“Il futuro non (si) chiude”. Parte la campagna nazionale di comunicazione di Confcommercio

da | 26 Mar 2021 | Promozione e valorizzazione, Turismo

“Il futuro non (si) chiude”. Con questo messaggio parte la campagna nazionale di comunicazione di Confcommercio con un duplice obiettivo di richiamare l’attenzione sulla drammatica situazione che stanno vivendo gli imprenditore e lanciare un messaggio forte sulla voglia di ripartire: consentire alle imprese, la cui attivita’ e’ ancora ferma o drasticamente ridotta dalle restrizioni, di poter riaprire – laddove possibile – in sicurezza ed evitare cosi’ la chiusura definitiva e la perdita di posti di lavoro. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, nel 2020, sono andati persi 160 miliardi di Pil e quasi 130 miliardi di consumi e sono sparite dal mercato circa 300mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi. Tra i settori piu’ colpiti, la ristorazione con perdite di fatturato pari a 38 miliardi, la filiera del turismo con una perdita di valore della produzione di 100 miliardi e il comparto culturale e ricreativo dove, tra cinema e spettacoli dal vivo (musica, teatro, lirica, danza), le perdite hanno superato 1 miliardo.

La campagna e’ veicolata sui canali social di Confcommercio – con l’hashtag #ConfcommercioCe’ – e coinvolgerà tutto il sistema confederale, attraverso le Associazioni territoriali e le Federazioni di categoria con un unico format. Ad accompagnare visivamente lo slogan “Il Futuro non (si) chiude”, un video e scatti fotografici d’autore dal forte impatto emotivo che mostrano, nel modo piu’ realistico possibile, gli effetti della pandemia soprattutto nel commercio, nel turismo e nella cultura. Questa iniziativa è la ”cornice” entro la quale si svolgeranno iniziative di vario genere sui territori con l’obiettivo di informare in maniera capillare quali sono stati i reali danni alle imprese del terziario di mercato e rafforzare le richieste di Confcommercio al Governo per ristori più robusti, più inclusivi e più tempestivi.