Era ricoverato all’ospedale Sant’Orsola da alcune settimane ma ieri Andrea Emiliani è morto a Bologna all’ospedale Sant’Orsola, aveva compiuto 88 anni il 5 marzo. Studioso e critico di fama mondiale, e’ stato il massimo esperto mondiale di Federico Barocci, di cui nel ’75 allesti’ nel capoluogo emiliano una mostra che riuniva quasi tutta l’epoca pittorica e 300 disegni; ha curato le grandi mostre dedicate all’arte bolognese, quelle di Guido Reni e dei Carracci. L’ultima sua mostra e’ stata la retrospettiva su uno dei principali fotografi del Novecento, Paolo Monti, allestita ai Musei San Domenico di Forli’. Tra i fondatori del Dams e dell’Ibc (Istituto beni Culturali della regione Emilia Romagna), oltre al ruolo di direttore della Pinacoteca bolognese. Dal 1970 aveva insegnato Museografia, Fenomenologia degli stili, Storia delle Arti e Museologia all’Universita’ di Bologna. Ha collaborato negli anni con la Sapienza di Roma, il Politecnico di Torino, la Fondazione Giorgio Cini di Venezia.

“Straordinario uomo di cultura, Andrea Emiliani ci ha insegnato a conoscere l’arte, soprattutto ci ha insegnato che l’arte puo’ e deve essere popolare e accessibile a tutti”, ha detto il sindaco di Bologna Virginio Merola, ricordando che il Comune gli conferi’ l’Archiginnasio d’Oro. “Ci ha insegnato che il museo e’ uno spazio aperto, che la citta’ e l’ambiente sono museo vivo e da vivere. Oggi che Emiliani ci lascia penseremo a come ricordarlo ancora tra noi, come se ci potesse accompagnare ancora tra le bellezze della nostra citta’”.

“Emiliani, ha creato il concetto innovativo di museo diffuso ed ha compreso prima di tutti l’importanza di implementare la catalogazione nel concetto di gestione dei beni culturali. Senza dubbio il solco tracciato dal professor Andrea Emiliani restera’ esempio indelebile per tutti coloro i quali, sia addetti ai lavori che semplici fruitori, si approcciano al patrimonio artistico italiano” ha dichiarato Lucia Borgonzoni Sottosegretario di Stato per i Beni e le Attivita’ Culturali.