“Il futuro non (si) chiude. Con questo messaggio parte la campagna nazionale di comunicazione di Confcommercio con un duplice obiettivo di richiamare l’attenzione sulla drammatica situazione che stanno vivendo gli imprenditore e lanciare un messaggio forte sulla voglia di ripartire: consentire alle imprese, la cui attivita’ e’ ancora ferma o drasticamente ridotta dalle restrizioni, di poter riaprire – laddove possibile – in sicurezza ed evitare cosi’ la chiusura definitiva e la perdita di posti di lavoro. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, nel 2020, sono andati persi 160 miliardi di Pil e quasi 130 miliardi di consumi e sono sparite dal mercato circa 300mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi. Tra i settori piu’ colpiti, la ristorazione con perdite di fatturato pari a 38 miliardi, la filiera del turismo con una perdita di valore della produzione di 100 miliardi e il comparto culturale e ricreativo dove, tra cinema e spettacoli dal vivo (musica, teatro, lirica, danza), le perdite hanno superato 1 miliardo.
La campagna e’ veicolata sui canali social di Confcommercio – con l’hashtag #ConfcommercioCe’ – e coinvolgerà tutto il sistema confederale, attraverso le Associazioni territoriali e le Federazioni di categoria con un unico format. Ad accompagnare visivamente lo slogan “Il Futuro non (si) chiude”, un video e scatti fotografici d’autore dal forte impatto emotivo che mostrano, nel modo piu’ realistico possibile, gli effetti della pandemia soprattutto nel commercio, nel turismo e nella cultura. Questa iniziativa è la ”cornice” entro la quale si svolgeranno iniziative di vario genere sui territori con l’obiettivo di informare in maniera capillare quali sono stati i reali danni alle imprese del terziario di mercato e rafforzare le richieste di Confcommercio al Governo per ristori più robusti, più inclusivi e più tempestivi.






