti di piccoli Comuni omogenei per cultura, storia, offerta di beni culturali o naturali, oppure territorialmente contigui, mettendo il proprio impegno per far fruttare la risorsa unica che rimane ai piccoli Borghi italiani, e cioè promuovere e sostenere la qualità e le eccellenze dei territori per rafforzare e integrare l’offerta turistica, attraendo nuovi e qualificati flussi turistici. Per confezionare la proposta progettuale i Comuni (ricordiamo sempre che trattasi di Borghi sotto i 5mila abitanti) debbono attrezzarsi su tematiche non banali, quali marketing territoriale, formazione, spettacoli ed attività creative, piattaforme ed applicativi digitali, campagne di comunicazione, raccolta di lettere di intenti da parte di associazioni ed enti disponibili a collaborare alle attività programmate, valutazione di impatto e ricadute attese per le realtà economiche, sociali, ambientali, culturali e turistiche del territorio coinvolto nel progetto. E soprattutto redigere un cronoprogramma del progetto da concludersi entro e non oltre il 31 luglio 2021, con inizio ad aprile, ed un piano economico finanziario accompagnato da lettere di impegno per la copertura del 20% del budget dei costi stimati: tanto per essere concreti, rispetto ad un budget medio di 200mila € , significa fornire impegni sottoscritti per coprire 40mila €. Ma non basta: infatti i piccoli Comuni interessati al Bando, devono dotarsi obbligatoriamente di partners, di cui almeno uno scelto tra Enti pubblici, istituzioni culturali ed associazioni non profit, ed un altro con funzioni di cofinanziamento (ma assolutamente non coinvolgibile nelle attività programmate) scelto tra imprese o Fondazioni di origine bancaria. Il tutto tenendo sempre conto dei rigidissimi vincoli dettati dalle normative che regolano gli appalti pubblici ed il funzionamento degli Enti locali, visto che comunque capofila del partenariato che partecipa al Bando deve essere un Comune. Insomma un vero e proprio percorso ad ostacoli, che però più di 6mila Sindaci di piccoli Comuni, già impegnati a fronteggiare la pandemia e far rispettare le restrizioni adottate in sede nazionale o regionale ed anche a farsi carico dei contagi nei singoli centri abitati, si accollano. E ben 643 domande di partecipazione, corredate da tutta la abbondante documentazione progettuale, documentaria e fotografica richiesta, arrivano regolarmente entro le ore 12 del 29 gennaio. Il Mibact si compiace di questo successo e invece di ringraziare per il lavoro svolto da chi ha messo a disposizione tempo, risorse umane ed economiche, abbandona il Bando su un binario morto. A metà febbraio si insedia il Governo Draghi, il ministro Franceschini resta al suo posto, come pure il Direttore generale Creatività Contemporanea del Ministero che non si chiama più Mibact ma MIC-Ministero della Cultura e dello Spettacolo; il Bando Borghi in Festival esce dalla responsabilità della Direzione del Turismo diventata nel frattempo un nuovo Ministero, e fa capo alla sola Direzione Creatività del MIC, ma resta sempre abbandonato sul binario morto, con i 643 raggruppamenti di piccoli Comuni impossibilitati a dare risposte alle migliaia di imprese, associazioni, professionisti, che si erano mobilitati per ideare e programmare le iniziative.

Finalmente il 7 aprile il risveglio: il Direttore Generale Creatività Contemporanea dottor Onofrio Cutaia firma il Decreto con cui nomina i 5 componenti della Commissione che dovrà valutare le proposte pervenute e predisporre la graduatoria, senza peraltro indicare la data entro cui la Commissione dovrà completare i propri lavori. Nel frattempo un’altra Determina dello stesso Direttore aveva stabilito che la conclusione delle attività finanziate grazie al Bando in questione potranno concludersi entro il 31 agosto 2021 anziché entro il 31 luglio, come prima previsto. Nessun cenno alla data di inizio delle attività…che resta sempre fissata …ad aprile 2021. Ma perché preoccuparsi? l’unica cosa certa è che ad oggi 24 maggio 2021 nessuno sa quali saranno i fortunati Borghi italiani vincitori del Bando e nessuno saprà spiegare loro come rimodulare il cronoprogramma delle attività programmate, sempre che i protagonisti previsti siano ancora disponibili.