Turismo. Il CdM trasferisce le competenze sul turismo al ministro dell’Agricoltura

da | 3 Lug 2018 | Leggi e regolamenti, Turismo

Sulla delega al TURISMO non so piu’ cosa dire. Tutte le settimane dovrebbe arrivare in Cdm e poi rinviamo di altri sette giorni. Quando arrivera’, e spero sia oggi, si integrera’ bene con l’agricoltura perche’ sono due punte di diamante del Made in Italy”. Cosi’ il ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio arrivando all’assemblea annuale della Confederazione cooperative italiane agroalimentare e pesca. (Dire)

La nascita del superministero per il marketing del made in Italy (Agricoltura e Turismo) era stata preannunciata all’atto della nascita del nuovo governo M5S – Lega, cambiando la promessa del Movimento Cinque Stelle d’istituire un vero e proprio Ministero del Turismo. Temi, quelli della cultura, arte, turismo, che nel discorso al Senato, Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte non ha minimamente menzionato.

Ieri, al termine del consiglio dei Ministri è arrivata la conferma: la delega al Turismo passa dal ministero per i Beni e le Attività Culturali al ministero dell’Agricoltura, guidato dal leghista Gian Marco Centinaio.

Su proposta del premier Giuseppe Conte, il decreto legge ‘ si legge nella nota di Palazzo Chigi ‘ ‘trasferisce al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali le funzioni esercitate dal ministero dei Beni e delle attività culturali in materia di turismo, prevedendo, al contempo, il conseguente cambio delle denominazioni dei due ministeri, il trasferimento delle risorse umane, strumentali e finanziarie e le necessarie modifiche normative riguardanti gli enti vigilati’.

Immediato l’annuncio da parte del ministro dal suo profilo Facebook: ‘Promessa mantenuta. Da 15 minuti si inizia a concretizzare quanto promesso nei giorni scorsi”. E ora «lavoro lavoro lavoro” su “agricoltura e turismo: le eccellenze del nostro Paese”, ha scritto subito su Facebook il ministro annunciando così il passaggio di delega del turismo dal Ministero per i Beni culturali, guidato da Alberto Bonisoli, quota M5s, a quello delle Politiche agricole.

Entro 60 giorni, un decreto del Presidente del Consiglio disciplinerà la riorganizzazione del Ministero dell’Agricoltura che probabilmente vedrà la creazione di due direzioni generali una per il Turismo a l’altra per gli Affari Generali; per i dipendenti del Mibac (si ritorna alla vecchia denominazione) interessati dal cambiamento, potrebbe prospettarsi la possibilità di scegliere se rimanere al Mibac o trasferirsi all’ Agricoltura e Turismo.

Il settore del turismo non è certo sconosciuto a Gian Marco Centinaio, per anni direttore commerciale del tour operator Il Viaggio. e responsabile Settore Turismo per la Lega tanto che subito dopo la formazione del governo, aveva anticipato le sue priorità per il settore del turismo. Lotta all’abusivismo per gli hotel, le guide turistiche e le agenzie di viaggio; accordi con le Olta (le agenzie di viaggio on-line) «affinché accettino solo pacchetti certificati»; rivedere il sistema delle stelle degli hotel; dare voce alle «organizzazioni del turismo, che in questi anni hanno provato a fare un mucchio di proposte. Sempre inascoltate». Poi per la componente più politica, è fondamentale il rapporto fra Ministero e Regioni sulla gestione del turismo; convocare poi un tavolo fra Regioni ed Enit, considerato che in materia di turismo sono proprio le Regioni ad avere la delega (titolo V della Costituzione).

Un ministero, quello del turismo, destinato a scomparire e rivivere ma sempre con ‘le valige pronte’. Il referendum del 1993 aveva abrogato, su proposta dei Radicali, la legge che istituisce il Ministero del Turismo e dello Spettacolo, con l’82,28% di sì (ma anche il ministero dell’agricoltura fu abrogato, ndr). Le competenze esclusive in materia, affidate alle Regioni con la riforma costituzionale del 2001 indebolirono ulteriormente quel poco che restava di competenza statale. Nel 1996 il governo Prodi lo accorpò all’Economia e poi il governo Berlusconi lo ripescò come dipartimento della Presidenza ma nominando il ‘ministro del Turismo’ Michela Brambilla che insediatasi nella sede di via della Ferratella, fece installare sulla facciata una insegna di grandi dimensioni con scritto ‘Ministro del Turismo’. Poi con i governi Letta, Renzi e Gentiloni, ritornò ministero ma accorpato con i Beni Culturali. Con la bocciatura poi del referendum nel 2016, della revisione del Titolo V della Costituzione che attribuisce alle regioni le competenze in materia di turismo, è finito l’ultimo tentativo di riportare al ‘centro’ la strategia operativa del settore del Turismo.

Ora i due ministeri, a suo tempo abrogati, si ritrovano assieme, per fare strategia comune.

Sarà la scelta vincente’ Eppure quando il Turismo fu unito al Mibac la motivazione fu quella di valorizzarne e sfruttarne le potenzialità di quello che fu definito il ministero economico più importante del Paese.

Una domanda è doverosa. Se Centinaio fosse stato nominato ministro ai Beni Culturali, il Turismo sarebbe passato lo stesso all’Agricoltura’