Il sito archeologico di Pompei si prepara alla sfida del turismo internazionale in crescita

da | 1 Lug 2018 | Promozione e valorizzazione, Turismo

“Il pubblico a Pompei e’ sempre piu’ variegato e diversificato anche etnicamente, abbiamo avuto 3,5 milioni e mezzo di entrate l’anno scorso che stanno salendo anche del 10% mensilmente. E dobbiamo adeguarci anche agli standard internazionali, abbiamo ingressi pensati negli anni ’70 quando i flussi erano un quarto di quelli di oggi. E tenendo conto dell’emergenza terrorismo, si sta pensando di riorganizzare gli accessi con guardie armate, metal detector e anche l’esercito, come gia’ avviene in molti luoghi sensibili a partire dal

Colosseo, sia per tutelare i visitatori sia per gli scavi. Ma dobbiamo organizzarci bene anche per non creare code e ingorghi alle entrate, che costituirebbero esse stesse un obiettivo per eventuali attentati” è la dichiarazione di Massimo Osanna direttore del Parco Archeologico di Pompei fatta in occasione del Forum Ansa.

Pompei ha una presenza di visitatori che è cresciuta del 10% nell’ultimo anno, un finanziamento comunitario di 150.000.000 di euro per realizzare il progetto della “Grande Pompei” che finalmente sta dando i risultati sperati nel restauro di molte aree e nell’apertura di nuovi scavi e forse qualche cosa in più.

Ora si pensa a migliorare la sicurezza contro il terrorismo sia con rafforzamento della vigilanza con le guardie armate ma sopratutto con l’impiego della tecnologia più avanzata.

Metal detector, progettazione di app, geolocalizzazione e schermi che danno informazioni in tempo reale ai turisti e la loro localizzazione in caso di necessita’. Ma non basta, si sta pensando a fornire una ricettivita’ adeguata, fatta anche di alberghi di lusso, tali da invertire la situazione attuale del “mordi e fuggi” causata sia della mancanza di alberghi (sembra che finalmente sia iniziata la ristrutturazione di un grande albergo a 4 stelle), anche non di lusso sia dalla carenza storica di trasporti ferroviari adeguati alla domanda. Con il ministro Franceschi, si lanciò anche l’idea della costruzione di un passante dall’attuale stazione, di fronte all’ingresso degli scavi, fino dentro gli scavi. Ma pare che non si coinvolse adeguatamente nell’idea progettuale, la municipalità di Pompei e non se ne fece più nulla.

Pompei tra l’altro è meta di quasi 5 milioni di pellegrini che visitano il Santuario ma che non visitano gli scavi archeologici e viceversa.

Prosegue il direttore Osanna: “Pompei deve essere aperta a tutti perche’ e’ un luogo dell’umanita’ pero’ gli ingressi devono essere monitorati. Ad esempio durante le domeniche gratuite quando il flusso supera le 15 mila persone in contemporanea negli scavi,

noi fermiamo le entrate e riprendiamo dopo qualche ora” Nel parco stiamo puntando molto anche sulle attivita’ serali, dai concerti alle visite notturne per incentivare i turisti a rimanere sul territorio”. Osanna si dice favorevole alla tassa di soggiorno, “purche’ non elevata, perche’ dobbiamo continuare ad avere un turismo di tutte le fasce economiche, anche per questo abbiamo deciso di non aumentare il nostro biglietto oltre i 15 euro.

Dobbiamo lavorare per attirare e fidelizzare anche i turisti italiani, convincerli a tornare Pompei piu’ e piu’ volte”.